sabato 18 novembre 2017

Le pagelle degli azzurri di Italia-Costa Rica 0-1

Dimostrazione di immaturità per l’Italia di Prandelli che con una squadra ben organizzata come la Costa Rica ma priva di campioni, doveva assolutamete portare a casa i 3 punti. Ecco le pagelle del nostro Simone Frigeri di Nazionaliditalia.it:

Gianluigi Buffon: 5. Con il suo rientro tra i pali, il capitano doveva dare maggior garanzia in fase difensiva, ma purtroppo non è così, forse la condizione fisica non è al top, e ne risente sembrando senza energie fin dai primi minuti. Sbaglia completamente l’intervento sul gol di Ruiz, accennando un’uscita, senza poi portarla a buon fine e trovandosi a metà strada rispetto alla posizione corretta dopo l’incornata del capitano della Costa Rica.

Ignazio Abate: 4,5. Esordio mondiale per l’esterno destro del Milan, che si posiziona nel ruolo ricoperto da Darmian contro l’Inghilterra. La gamba non c’è, compie qualche accelerazione solamente in fase di copertura per rimediare ai suoi errori di posizione. In fase offensiva non si spinge quasi mai oltre alla metà campo, se non in due occasioni in cui cerca dei dribbling che non gli riescono. Soffre troppo le incursioni della Costa Rica, e il cross per il gol parte dalla sua parte a causa di una mancata chiusura.

Andrea Barzagli:6. Ancora una volta soffre molto il caldo, non è al meglio, ma cerca anche oggi di rimediare agli errori dei suoi compagni di reparto, traballa molto, ma sembra l’unico a non demordere su ogni pallone portando a termine delle ottime chiusure.

Giorgio Chiellini: 4 (IL PEGGIORE). Una prestazione così negativa da parte di Chiellini non si vedeva dalla finale dell’Europeo 2012 contro la Spagna. Le gambe sono rigide, impacciato nei movimenti, sbaglia tutti gli appoggi e si posiziona male in tutti i movimenti difensivi. Regala un rigore netto alla Costa Rica per un fallo assurdo su Campbell, ma fortunatamente non fischiato dall’arbitro. Non accontentandosi dell’errore, rimedia 30 secondi dopo, lasciando solo Ruiz e guardandolo saltare di testa sul gol che regala il passaggio del turno alla Costa Rica. Giorgio sveglia! Abbiamo bisogno anche di te.

Matteo Darmian: 6. Prova a spingere sulla fascia come contro l’Inghilterra, Prandelli lo sposta da destra a sinistra e Matteo subisce un po’ il cambio di ruolo, ma soprattutto soffre la rottura dell’armonia che si era creata con Candreva, a causa del CT che li posiziona uno da una parte ed uno dall’ altra. Cerca delle belle incursioni in velocità, ma la squadra non accompagna in fase offensiva. Forse doveva coprire sul gol della Costa Rica, ma probabilmente Prandelli come contro l’Inghilterra, avrà voluto da lui una maggiore intensità in attacco sacrificando un minimo le coperture e quindi non lo facciamo rientrare fra i colpevoli del gol subito.

Daniele De Rossi: 5,5. Ci mette il cuore e la grinta, ma non basta. Corre molto, anche a vuoto, cerca il pressing, gioca un calcio molto dispendioso di energie ma non concreto, non riuscendo a fare da filtro in un centrocampo che ha un assoluto bisogno di lui.

Antonio Candreva: 4,5. Siamo sicuri che è lo stesso Antonio Candreva visto contro l’Inghilterra? il centrocampista della Lazio sembra irriconoscibile. Passi il fatto che Prandelli gli pone Abate in ausilio anziché Darmian, con cui si erano trovati alla grande nella prima partita, Antonio non mette mai in difficoltà gli avversari con la sua velocità, non gli riesce nemmeno un dribbling e sue due cross compiuti ne sbaglia due. Sostituito da Prandelli nel secondo tempo. (dal 56′ Lorenzo Insigne: 4,5. Il CT concede a Lorenzo il Magnifico 35 minuti, in cui il napoletano dimostra di essere tutto tranne che magnifico. Rientra bene in fase difensiva, ma in un momento in cui dovevamo pensare a segnare, non a difenderci. Cerca il dribbling e non gli riesce mai, sembra non trovare la giusta posizione in campo, sbaglia troppi passaggi per uno come lui e non riesce a sfruttare la sua velocità e la sua freschezza per mettere in difficoltà gli avversari.)

Thiago Motta: 4,5. Non era lui l’uomo da schierare in una partita come questa. Entrato bene contro l’Inghilterra, quando c’era da difendere il risultato e spezzare il gioco, contro la Costa Rica la presenza di Motta è quasi inutile, in quanto c’era il bisogno di accelerare il gioco e lui per evidenti motivi non lo sa fare. Gioca sempre spalle alla porta, ci mette il cuore certo, ma contro le gazzelle costaricane non vede quasi mai la palla se non in due occasioni in cui si conquista due punizioni che fanno rifiatare la squadra. (dal 46′ Antonio Cassano: 5,5. Entra Fantantonio ma non riesce a dare completamente la svolta richiesta, la Costa Rica si schiera in 10 dietro la linea della palla, lui cerca di posizionarsi fra le linee, ma è sempre marcato stretto, spesso raddoppiato se non triplicato. Portando gli uomini su di se, riesce a lasciare più libero Balotelli davanti. Cerca qualche giocata, gli manca la velocità, ma fa filtrare bene i palloni fra il centrocampo e l’attacco. Non conclude in porta e cerca un brutto tiro da fuori area probabilmente inutile. Anche Antonio poteva fare molto di più.)

Andrea Pirlo: 6+ (IL MIGLIORE). E’ quello che soffre più di tutti la velocità degli avversari ed il caldo di Recife. Sfinito già dai primi minuti, ma ancora una volta la sua classe infinita gli permette di giocare un calcio soddisfacente. Nel primo tempo dipinge due palloni per Balotelli mettendolo da solo davanti al portiere. Unico tiro in porta del secondo tempo il suo, su una punizione ben calciata ma forse troppo lenta per poter segnare. Riesce ad ordinare le manovre del gioco azzurro, ma non è aiutato dai compagni che si muovono male per poter illuminare le sue giocate.

Claudio Marchisio: 5. Corre molto anche oggi, ma non riesce ad allargare le maglie azzurre come dovrebbe. Cerca sempre le giocate centrali non portandosi mai sul fondo o sulla linea laterale. Tocca pochi palloni e non riesce a trovare lo spazio per calciare in porta. (dal 69′ Alessio Cerci 5,5. Dei cambi è quello che si è comportato meglio, conferisce sprint alla manovra azzurra riuscendo a concludere a suo favore gli uno contro uno, spinge sulla fascia, guadagna qualche calcio d’angolo, ma non riesce a rientrare sul sinistro per calciare in porta ed era la cosa che in quel momento ci serviva di più, ha comunque dimostrato di essere in forma e magari può giocarsi una maglia da titolare nella partita chiave contro l’Uruguay.)

Mario Balotelli: 5. La sua prestazione si legge tutta nel pallonetto calciato di molto a lato nel primo tempo su risultato di 0-0, ispirato dal lancio di Pirlo. In quell’occasione la palla doveva essere insaccata a rete. Pochi minuti dopo ancora una volta su assist di Pirlo, calcia dal limite un buon tiro ma sulla respinta centrale del portiere non c’è nessuno a cercare il tap-in vincente. Lasciato ancora una volta solo in mezzo alla difesa avversaria, Mario non riesce a reggere da solo il peso dell’attacco, ma a quanto pare solo Prandelli non lo ha ancora capito.

Cesare Prandelli: 3. Riesce a sbagliare tutto in una partita fondamentale che può compromettere il passaggio del turno. Dovrebbe aver studiato i movimenti degli avversari, ma da quanto dimostra il campo pare proprio di no. Avevamo visto in Uruguay-Costa Rica 1-3, una squadra di giocatori veloci, che colpisce in contropiede, con Campbell che spesso arretra per ricevere palla ed aprire poi verso le fasce per le incursioni dei suoi compagni. Abbiamo lasciato ai nostri avversari fare ciò che volevano giocando un inutile calcio attendista. Avevamo subito gol in contropiede su una disattenzione difensiva contro l’Inghilterra, e ieri ne abbiamo subito uno praticamente identico, nato da un’azione che la Costa Rica compie ripetutamente in ogni partita. Errori nello schieramento dell’11 titolare e anche dei cambi. Perché rompere l’armonia che si era creata sulla fascia destra tra Darmian e Candreva? Perché far giocare Thiago Motta in una partita in cui c’era il bisogno assoluto di verticalizzare e di accelerare il gioco, anziché Verratti che si era ben comportato al fianco di Pirlo contro l’Inghilterra? Perché inserire un Buffon non al meglio solo perché è il nostro (indiscusso) capitano? Perchè non inserire almeno per 30 minuti Ciro Immobile anziché Insigne? Ma soprattutto caro Cesare Prandelli, perché non dare a Mario Balotelli per 90 minuti una spalla su cui appoggiarsi in attacco?

Speriamo che tutte queste domande trovino giusta risposta contro l’Uruguay martedì 24 giugno, perché altrimenti dovremo subire un triste e prematuro ritorno in patria. Forza azzurri, CREDIAMOCI!

di Simone Frigeri

 

 

About Simone Frigeri

Simone Frigeri nasce a Gorizia il 23 febbraio 1993. Diplomato al Liceo Linguistico, frequenta la Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Trieste. Ama lo sport in generale con particolare attenzione al calcio ed allo sci alpino, sport praticati agonisticamente per molti anni. Attivo in campo sociale, persona estroversa e sempre pronta a mettersi in gioco.

Commenti chiusi.

Scrolla verso l'alto