mercoledì 17 gennaio 2018

Scontri in Brasile, la situazione

“Un professore vale più di Neymar”: è lo slogan dei manifestanti, ecco cosa sta accadendo in Brasile in queste ore 

Aumento dei prezzi nel Paese, corruzione, spese per i mondiali di calcio; prima erano qualche migliaia, adesso, sono arrivate a riunirsi circa un milione e mezzo di persone, per le strade, a protestare contro le ingiustizie e i contrasti troppo forti per non dilaniare il Brasile. Si tratta della manifestazione più grande da quasi vent’anni; oggi hanno perso la vita un giovane di 18 anni investito da un’automobile nel mezzo del corteo  ed una donna di 54 anni.
Negli scontri con la polizia almeno un centinaio persone sarebbero rimaste ferite tra Rio e Brasilia (dati internazionale.it).

La protesta dice no alla corruzione, no alle spese troppo elevate tra cui rientrano quelle per i prossimi mondiali e per la Confederations cup che si sta giocando in questi giorni; sono stati attaccati anche gli impianti sportivi oltre agli edifici istituzionali come il Ministero degli Esteri che è stato messo sotto assedio dai manifestanti.

La presidentessa del Brasile Roussef ha convocato un vertice d’emergenza per monitorare la situazione mentre la FIFA ha smentito la possibilità di sospendere la Confederations cup che domani riprenderà il suo corso come da programma.

A favore della protesta si è pronunciato in esclusiva Romario, l’ex attaccante brasiliano ha attaccato pesantemente la federazione internazionale di calcio: “E’ -la FIFA- la colpevole numero uno. Non paga un soldo di imposte e andrà via da qui, tre-quattro giorni dopo la Coppa, con un guadagno di milioni di real – la moneta locale -. E’ una vergogna”.

Bisogna distinguere la manifestazione pacifica da quella violenta ed isolare i disordini da chi, invece fa sentire la propria voce con la forza del gruppo e non delle pietre; il casus belli è stato l’aumento dei prezzi per i trasporti pubblici che poi però è dilagato nel più ampio sfogo per un malessere sociale legato alla corruzione, all’istruzione e alla sanità.
La popolazione brasiliana contesta la spesa dei soldi pubblici per la realizzazione degli impianti sportivi ma da una manifestazione democratica si è passati a qualcosa di più pericoloso: poco fa un allarme bomba ha fatto evacuare il ministero degli affari esteri. Inoltre anche la polizia sarebbe sotto accusa avendo attaccato anche le manifestazioni civili che non avrebbero dato luogo a violenze. La situazione comunque, è importante precisarlo, resta sotto controllo.

Mancano degli intermediari tra il governo e i manifestanti anche se il governo stesso dice stare stare dalla parte della popolazione (è in carica il partito laburista). Si è creata quindi una “situazione paradossale di guerra di tutti contro nessuno” a cui il governo cerca di porre rimedio senza l’uso della forza il ché farebbe precipitare gli eventi in una situazione più grave.

FERMARE LA CONFEDERATIONS NON SI PUO’ il motivo è semplice: questo implicherebbe anche la revoca immediata dell’affidamento dei prossimi mondiali al Brasile e quindi tutti gli investimenti fatti finora non avrebbero alcun rientro economico e le banche che hanno versato i soldi necessari alla realizzazione delle strutture avrebbero delle ripercussioni drammatiche.

Per domani sono previste diverse manifestazioni in tutto il Paese, la coppa però proseguirà come previsto con Giappone-Messico, già eliminate e Italia-Brasile che in una sfida che rievoca immagini leggendarie si contenderanno il primato nel girone A.

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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