mercoledì 22 novembre 2017

#BacktoGlory: le divise protagoniste degli Europei di calcio (1996-2008)

Penultima tranche del nostro itinerario europeo attraverso le divise che hanno fatto la storia della competizione alzando la Coppa istituita nel 1960.

 INGHILTERRA 1996

Per la prima volta il torneo si svolge oltremanica. In questa edizione il numero di partecipanti arriva a 48, 16 promossi alla fase finale e distribuiti in quattro gironi da quattro da cui usciranno le migliori otto. Pronte per i quarti di finale. L’Italia non ci arriverà e molti imputeranno a Sacchi di aver cambiato troppe volte le cose in corsa oltre alle polemicizzatissime esclusioni di gente come Baggio, Vialli e Signori. Il fantasma del “Rose Bowl” dei mondiali di USA ’94 non smette di incombere nemmeno sotto i nuvoloni di Liverpool.

Ai quarti passeranno Germania, Repubblica Ceca, Inghilterra, Olanda, Francia, Spagna, Portogallo e Croazia; in semifinale vanno Germania-Inghilterra e Repubblica Ceca-Francia. Euro_1996_squadre_Germania
A Wembley la finalissima è tra una Germania “decimata” di squalifiche e infortuni e una Repubblica Ceca povera di talenti e illusa di poter diventare la prima della classe in Europa.
L’equilibrio del match sorride ai cechi che passano in vantaggio dagli undici metri con Berger. I tedeschi come al solito non ci stanno: il subentrato Bierhoff firma prima il pari, e – complice una doppia deviazione – il golden gol che consegna la coppa alla Germania.

LA DIVISA Maglia che vince.. Forse non tra le più eleganti a testimonianza del fatto che stile non è sinonimo di vittoria, ma che importa? Padroneggia il bianco, e sul petto il logo della mannschaft oltre al numero di maglia.

BELGIO & OLANDA 2000

Prima edizione ad essere ospitata da due Paesi, entrambi qualificati “di diritto”; assieme a loro Francia, Germania, Spagna, Italia, Portogallo, Inghilterra, Repubblica Ceca, Norvegia, Romania, Jugoslavia, Svezia, Slovenia, Danimarca e Turchia.
Il cammino dell’Italia parte in salita: Zoff è costretto a rinunciare a Buffon e Vieri, ma dalla sua ha talenti come Toldo e Totti, protagonisti dell’europeo azzurro.
Dopo aver battuto Turchia, Belgio e Svezia nel girone B; i quarti di finale li giochiamo contro la Romania: 2-0 firmato Totti e Inzaghi.
In semifinale da una parte ci vanno la Francia di Zidane contro il Portogallo, dall’altra noi contro i favoriti nonché padroni di casa: l’Olanda.
Il clima di Amsterdam è caldissimo; gli olandesi sfiorano più volte il vantaggio mentre noi, dopo 35′ siamo già in inferiorità numerica per l’espulsione di Zambrotta. 4′ dopo Toldo salva il risultato parando un calcio di rigore. I supplementari sono ricchi di occasioni ma privi di gol; i rigori di quella partita passeranno alla storia per le parate di Toldo e il cucchiaio di Totti su Van der Sar. “Totti ha rischiato l’impossibile” dirà Pizzul alla telecronaca. francia 2000z
La finale ci mancava dal 1968. Questa volta abbiamo di fronte la Francia campione del Mondo nel ’98.
Rotterdam. Delvecchio trova l’1-0 su un’azione innescata di tacco da Albertini; sembra il coronamento di un sogno: troppo presto per essere vero. A dirla tutta sfioriamo anche il raddoppio, con Del Piero, ma quando ormai la partita sembra chiusa, Wiltord trova il pareggio che ingessa tutte le intenzioni e le speranze degli azzurri. Supplementari.
Dal 91′ la partita diventa bellissima: entrambe le squadre vogliono e possono vincere e l’ingiusta sentenza del golden gol aumenta rischio e palpitazione. La spunta la Francia, questa volta con Trezeguet, gelando gli azzurri.

LA DIVISA E’ il blu “sbagliato” nel senso che avremmo di gran lunga preferito (e forse meritato di) vedere un altro azzurro a fare da sfondo. Una striscia rossa orizzontale sul petto divide il logo francese dal numero di maglia, posto al centro.

PORTOGALLO 2004

Beffa ai mondiali coreani del 2000 e beffa ad Euro2004. Per l’Italia vogliosa di riscatto il girone non è dei peggiori: Danimarca, Svezia e Bulgaria. Già con la Danimarca però si mette male lo 0-0 al termine e il pareggio contro la Svezia (1-1, gol di Cassano e magia di tacco di Ibra) fa dipendere il passaggio del turno da altri: con la Bulgaria serve una vittoria, che arriva, ma il 2-2 “pilotato” tra Danimarca e Svezia non lascia scampo agli azzurri che chiudono l’europeo con l’immagine delle lacrime di Cassano subito dopo aver segnato e aver appreso la notizia del pareggio svedese.
Ai quarti il favoritissimo Portogallo di Ronaldoe Figo (per citarne due) batte l’Inghilterra, la Grecia elimina sorprendentemente la Francia, la Repubblica Ceca di Baros sentenzia la Danimarca e l’Olanda, anche se a fatica e solo ai calci di rigore passa sulla Svezia. grecia-4
All’ultima partita arriva sempre il Portogallo, impostosi 2-1 sull’Olanda e la Grecia, grazie probabilmente a Zeus e all’incornata dell’allora romanista Traianus Dellas durante i tempi supplementari che batte Cech.
In finale la partita si sbocca solamente dopo un’ora: Karisteas fa sognare una nazione intera. E questa volta l’impresa riesce, festeggia l’Olimpo: la Grecia è campione d’Europa!

LA DIVISA Domina il bianco nella divisa – da trasferta – usata dalla Grecia nella finale europea.

AUSTRIA & SVIZZERA 2008

L’Italia campione del Mondo prova a prendersi anche il titolo europeo ma dopo aver eliminato la Francia ai gironi sbattono contro la Spagna a 11 metri dalle semifinali. Fatali gli errori dal dischetto di De Rossi e Di Natale. Iker Casillas, Carlos Lopez Marchena, Sergio Ramos, Joan Capdevila, Marcos Antonio Senna Da Silva, Fernando Torres, Xavi Hernandez, Cesc Fabregas, Andres Iniesta, David Jimenez Silva, Carles Puyol
Oltre alla Spagna, si aggiudicano il pass per le semifinali Germania, Turchia e Russia.
La prima partita, tra tedeschi e turchi, sorride alla Germania ma solo al 90′ grazie a un colpo di testa di Lahm. La raggiungerà la Spagna dopo un parziale equilibrato contro la Russia: 3-0 netto firmato Xavi, Guiza e Silva.
La finale è tra le grandi d’Europa; Spagna e Germania giocano un calcio rapido ed estroverso: poco catenaccio e tanta fantasia da cui nascono contropiedi e tante occasioni. La più decisiva di queste capita al 33′ sui piedi di Xavi che innesca Torres per l’1 vs 1 contro Lham: el nino lo aggira e con uno scavetto dalla destra supera Lehman, a questo punto non gli manca che osservare la palla infilasri nell’angolino sinistro: è il gol che vale la coppa. Spagna campione d’Europa!

LA DIVISA Il rosso acceso della Spagna torna ad incendiare il palcoscenico europeo dopo il 1964; l’egemonia delle furie rosse è appena cominciato..

Nel prossimo appuntamento rivivremo l’ultimo europeo tra Polonia e Ucraina ripercorrendo la surreale parabola degli azzurri

Francesco Bevilacqua

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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