martedì 16 gennaio 2018

#BacktoGlory: le divise protagoniste degli Europei di calcio (1976-’92)

Proseguiamo il cammino tra i campionati europei di calcio attraverso le divise di chi ha alzato la coppa al cielo

CECOSLOVACCHIA 1976

Il torneo giunge alla sua quinta edizione sotto gli occhi del mondo: c’è tutto il grande calcio d’Europa e soprattutto la Germania Ovest (già Campione d’Europa nel ’72 e del Mondo nel ’74) e l’Olanda di Cruijff, per citarne uno.
L’avventura azzurra finisce ancora prima di cominciare, la squadra di Bernardini non accederà alla fase finale assieme all’altra grande esclusa, l’Inghilterra.

In semifinale arrivano, come da copione, Germania Ovest, Olanda (sicure di ripetere la finale mondiale di due anni prima), Jugoslavia e Cecoslovacchia. I tedeschi piegano la Jugoslavia per 4-2 solamente ai tempi supplementari mentre gli Orange non riescono a superare il muro cecoslovacco.
La finale si gioca a Belgrado il 20 giugno 1976. Dopo 25′ i cechi godono di un doppio vantaggio sui tedeschi che però non si arrendono mai Dieter Müller accorcia le distanze e Hölzenbein firma il pari a 60″ dal novantesimo. 1282718-cecoslovacchia
Ai supplementari il risultato non si sblocca e per la prima volta saranno i rigori a decidere chi alzerà la coppa: la lotteria sorriderà alla Cecoslovacchia, insperata quanto meno meritata campionessa d’Europa.

LA DIVISA Un’altra rossa: dopo Russia e Spagna è la volta della Cecoslovacchia con una divisa che ricorda la propria bandiera: rossa, bianca e blu.

ITALIA 1980

Al torneo “made in Italy” ci qualifichiamo di “diritto” senza passare per le fasi eliminatorie. Alla fase finale accedono, per la prima volta otto squadre (anziché quattro): Italia, Inghilterra, Cecoslovacchia, Francia, Spagna, Olanda, Belgio e Grecia.
Euro_1980_squadre_Germania
I pronostici ci danno vincenti ma Bearzot all’ultimo è costretto a rinunciare a Rossi e Giordano: privi di punte non andiamo in gol che con Tardelli; un pareggio con il Belgio ci costringe alla finalina per il terzo posto, come in Argentina 78′. Chiuderemo con un quarto posto e tanta, tanta voglia di riscatto..

In finale volano Belgio e Germania Ovest e la regina d’Europa è ancora la Germania Ovest per la seconda volta nella sua storia. 

LA DIVISA Bianca, con un colletto dai bordini neri; pantaloni neri.

FRANCIA 1984

I galletti ospitano per la seconda volta la rassegna europea; in quegli anni “Francia” era sinonimo di Michel Platini. Alla fase finale ci sono anche Germania Ovest, Spagna, Belgio, Portogallo, Danimarca, Romania e Jugoslavia.

L’Italia fresca della Coppa del Mondo di Spagna ’82 non va oltre la fase eliminatoria e guarderà l’europeo da inaspettata spettatrice.
Francia e Spagna buttano fuori rispettivamente Danimarca, Belgio, Jugoslavia e Germania Ovest, Portogallo e Romania prima di giocarsi la finalissima a Parigi, nel Parco dei Principi. Euro_1984_squadre_Francia

I francesi passano in vantaggio nella ripresa con un tiro di Re Michel; nel finale Bellone chiude definitivamente i conti nonostante l’inferiorità numerica. 2-0 e Francia campione d’Europa!

LA DIVISA Ritorna il blu sul tetto d’Europa: i padroni di casa alzano la coppa con una maglia blu scuro avente una striscia rossa all’altezza del cuore e altre bianche più sottili a ricordo del tricolore francese. Pantaloncini bianchi e calzettoni rossi.

GERMANIA 1988

Verrà ricordato dall’Olanda come l’unica vittoria – fin qui – di una formazione storicamente fortissima e dagli italiani come la favola di una bella incompiuta, quale la Nazionale di Azelio Vicini in cui militavano nomi importanti, tra i tanti giovani: Zenga, Maldini, Donadoni, Mancini e Vialli.

Gli azzurri arrivano fino in semifinale, ma poi sbattono sull’URSS e sono costretti a giocarsi – vincendo – il terzo posto contro la Germania Ovest.
Gli Orange invece incontrano l’URSS. Euro_1988_squadre_Olanda
La partita non è uno spettacolo ma passerà ugualmente alla storia: Gullit al 34′ sigla l’1-0 che da solo dà sicurezza agli olandesi, ma è al minuto 54′ che succede l’incredibile. Un ragazzo sulla fascia raccoglie un cross al volo di Muhren e libera un destro potentissimo che si insacca alle spalle di Dasaev. Quell’azione è uno scambio di versi: un’arte. Il ragazzo porta sulle spalle il numero 12 e risponde al nome di Marco Van Basten. L’Olanda è campione d’Europa.

LA DIVISA Non può che essere arancione; interamente. In particolare la maglia ha un tema a scacchi e qualche sfumatura bianca.

SVEZIA 1992

Dalle ceneri Jugoslave nasce il ripescaggio della Danimarca, una bella storia da un oriente europeo martellato da crimini e guerre. Assieme ai danesi alla fase finale la favoritissima Germania, la Francia, l’Inghilterra, la Svezia (Paese ospitante), l’Olanda, la Scozia e la CSI, Comunità di Stati Indipendenti che finirà l’europeo ma non l’anno solare, nel senso che la Nazionale non avrà seguito mancando uno Stato di riferimento.

Alle semifinali ci arrivano Olanda, Svezia, Danimarca e Germania. La Danimarca riesce a sconfiggere ai rigori il talento e la classe olandese; vita facile, ma non troppo per la Germania contro la Svezia. (da 0-3 a 2-3). Euro_1992_squadre_Danimarca
I pronostici dicono Germania, con una nota d’ovvietà. Sul campo però i biancorossi trovano il vantaggio al 18′ e addirittura il raddoppio con Vilfort che in quei giorni andava e tornava dalla Danimarca per assistere la figlia in ospedale malata di leucemia. E’ stata la vittoria del cuore, di una principessa dapprima esclusa e poi regina di un’Europa che ha bisogno di storie così.

LA DIVISA Biancorossi con le maniche bianche a strisce; pantaloncini con strisce rosse laterali; calzettoni rossi.

Passa alla prossima rassegna: dal 1996 al 2008

Francesco Bevilacqua

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all’Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un’opportunità di crescita; gioca a calcio.

@Bevilacqua_93

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