mercoledì 22 novembre 2017

Italia-Germania 0-0 prova di carattere al Meazza

Davanti a cinquantamila spettatori va in scena una partita dal fascino innato ed eterno e gli interpreti questa sera hanno saputo onorare le rispettive nazionali con una gara di alto livello agonistico.

PRIMO TEMPO Nelle prime battute si legge di un’Italia capace di tenere botta ai campioni del mondo in carica ma soffriamo anche la fluidità del gioco tedesco che da centrocampo si dirama con agilità sulle fasce, ben controllate da Gerhardt e Goretzka. L’intensità nella metà campo presidiata da Parolo e De Rossi decresce al crescere del ritmo avversario e di questo un po’ la squadra ne risente e subisce la pressione della squadra ospite dalla tre quarti in sù. Bene il tridente in fase d’attacco in cui emergono movimenti senza palla e corsa ottimamente gestita da Eder, Immobile e il gallo Belotti cui andrebbe supportata una più massiccia attività a centrocampo, cosa che si vedrà solo al rientro dagli spogliatoi. image-1

SECONDO TEMPO La bella notizia è che i giocatori sembrano essersi scambiati le maglie, l’altra bella notizia è che non lo hanno fatto: Italia molto più presente sul campo e che trova a metà campo un baricentro che serviva per attaccare alto la Germania e consentirle meno libertà. De Rossi si veste da capitano dopo l’ingresso di Donnarumma al posto di Buffon e prende in mano le chiavi della cabina di regia premiando così la fase offensiva molto bene interpretata anche da Benardeschi, entrato al posto di Eder. Ne emerge un’Italia più pericolosa cui solo il palo nega il vantaggio firmato Belotti. Ritmi alti, tante occasioni e palla che gira: quest’Italia, remix di giovani e veterani ha una preziosa identità; grezza, ma che non è difficile immaginar brillare.

Ventura: “Risultato stretto? V a accettato, abbiamo fatto una buona partita, abbiamo concesso poco e niente ai campioni del mondo: nel secondo tempo non hanno fatto neanche un tiro in porta e noi potevamo sfruttare meglio qualche occasione. Ad entrambe le squadre mancava qualche giocatore ma al di là di tutte queste considerazioni credo sia stato del tutto positivo l’atteggiamento, l’approccio, il comportamento, la lettura delle situazioni e credo che avendo giocato in Israele, contro il Lichtenstein e stasera con tre moduli diversi, bisogna fare i complimenti a questa squadra che ha iniziato un percorso: c’è ancora molto da fare ma se uno sa cogliere tra le righe, il futuro è molto più rosea di quello che si può pensare. Soddisfatto? Lo sono sempre stato, cancellerei forse il quarto d’ora con la Macedonia, a parte quello io sono soddisfatto e dovrebbero esserlo anche loro”.

De Rossi: “Non è stata una rivincita, la partita rispetto a quella del 2 luglio era di un’importanza diversa ma è stato importante per noi, per confermare che stiamo facendo dei passi in avanti. Abbiamo giocato con una squadra che solitamente è sempre forte. Una buona partita ed un buon atteggiamento; questa è un’avventura che può essere importantissma”.

 

 

Francesco Bevilacqua

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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