venerdì 19 gennaio 2018

Italia-Spagna: anatomia di una vittoria

A – ATTACCO. “Ce lo abbiamo anche noi”. E sì che il monito di Conte in conferenza stampa che noi tutti avevamo condito con un filo d’orgoglio si è dimostrato una realtà bellissima: Pellé-Eder, protagonisti sin dalle prime battute ed artefici di una trazione evidentemente anteriore che ha saputo mettere sugli attenti la massiccia difesa spagnola. Si è parlato solo di difesa, caricando la vigilia con frasi impressionanti nel senso che qualche pressione, l’hanno messa: è la più forte del mondo. Risposta? Gol di Chiellini. Con queste premesse, una partita giocata all’attacco lascia intendere che Conte l’aveva preparata proprio così, straordinariamente così; perché c’è bisogno di questo, per superare l’ordinario.

B – BILANCIAMENTO. Difficile parlare dei singoli ruoli quando la punta si veste da assistman e serve il difensore centrale per il gol
che vale vantaggio. Il bello di questo gruppo è che tutti sono disposti a fare tutto; e questa disponibilità è valorizzata dalla duttilità tattica di ogni giocatore, capace di coprire il compagno. 3-5-2 che così si trasforma in 3-3-5 o se serve 5-3-2. I cambi inoltre apportano la stessa caratuta a livello fisico e tattico. Bilanciamento totale.

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C – CONTE. È l’artefice di questo sogno; perché noi abbiamo iniziato a sognare. Ricordate venti giorni fa i passimisti? Li rivedrete sul carro in questi giorni. La verità è che abbiamo eliminato la Spagna perché abbiamo vinto meritatamente 2-0 compiendo un’impresa. La verità è che Conte ha preparato una partita passaggio per passaggio riuscendo ad imporre gioco contro i campioni d’Europa uscenti e favoriti; scusate se è poco. La realtà è che si; stiamo raccontando un sogno.

Abbiamo messo in piedi una partita che per molti, è stata quella della vita. È l’ennesima dimostrazione dell’importanza della squadra che precede di qualche passo quella dei singoli. Il gruppo o meglio le persone che lo compongono, sono la vera forza di quest’Italia che ha dei limiti – certo – ma priva di aspettative ha delle carte che le altre nazionali non hanno: la libertà di inventare, la licenza di stupire e la voglia di essere semplicemente bella, semplice, come un’ABC.

 

Francesco Bevilacqua

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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