sabato 21 ottobre 2017

F1 GP Malesia 2017

Vettel supremo, peccato Kimi. La vettura del finlandese non parte, il tedesco riceve applausi. Che compleanno Verstappen!

29 settembre 2017, primo giorno di prove libere (FP1) sul tracciato di Sepang, ultimo nella storia della Formula Uno.

Dal 1999 ad oggi, in Malesia, si sono corsi 18 gran premi, per 7 volte la scuderia Ferrari ha trionfato, 4 le vittorie di Vettel in carriera, superato Micheal Schumacher a quota 2, primato assoluto, 127 i punti guadagnati dal tedesco in questa terra nel sud del Pacifico, lontana, magari poco conosciuta, ma con grande tradizione automobilistica (1962, prima edizione di una gara sportiva proprio in questo circuito).

Parlando attraverso numeri e statistiche, avremmo potuto pronosticare facilmente la tipologia di gara che avremmo dovuto e voluto vedere domenica 1 ottobre, ma la realtà talvolta, non è conforme alle aspettative, così accade anche nello sport.

Facciamo un piccolo passo indietro: venerdì 29 settembre, le Ferrari nelle prove libere 3 (FP3) segnano il tempo sul giro più veloce delle altre vetture, 1.31.880 grazie ad un Kimi Raikkonen fenomenale, “solo” secondo Sebastian Vettel a + 162 centesimi di distacco. Bene anche le Redbull che occupano la seconda fila con Verstappen e Ricciardo, mentre Hamilton si accontenta della terza fila,  +1,4 secondi, sesto solamente.

Sembra poter essere un weekend facile per la scuderia di Maranello, perciò si affrontano le qualfiche del sabato con uno spirito agguerrito e con il giusto mix di adrenalina e cattiveria agonistica, che nello sport, a volte, fanno la differenza.

Con una Mercedes in difficoltà, sopratutto sul piano areodinamico, le rosse, hanno l’occasione di riaprire la corsa al titolo Costruttori, ma sopratutto, Seb, ha l’occasione giusta per dimenticare la follia di Singapore e riportarsi più vicino ad Hamilton in classifica, in vataggio di 25 punti.

La sfortuna però ci vede bene, specialmente quando il gap tra Mercedes AMG Petronas e Ferrari si stava in qualche modo assotigliando, merito assolutamente riconducibile alla bravura dei tecnici e meccanici di Maranello che, in due settimane, hanno saputo resettare quelle emozioni negative, cataputandosi nel lavoro in maniera assidua e assolutamente professionale.

Ore 14.00 italiane, si parte con la Q1, metà giro esatto e parte la comunciazione radio tra Vettel e la scuderia: “engine off, lost power”.

Neanche un giro, dopo aver sostituito il vecchio motore nelle FP3, e la Ferrari torna ai box con l’amaro in bocca, una penalità pesantissima da arginare, (ultima posizione in griglia) e cronometro al polso per sostituire nuovamente il motore in poco più di un’ora. Problemi di presione d’aria, secondo il comunicato stampa Ferrari, e qui si potrebbe aprire un dibattito sull’efficenza dei motori aspirati, i vecchi V12-V10, rispetto ai nuovi ibridi, turbo elettrici.

Nel frattempo “Ice man”, Raikkonen prosegue la cavalcata che lo porta al secondo posto nella Q3 (1.30.121), mentre Hamilton si regala la settantesima pole in carriera segnando un tempo pari a 1.30.076, terzo Max Verstappen.

Domenica 1 ottobre, poco prima della partenza, nel giro di ricognizione, Raikkonen rileva problemi sulla sua vettura, sembra non avere sufficente potenza erogabile, il team non rischia e lo richiama ai box: gara terminata ancora prima di cominciare.

Vettel, partendo dalla ventesima posizione è chiamato al miracolo, unica nota positiva è rappresentata dai numerosi treni gomme Super Soft, (mescola rossa) che potrebbero permettergli una sola sosta a metà gara, cercando di spingere il più possibile sull’acceleratore, non considerando troppo l’usura che, sopratutto in F1, limitano i tempi record sul giro.

La partenza è pulita da parte di tutti i piloti, Bottas, partito quarto supera Riccardo, terzo, e prova ad insediare Verstappen tra la curva numero 2 e la 3, ma alla 4 si arrende alla chiusura dell’olandese che protegge bene la posizione e cerca una prestazione maiuscola in un circuito, da qualche anno, performante per la scuderia austriaca.

Vettel si inserisce nel gruppo di mezzo e fa partire la sua rimonta verso il podio,  adottando uno stile di guida prudente ma altrettanto aggressivo in situazione favorevoli di sorpasso, come quelo tentato nel settore 2 nei confronti di Bottas, riuscito successivamente, con un pit stop avvenuto tempisticamente nel momento migliore per ottenere la quarta piazza.

La gara si sviluppa con un andamento piuttosto lento, solo Verstappen sembra poter regalare qualche emozione in pista, così al giro numero 4, sfruttando la scia e il DRS, sorpassa Hamilton in curva 1, proseguendo la manovra inserendosi internamente in curva 2, chiudendo spazio e traiettoria perfetta al brittanico, forse leggermente colpevole di aver “perso” il punto di corda in entrata in curva.

Si registra inoltre, un Ricciardo super nei confronti di Bottas, emulando sia nel movimento ma anche nel punto del tracciato, la resistenza adottata dal compagno Verstappen, nei confronti del finlandese della Mercedes, aggressivo ad inizio corsa e completamente anonimo nel resto del gran premio.

Vettel prosegue la sua corsa contro il tempo montando gomme Soft, (mescola gialla) dal giro 30 in poi, cercando di sfruttare la durezza degli pneumatici e per arrivare fino in fondo con più grip, ma, in una domenica già abbastanza tormentata, deve far conto con i problemi di affidabilità della sua monoposto, perciò finisce la gara in 4 posizione senza sforzare ulteriormente la vettura. Il massimo raggiunto dal tedesco sono giri record del tracciato e una distanza sottile, 1,8 secondi da Ricciardo terzo, che aveva una vettura meno aggressiva ma sicuramente più “docile” e ammaestrabile nelle impervie curve di Sepang. Dispiace vedere frustazione negli occhi del tedesco nel post gara, perchè a livello areondinamico, in questo weekend la Ferrari aveva apportato modifiche interessanti riguardanti prese d’aria del motore, deflettori anteriori e posteriori, avvantaggiando le prestazioni in curva migliorando il sottosterzo in entrata di curva e il sovrasterzo in uscita.

La gara si conclude con un’altro pilota ritirato, Carlos Sainz della Toro Rosso (giro 30), mentre gli altri piloti si limitano a conquistare briciole di punti, utili più al morale che alla classifica. Bene invece, Sergio Perez, sesto con la Force India e Vandoorne, giovane pilota McLaren che finisce settimo, avanti anche al fenomeno Alonso, solo undicesimo. Stroll e Massa danno ossigeno alla Williams, rispettivamente ottavo e nono dando dignità ad una delle scuderie storiche e vincenti del secolo scorso.

Complimenti sicuramente alla RedBull, e al giovane Max, fresco ventenne, per aver disputato un ottimo weekend, ma ancora di più ad un Sebastian Vettel che ha dimostrato di crederci fino all’ultimo, ottenendo punti importanti ma quasi sicuramente non determinanti alla conquista del titolo che vedrà, (speriamo di no) la Mercedes vincere nuovamente.

Mancano 4 gare alla fine del campionato, i punti in palio da assegnare sono 100, e se, sulla carta, Suzuka (prossima gara) non sembra essere il trampolino di lancio ideale per la Ferrari, non resta altro che sperare in una dose massiccia di fortuna che possa accompagnare il team di Maranello verso il mondiale, lontano ormai 10 anni (Raikkonen campione del mondo 2007).

Non resta altro che incrociare le dita, accendere la TV, e fare il tifo per questo grande pilota tra due settimane in Giappone, sperando che la sfortuna, stavolta, non cerchi “vittime” in casa Ferrari. Keep pushing, Seb!

 

Francesco De Marco

 

 

 

 

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