venerdì 17 novembre 2017

LA PARTITA DEL SECOLO, 47 ANNI FA

LA PARTITA DEL SECOLO

È una di quelle che non ci si può aspettare, al massimo sospettate: si gioca in Messico, allo stadio Azteca. La gara è valida per strappare il biglietto della finale del Mondiale del 1970; in Italia è appena scoccata la mezzanotte quando l’arbitro Yamasaki diede il fischio d’inizio di una partita iniziata tardi, continuata per ore e mai terminata negli occhi di chi l’ha vista, sognata e risognata.
Gli azzurri dello storico C.T. Valcareggi partono all’arrembaggio siglando il vantaggio dopo appena 8′ grazie al sinistro di Bonimba che sottomette una Germania favorita sulla carta.
Nei successivi ottantadue minuti i tedeschi però sferrano un assedio disperato cui l’Italia resiste fino al 92′ quando Karl-Heinz Schnellinger firma l’1-1 rimandando il discorso eliminazione.
Nei supplementari i tedeschi vanno addirittura in vantaggio: al 94′ segna Gerd Muller a cui rispose Burgnich solo quattro minuti dopo riaccendendo le speranze, le tivù e i sogni degli italiani semi rassegnati alla resa. La rimonta è completata poi da un’azione personale di Riva che va a referto ancor prima che termini il primo tempo supplementare: è 3 a 2.

Sono tante le storie che si intrecciano a questo punto; Beckenbauer rimase in campo con una spalla lussata e fasciata lungo il corpo e Rivera, entrato nel secondo tempo per la regolare staffetta con Mazzola combina un orrore difensivo accompagnando con incantevole e glaciale gentilezza un pallone deviato di testa da Seeler e poi da Muller che pareggia ineluttabilmente i conti. E’ un immagine che entrerà nella storia quella del numero 14 azzurro abbracciato al palo della porta di Albertosi disperato per la complicità nel pareggio tedesco. Però quello che accadrà da lì a qualche istante ha del favoloso: “siamo ancora sul 3-3, drammatica partita fra Italia e Germania per l’ingresso in finale… Boninsegna! Ha saltato Schulz, passaggio… Rivera! Rete! Rivera! ancora 4-3! Gol di Rivera! Che meravigliosa partita ascoltatori italiani, non ringrazieremo mai abbastanza i nostri giocatori per queste emozioni che ci offrono!”.
Queste le testuali parole del cronista Nando Martellini, le uniche per descrivere quanto di più indescrivibile è successo in quei 120′.

 

 

 

 

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

Commenti chiusi.

Scrolla verso l'alto