venerdì 24 novembre 2017

Alla scoperta del rugby in carrozzina

Arrivato da poco tempo in Italia, il wheelchair rugby si sta diffondendo anche nel nostro Paese

In una splendida cornice di una scuola elementare di Roma è andato in scena l’evento “Crea la tua Giornata della Cortesia”, progetto avviato da La Scala di Corda Onlus, un’associazione impegnata nella diffusione degli sport per disabili. Nell’occasione due giocatori dell’Ares Asd Centurioni Wheelchair Rugby Roma, il capitano Alessandro Bardini e Joan Erimia, insieme alla Team Manager Elina Dekaristou, giovedì scorso hanno incontrato gli alunni della Va e della Vb  elementare dell’Istituto Comprensivo Mengotti. Durante la mattinata hanno illustrato il wheel chair rugby e hanno risposto alle numerose domande dei bambini, che hanno avuto anche l’occasione di provare le carrozzine da gioco.
Entrambi gli atleti hanno subito un incidente stradale che ha condizionato la loro vita. Prima di approdare nel mondo del rugby, hanno avuto diverse esperienze sportive. Erimia ha praticato nuoto a livello agonistico e Bardini si è dedicato prima alla scherma, dove ha raggiunto risultati importanti come la partecipazione alla Coppa del Mondo, e successivamente al basket in carrozzina, fino a che Stefano Asaro, amico e attuale compagno di squadra, lo ha introdotto a questa nuova disciplina.

Quello del rugby in carrozzina è uno sport ancora poco conosciuto in Italia ma nel resto del mondo è più che affermato, tanto che nel 1996 è stato incluso come sport dimostrativo ai Giochi Paralimpici di Atlanta. Alle Paralimpiadi di Sidney 2000 è stato inserito tra gli sport premiati con medaglie. Da allora è presente in tutte le edizioni paralimpiche. Nell’ultima edizione Londra 2012 sul gradino più alto del podio è salita l’Australia.
In Italia ci sono ancora poche squadre ma il movimento si sta diffondendo, proprio di recente è nata una nuova formazione a Verona. Nonostante non ci sia un vero e proprio campionato, è presente una nazionale di rappresentanza. È uno sport in via sperimentale e  ha come organo di riferimento la Fispes (Federazione Italiana Sport Paralimpici e sperimentali).

www.wheelchairrugbyitalia.org

                              

Quella dell’Ares Asd Centurioni Wheelchair Rugby Roma è la prima squadra della Capitale, formatasi tra fine 2013 ed inizio 2014, conta 10-12 giocatori, di cui quattro sono presenti nella nazionale. Tra questi Bardini, che ha partecipato agli Europei di Praga nel maggio 2015.
Nella scorsa stagione  è stato motivo d’orgoglio per la formazione romana la partecipazione al primo Grand Prix di Rugby in Carrozzina, che si concluderà nel maggio 2016 con l’ultima tappa a Roma.

Come si gioca.

Le regole sono molto simili a quelle del basket in carrozzina. Nel wheel chair rugby si affrontano due formazioni composte da quattro giocatori ciascuna su un campo grande quanto quello della pallacanestro a cui vengono aggiunte sul fondo le key area, due aree rettangolari che definiscono anche la linea di meta. I giocatori sono classificati in sette categorie secondo le capacità residue di ognuno. A tali capacità viene attribuito un punteggio che va da 0.5 a 3.5 in funzione della disabilità. La somma delle classificazioni relative ai quattro giocatori schierati in campo non può superare gli otto punti. Quindi è necessario valutare attentamente le caratteristiche di ogni atleta per mettere in campo la migliore formazione possibile.
Le suddivisioni della classificazione sono così sintetizzate:

Low Pointers: 0.5, 1.0, 1.5 

Mid Pointers: 2.0, 2.5

High Pointers: 3.0, 3.5

Inoltre, a differenza delle carrozzine utilizzate nel basket, che hanno un peso di 6-7 kg, quelle per il rugby pesano 20-21 kg ed hanno un costo non inferiore ai 5.000 euro. Sono di due tipi principali: difesa e attacco. Le prime sono caratterizzate dalla presenza di un rostro sulla parte frontale con cui è possibile agganciare e bloccare l’ avversario e vengono usate dai giocatori cosiddetti “low pointer”. Le seconde hanno un profilo frontale tondeggiante, che rende più difficile il blocco da parte degli avversari, e sono quelle usate dai giocatori “high pointer”.  Infine, esistono numerose varianti intermedie che possono essere adottate a preferenza del singolo giocatore, sia a livello di ruote che di telaio.

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Il capitano Alessandro Bardini in azione con una carrozzina d’attacco

Foto da: www.wheelchairrugbyitalia.org

Alberto Incerti

About Alberto Incerti

Alberto nasce a Roma il 14 gennaio 1989. Laureato in Scienze della Comunicazione nel 2014. Appassionato da sempre di sport, ama seguire la Nazionale italiana in "tutte" le discipline. Gioca a pallavolo a livello amatoriale, prima era impegnato anche a livello agonistico. Attivo nel sociale, frequenta la montagna praticando alpinismo.

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