mercoledì 17 gennaio 2018

Un’Italia favolosa arriva a 11 metri dalla finale, poi passa la Spagna

 A Fortaleza sfioriamo l’impresa contro i campioni del mondo, la partita si decide ai rigori ma sul campo meritavamo noi, eliminazione sfortunata

foto ghetty (fonte sky.it)

foto ghetty (fonte sky.it)

Se ci avessero raccontato questa partita ieri, avremmo liquidato il discorso con un sorriso amaro di chi è rassegnato ad una goleada figlia del divario tecnico, tattico e di spirito. Orfani di Balotelli, il piano cinico e scontato era quello di subirne 4, magari sbrigare qualche timida azione nel corso dei 90’ per non rendere la cosa umiliante per poi finire e chiuderla qui con questa Confederations cup.

E INVECE Sembriamo adattarci al loro gioco già dall’inizio; scesi in campo in quel di Fortaleza Giaccherini e Candreva danno ragione al modulo di Prandelli che ha schierato la difesa a tre coprendo meglio gli spazi e anzi, facciamo noi il possesso. Alla mezz’ora del primo tempo ci troviamo all’attivo più di qualche azione che però sprechiamo; la Spagna sembra subire l’80% di umidità e non ingrana subito, in particolare diventano pericolosi quando si muovono alle spalle dei nostri centrocampisti centrali ma la compattezza degli azzurri annichilisce le imbucate di Iniesta e neutralizza i cambi di posizione di Silva.

Nella ripresa gli avversari giocano una partita di contenimento, alla fine il possesso palla darà ragione a noi: 61%, alla faccia di chi pronosticava il catenaccio. Aquilani rileva un ottimo ma stanco Marchisio e dà quella profondità di cui abbiamo bisogno per affondare il colpo.. che però non arriva

SE delle favole si può obiettare la loro verità e realizzabilità, di questa partita, che da copione ha pure i buoni e i cattivi, non dobbiamo dispiacerci se assomiglia di più alla realtà: non avrà il lieto fine (la vittoria) e nessuno bacerà la principessa (la coppa) ma la reattività mostrata sul campo oggi, il cuore visto in 120 minuti ha accorciato il gap con, non dimentichiamocelo, i campioni del mondo.

FINISCE 0-0 ai regolamentari, nei supplementari Giaccherini stampa la palla sul palo e gli risponde Xavi al ‘115, a cinque minuti dai “tu sai cosa” che noi italiani guardiamo (se guardiamo) con diffidenza e distacco.

AI RIGORI dopo 120’ minuti di sofferenza, nascono i riti, le scaramanzie che fanno gonfiare la rete o affondano gli stadi nel silenzio, “ad oltranza” poi esce tutta la bella e sana ingiustizia di questo sport che nel giro di pochi secondi riesce a farti saltare di gioia e farti ritrovare con le mani sul viso a sfumare il trucco tricolore che Jesus Navas, dopo l’errore di Bonucci lava via: 7-6.

PRANDELLI è orgoglioso – e come non esserlo – dei suoi ragazzi: “Ai rigori tutto può capitare, la Spagna è davanti a noi, stiamo cercando la nostra strada ma sotto il piano del carattere e dello spirito non abbiamo nulla da rimproverarci”; Del Bosque, dal canto suo riconosce l’ottima prestazione degli azzurri: “siamo stati fortunati”.

ALLA PARI fino alla fine, fino ai rigori e letteralmente oltre. Se Raccontassimo domani di questa pazza e forte Italia, forse qualcuno in più ci crederà. Grazie ragazzi con un’Italia così..

 

LE PAGELLE DI SPAGNA-ITALIA
SPAGNA: Casillas 7; Arbeloa 5; Ramos 6,5; Piqué 7; Alba 5,5; Busquets 6; Xavi 6,5; Iniesta 7,5; Pedro 5 (Mata 6,5); Silva 5 (Navas 7); Torres 5,5 (Martinez 6). All. Del Bosque 6.

ITALIA: Buffon 6; Barzagli 5,5 (Montolivo 6); Bonucci 5; Chiellini 6,5; Giaccherini 7; De Rossi 7; Maggio 7,5; Marchisio 7; Candreva 7,5; Gilardino 6,5 (Giovinco 6). All. Prandelli 7

LE FINALI il prossimo appuntamento sarà domenica per la finalina 3°-4° posto alle ore 18.00 (italiane) contro l’Uruguay di Cavani&co. la finalissima tra Brasile e Spagna si giocherà sempre domenica alle 21.00

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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