mercoledì 22 novembre 2017

Atletica leggera: resoconto dei mondiali di Mosca 2013

Immensa Valeria Straneo, salva un altrimenti impietoso medagliere azzurro

sport.sky.it

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Un plauso particolare va alla trentasettenne maratoneta del Runner Team 99, Valeria Straneo, protagonista di una prestazione da campionessa qual’ è, che l’ha portata a raggiungere il secondo gradino del podio con un tempo di 2h 25’ 58”, a soli 14 secondi dalla medaglia d’oro della keniota Edna Kiplagat.. Italia femminile dunque a segno con la Straneo, deludono Borsi nei 100 ostacoli e La Mantia nel salto triplo, poi solo quattro piazzamenti tra le prime dieci, con Emma Quaglia (6° nella maratona, Alessia Trost (7° nel salto in alto), Elisa Rigaudo ed Eleonora Giorgi (rispettivamente 5° e 10° nella 20 km di marcia). Italiane in finale anche nella 4×400, ma squalificate per perdita di testimone.

I colori azzurri maschili nutrivano speranze soprattutto nel salto triplo, in cui invece il bronzo olimpico in carica Fabrizio Donati termina con un quindicesimo posto (miglior salto a 16,53), mentre la dea bendata abbandona Daniele Greco, che lascia la competizione senza nemmeno cominciarla, in seguito ad uno stiramento avvenuto nel riscaldamento pre gara. Ma tra i due big del triplo, spunta Sghembri, che con una buona prestazione centra la finale per poi piazzarsi all’ottavo posto. Nel salto con l’ asta, al suo ritorno, Gibilisco non trova la luce e viene subito eliminato con un salto da 5,55 (troppo poco per un campione iridato), male anche Stecchi. Buone notizie per Giordano Benedetti che raggiunge la semifinale degli 800m, così come per la staffetta 4×100 che nonostante l’ottimo 44”05, ottiene solo un sedicesimo posto. Discorso a parte va fatto per i 100m donne, che non vedeva nessuna azzurra in gara, i 200m donne con Gloria Hooper, ed i 100 e 200m uomini, campo di gara rispettivamente di Tumi ed il duo Demonte-Manenti, ancora lontani anni luce dalle stelle giamaicane Ann Fraser e Usain Bolt.

L’amara rassegna iridata in russia dunque, pare essere stata per l’Italia solamente un progetto di sviluppo nel cammino che porta alle Olimpiadi di Rio 2016, ma per cercare di ottenere un medagliere degno di nota in Brasile, è giunto il momento di mettere da parte il dio pallone e far riemerge dagli abissi questo fantastico sport che tanto ci ha fatto gioire molti anni fa con il grande Pietro Mennea. E allora mettiamoci al lavoro… Forza Azzurri, Rio è ad un passo!

About Simone Frigeri

Simone Frigeri nasce a Gorizia il 23 febbraio 1993. Diplomato al Liceo Linguistico, frequenta la Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Trieste. Ama lo sport in generale con particolare attenzione al calcio ed allo sci alpino, sport praticati agonisticamente per molti anni. Attivo in campo sociale, persona estroversa e sempre pronta a mettersi in gioco.

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