mercoledì 17 gennaio 2018

Intervista esclusiva a Daniela Merighetti, di ritorno da Vail.

La capitana della velocità femminile di sci si racconta ai nostri microfoni.

Daniela Merighetti, da tutti conosciuta come “Dada”, è senza ombra di dubbio l’atleta di punta dell’ Italjet femminile e riveste il ruolo di capitana della squadra nazionale di velocità, le cosiddette DH lions (le leonesse della discesa libera). Dada nasce a Brescia il 5 luglio  del 1981 e fin da ragazza la sua grande passione è lo sci. La sua carriera in Coppa del Mondo inizia nel 2000 e fino ad oggi le ha regalato grandissime soddisfazioni nonostante i numerosi infortuni subiti nel corso degli anni. Daniela inizia con una propensione per i pali stretti per poi cambiare completamente specialità e dedicarsi alla velocità (superG e libera) e in parte alla combinata. Il suo palmarès conta 5 podi in Coppa del Mondo compresa la sua unica e bellissima vittoria di Cortina nella libera del 2012 (anno in cui chiuse 15esima nella classifica generale) e numerosi quarti posti fra i quali ricordiamo con particolare rammarico quello delle Olimpiadi di Sochi dello scorso anno nella libera.

 

Daniela in azione durante il SuperG del Mondiale

Daniela in azione durante il SuperG del Mondiale

Appena tornata dal Mondiale di Vail e Beaver Creek, la nostra gentilissima e simpaticissima campionessa ci concede una breve intervista che con piacere vi riportiamo qua sotto.

Ciao Daniela, cominciamo con una domanda facile facile, dai un voto alla tua trasferta mondiale e dicci cosa è andato e cosa non secondo te!

“Un bel voto 8, come ottavo è stato il mio piazzamento nella libera. Ad inizio stagione la mentalità era di andare a Vail per cercare di salire sul podio, con tutto quello che è successo (il grave infortunio al volto dopo la caduta di Cortina) me la sono giocata comunque. Il podio era un po’ lontano, ma due decimi dal quarto posto non sono tanti. Forse per questa volta meglio arrivare ottavi che quarti come alle Olimpiadi di Sochi !”

Dopo la caduta di Cortina il Mondiale sarebbe potuto sfumare. Cosa ti ha dato la forza per far parte comunque della spedizione Mondiale?

“Il mio chirurgo, dottor Grecchi, prima di andare in sala operatoria mi ha detto che ce l’avrei potuta fare. Da li ho cominciato a crederci. La forza me l’hanno data i miei amici, la mia famiglia, tutti i fan che mi hanno scritto e il mio dentista, dottor Treccani, che ha svolto davvero un ottimo lavoro sui denti!”

 

Qui Dada con alcuni componenti della sua famiglia

Qui Dada con alcuni componenti della sua famiglia

Fino ad adesso sei stata l’azzurra (sia tra i maschi che tra le femmine) con il miglior piazzamento a Vail e sei stata l’unica che sembrava avere la grinta giusta per lottare per una medaglia, qual è secondo te la causa del deludente mondiale azzurro (aspettando le discipline tecniche) dato che le possibilità di una medaglia, o sicuramente di piazzamenti migliori, c’era sia fra le donne che fra gli uomini?

“Non ne ho davvero idea, in Coppa del Mondo abbiamo raccolto tanto. Forse i miei compagni hanno pagato il fatto di essere tanto carichi,  hanno pensato troppo al risultato e non a sciare come sanno. In Italia lo sci è considerato pochissimo, se vinci in Coppa del Mondo nessuno lo sa, se vinci una medaglia Mondiale un po’ la vita ti cambia…”

Ora si torna focalizzati sulla coppa del mondo, mancano le trasferte di Garmisch e Bansko prima delle finali di Meribell, quali sono i tuoi obiettivi per questo finale di stagione?

A Bansko abbiamo due supergiganti e li sono già salita sul podio, la pista e la neve sono bellissime. Poi ci trasferiremo a Garmisch, dove sono sempre andata bene e Meribell, altra pista signora. L’obiettivo è quello di ritrovare la sciata fluida di gennaio e salire ancora sul podio.”

Molte sono le voci che parlano di un tuo ritiro a fine stagione, tu stessa hai annunciato che vedrai cosa fare, ma visto che i risultati parlano a tuo favore e la voglia di vincere non manca, non sarebbe il caso di continuare a gareggiare almeno ancora 1 o 2 stagioni prima di pensare di appendere gli sci al chiodo?

“Le gare sono la mia vita e la mia passione, é vero che lasciare lo sci sapendo di essere ancora competitiva brucerebbe, ma ogni anno é sempre più dura allenarsi. Ho le ginocchia di cristallo e la schiena sempre sott’occhio, faccio degli esercizi tutti i giorni affinché la schiena non mi crei problemi. Non riesco più a fare gli stessi allenamenti di qualche anno fa. Ogni tanto mi sveglio alla mattina e ho male ovunque,quelli sono i giorni in cui mi dico: questa è l’ultima stagione! Poi arrivano le soddisfazioni come il terzo posto di Cortina lo scorso mese e mi viene voglia di continuare. Certo che anche ritirarsi perché non si arriva più dove si era non è affatto bello e forse lascerebbe qualche rammarico…”

dada

La redazione di nazionaliditalia.it ringrazia di cuore la disponibilissima campionessa Daniela Merighetti e le augura un grande in bocca al lupo per il proseguo della stagione in cui può ancora puntare davvero in alto.

Intervista a cura di Simone Frigeri.

 

 

About Simone Frigeri

Simone Frigeri nasce a Gorizia il 23 febbraio 1993. Diplomato al Liceo Linguistico, frequenta la Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Trieste. Ama lo sport in generale con particolare attenzione al calcio ed allo sci alpino, sport praticati agonisticamente per molti anni. Attivo in campo sociale, persona estroversa e sempre pronta a mettersi in gioco.

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