mercoledì 22 novembre 2017

Innerhofer, Paris, Brignone e Bassino…Che emozioni!

Tra Kitzbuehel e San Viglio. l’Italia si fa sentire a poche settimane dal Mondiale di St.Moritz

In campo maschile:

Nella settimana che ogni appassionato dello sci attende di anno in anno, sventola alto il tricolore. Nei giorni passati infatti, abbiamo assistito agli spettacoli della velocità di Kitzbuehel e dello slalom notturno di Schladming.

Una panoramica dal paese di Kitz verso la Streif

Difficile scegliere l’emozione più bella fra il secondo posto in supergigante di Innerhofer e la vittoria di Paris nel tempio di Kitz. Per Paris il dominio della Streif è cosa “quasi” normale in quanto la sua è stata la terza vittoria nella località austriaca (un’altra vittoria nel 2013 in discesa libera e nel 2015 nel superG). Il gigante della Val d’Ultimo, ancora una volta ha dimostrato di riuscire a dare il massimo quando il gioco si fa duro e nessuno è stato capace di attaccare la Mausefalle o il Laerchenschuss come lui. Chiamatelo pazzo, chiamatelo guerriero, chiamatelo come volete, ma lì dove non bisogna avere rispetto di una pista che fa paura a tutti, Domme è stato capace di  portarsi a casa ben tre delle sue sette vittorie totali in carriera…CHAPEAU.

Paris nella gara da lui vinta

Diverso il discorso per Christof Innerhofer. Dolori, infortuni, sfortuna ( tanta, tantissima), ma come al solito prima o dopo il duro lavoro paga, sempre. Per lui il secondo posto nel superG di Kitzbuehel (per soli 9 centesimi dietro a Mayer) vuole dire molto di più rispetto ad un grandissimo risultato. Significa infatti veder ripagati i molti sacrifici e le sofferenze di problemi fisici che non ti lasciano in pace. Anche per quel superG Inner si è presentato al cancelletto di partenza molto acciaccato, ha stretto i denti ed ha “semplicemente” deciso di fare ciò che meglio sa, cioè dipingere traiettorie che solo un grande campione come lui sa fare. Con un incredibile numero da circo nel primo quarto di gara (poi migliorato il giorno seguente nella libera quando in stile Bode Miller ha letteralmente sciato sulle reti di sicurezza) ci ha fin da subito fatto saltare in piedi sulla sedia ma, forse, è stato proprio quello il momento in cui abbiamo capito che poteva essere una grande giornata. Non siamo stati traditi dal nostro istinto, la prestazione è stata straordinaria ma ancora una volta, come in uno scherzo del destino in quanto già successo alle Olimpiadi di Sochi, l’austriaco Matthias Mayer ha avuto la meglio sul nostro fenomeno per pochi centesimi.

Il numero di cui vi abbiamo parlato, da parte di Inner

Non dimentichiamo inoltre di citare Peter Fill che, in due gare a Kitz, ha chiuso settimo nel superG e quarto (per 7 centesimi) nella discesa libera.

 

Lo slalom di Kitz e quello notturno di Schladming, sono stati invece molto meno benevoli con i nostri colori. A Kitzbuehel Hirscher si è iripreso il gradino più alto del podio (DNF per Kristoffersen) mentre per l’Italia il migliore è stato Giuliano Razzoli, 11esimo.

A Schladming Stefano Gross ha chiuso al quinto posto confermandosi come atleta sempre pericolosissimo per il podio. Manfred Moelgg ha sciato qualche frazione di entrambe le manche ad un livello davvero altissimo, ma la sua gara è stata condizionata da qualche errore di troppo e non ha potuto fare meglio del 12esimo tempo. 20esimo Sala, 22esimo Razzoli, mentre Thaler non ha portato a termine la seconda manche.

La gara come al solito si è rivelata uno scontro fra titani della specialità in cui ancora una volta il Norvegese Kristoffersen ha saputo prevalere su Hirscher, terzo Khoroshilov.

L’incredibile scenario di Schladming.

 

Per quanto riguarda le donne:

Il week end della velocità a Garmisch non ha visto nessuna delle nostre atlete sul podio. Buoni i piazzamenti di Sofia Goggia (quinta in discesa libera) e di Elena Curtoni e Federica Brignone (rispettivamente sesta e settima nel SuperG)

A San Vigilio di Marebbe, sulla pista Erta, nel primo gigante femminile della storia nella località sud-tirolese, è stata tutta un’altra musica e l’inno di Mameli è stato suonato a tutto volume durante la premiazione. Prima classificata, finalmente, Federica Brignone, terza Marta Bassino. Per Federica, dopo un inizio di stagione davvero difficile, in cui sembrava non riuscire a ritrovare se stessa, finalmente è stato il momento di mettere le punte degli sci davanti a tutte e per farlo ha aspettato la gara sulla pista più difficile del circuito. Sul pendio che fa toccare punte del 61% di pendenza, l’atleta Valdostana ha dimostrato di essere un osso duro per tutte ed ha ricordato, a chi se ne fosse dimenticata, che ovviamente per la rincorsa ad una medaglia a St. Moritz si deve contare pure lei. Marta Bassino con il terzo posto (per soli 2 centesimi dalla seconda classificata Worley) ha solamente confermato uno stato di forma strepitoso e anche lei è pronta alla battaglia di febbraio al mondiale svizzero. Buono anche l’ottavo posto di Irene Curtoni.

Il podio di San Vigilio

About Simone Frigeri

Simone Frigeri nasce a Gorizia il 23 febbraio 1993. Diplomato al Liceo Linguistico, frequenta la Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Trieste. Ama lo sport in generale con particolare attenzione al calcio ed allo sci alpino, sport praticati agonisticamente per molti anni. Attivo in campo sociale, persona estroversa e sempre pronta a mettersi in gioco.

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