martedì 16 gennaio 2018

LA PIU’ BELLA DEL MONDO

C’eravamo lasciati con la Spagna che alzava la coppa sotto il cielo di Johannesburg quattro anni e un mese fa. Poi le furie rosse come da copione hanno ipotecato il trono d’Europa per la seconda volta consecutiva ed ora atterrano in Brasile tra le più favorite

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Una volta tanto i sogni del mondo hanno tutti un indirizzo di riferimento ed una data: queste coordinate spazio-tempo circoscrivono il Brasile come vero ed indiscusso centro del mondo per il prossimo mese e forse anche di più vista la risonanza letteralmente “mondiale” dell’evento. Ed il resto inevitabilmente inizierà a gravitarvi intorno: aspettiamoci di adattare presto le nostre abitudini con le gare in Sudamerica perchè d’ora in poi – lo dico soprattutto alla mia ragazza – ci sono i mondiali; che ognuno di noi aspetta da quattro anni con la voglia di riscatto, l’amore per il calcio ed i colori azzurri.

I mondiali sono un’esperienza che va vissuta prima di addobbarla di aggettivi, impliciti quando si tratta di Nazionale: sono la doccia fredda di Sudafrica 2010, la notte più azzurra di Berlino, sono gli occhi di Totti dal dischetto del rigore e la gente in strada. Bella perché felice. I mondiali sono una bandiera ed una birra con gli amici, i maxischermi nelle piazze piene, le tv che vedi dalla strada e che non funzionano “proprio adesso che”. Sono Vieri che raddoppia contro l’Ecuador in una partita sentita alla radio durante una lezione di inglese alle elementari, l’inno che inizi a cantare con “s’è desta” perchè si arriva tardi; i mondiali sono Baggio con le mani ai fianchi e la testa bassa in USA ’94.

Vorrei e dovrei continuare a ripercorrere a ritroso i flash azzurri nella coppa del mondo, mi fermo qui per ragioni anagrafiche ma potrei proseguire perchè la storia dei mondiali fa parte della cultura di tutti noi e raccoglie emozioni che ci porteremo avanti per sempre.

Aspettiamoci notti insonni, sfide imperdibili e gare nelle gare; prepariamoci ad amare per un mese questo mondo colorato capace di emarginare le discriminazioni e valorizzare la rivalità in tutta la sua bellezza; perché da questo punto di vista lo sport può insegnare molto. Probabilmente impareremo a ballare tra queste notti (leggi note) che con i sogni hanno solo una sottile differenza.
Il ritmo prevalente è – pacificamente riconosciuto – il samba, seguono il tango e i passi del flamenco che siamo ben abituati a sentire. Il gioco è semplice, tifarlo sta diventando una religione, una dichiarazione d’amore: chi ballerà meglio potrà alzare Lei, la più ambita da tutti, la più desiderata, la favola più affascinante da raccontare, il peso più leggero da alzare, quella che per un mese e – solo per questo mese, salvo le dovute eccezioni – sarà la più bella del mondo.

DTTI.IT

 

 

 

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Francesco Bevilacqua

 

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all’Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un’opportunità di crescita; gioca a calcio.

@Bevilacqua_93

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