martedì 12 dicembre 2017

Costanza Di Camillo, sincronetta azzurra: “Sono fortunata: amo il mio sport!”

Costanza Di Camillo è una sincronetta classe 1995: appartiene al gruppo sportivo della Marina Militare e gareggia per la Nazionale italiana. La giovane campionessa, oltre che una bellissima ragazza, si presenta come un’atleta solare, divertente e che lavora sodo per ottenere con umiltà e sacrificio risultati importanti: lo sport, come dice lei, le ha insegnato a vivere. Di seguito l’azzurra racconta con un pizzico di simpatia la  vita speciale di chi si allena a tempo pieno.

Quali sono gli obiettivi di questa stagione?
“Quest’anno l’appuntamento agonistico più importante saranno gli Europei di Glasgow ad agosto: il mio obiettivo è parteciparvi e impegnarmi al massimo per la squadra. La nostra nazionale ha grandi opportunità in questa manifestazione  e, se lavora bene ed è concentrata, può raggiungere un grande risultato e tante soddisfazioni”.

Quali sono gli appuntamenti e impegni di quest’anno?
“Gli appuntamenti sportivi di quest’anno saranno i due Campionati italiani, nei quali avrò modo di provare le figure nuove e di gareggiare con la mia squadra la Rari Nantes Savona; il ct Patrizia Giallombardo non ha ancora ufficializzato le gare internazionali, che potrebbero rappresentare il test per l’Europeo di quest’estate. Vedremo a fine anno!”.

Come ti trovi a collaborare con la nazionale? Com’è il gruppo?
“Il gruppo della nazionale è una bella famiglia allargata: siamo molto affiatate, ci conosciamo e lavoriamo insieme con alcune ragazze da anni, mentre con altre a partire dalla scorsa stagione. Viviamo l’una con l’altra a contatto ogni mese per circa venti giorni in collegiale e abbiamo imparato a convivere tra differenze caratteriali, abitudini e personalità. Abbiamo una chat di gruppo, dove ci scriviamo una serie di messaggi giornalieri sia di ordine sportivo che di chiacchiere . Cerchiamo di restare unite anche nel tempo libero, perché la complicità e l’intesa sono fondamentali nel nostro sport e cerchiamo di aiutarci e sostenerci psicologicamente: sono valori aggiunti importanti per avere il massimo rendimento, . Ovviamente con alcune compagne ho legato di più e ho maggiore empatia, ma sinceramente devo riconoscere che siamo un bel gruppo”.

Da chi è composto lo staff che vi segue?
“Lo staff che ci segue è numeroso: il ct Patrizia Giallombardo, le allenatrici Roberta Farinelli, Yumiko Tomomatsu, Rossella Pibiri, Anastasia Ermakova, Rosanna Rocci, Giovanna Burlando  i preparatori Maurizio Divano, Annabella Cinti, Mirko Ferrari, Adolfo Lampronti, il medico Gianfranco Colombo, le fisioterapiste Sara Lupo e Nadia Rocca. Inizialmente con le allenatrici a bordo vasca non è stato facile rapportarsi, perché sono tante e hanno caratteri e modi di fare ognuno diverso dall’altro, ma piano piano ho imparato a concentrarmi su più input contemporaneamente e questo mi è servito a maturare. Adesso riesco a riconoscere il loro modo di allenare e trovo molto positivo confrontarmi con diverse persone ed essere corretta”.

Ti alleni ancora alla Rari Nantes di Savona, la tua società? Com’è l’ambiente?
“A Savona siamo un bel gruppo affiatato, mi alleno con loro da quattro anni e mi sono subito inserita perché sia lo staff che le ragazze sono molto disponibili. La dirigente Matilde Berruti è stata per me un punto di riferimento, quando giovanissima sono arrivata a Savona da Roma. Il gruppo è molto professionale e il lavoro di club è sempre molto impegnativo e richiede la massima concentrazione. La nostre allenatrice è Anastasia Ermakova, che è molto esigente precisa e organizzata. La sua storia di atleta di primissimo piano credo le abbia insegnato a lavorare con umiltà e passione, qualità che lei  riesce a trasmettere. Per Anastasia la fatica e la dedizione sono assolutamente naturali e, se alla fine dell’allenamento ci lamentiamo o ci accasciamo distrutte, ci guarda con aria interrogativa, come se fossimo impazzite. Insieme ad Anastasia ci allena Benedetta Parisella con la quale ho un ottimo rapporto”.

Quali sacrifici deve fare un’atleta di alto livello?
“Qualsiasi atleta, raggiunto un certo livello, deve compiere una scelta totalizzante: già allenarsi due volte al giorno per sei giorni a settimana ti impone uno stile di vita ben preciso e ritmato. Ogni professione e attività impegna e condiziona la vita, di conseguenza lo sport agonistico ad alto livello diventa una professione a tempo pieno. Il nuoto sincronizzato prevede l’allenamento di tante competenze e, rispetto ad altre discipline, le sedute e le ore di preparazione sono molte nell’arco della giornata. Ci si abitua presto e gli anni per me più difficili sono stati quelli del liceo, perché restava poco tempo la sera per lo studio. Se un’atleta esegue un bilancio della sua vita, si rende conto di essere fortunato perché realizza davvero ciò ama fare, riesce ad avere grandi soddisfazioni, viaggia. incontra tanti sportivi di differenti nazionalità, intraprende esperienze importanti e acquisisce molta autonomia e determinazione”.

Chi è Costanza fuori dall’acqua? Cosa ami fare nel tuo tempo libero?
“Fuori dall’acqua amo uscire con gli amici: sono una persona che detesta la solitudine e soffre se non ha contatto continuo con le persone care. Mi piace molto frequentare Matteo, il mio ragazzo, con cui mi diverto e con cui sto molto bene . Per me ridere è molto importante, perché sono socievole e mi piace l’allegria: la confusione mi ricarica. Da quando vivo da sola, ho capito meglio il mio carattere e ho acquisito maggiore sicurezza e autonomia”.

Come ti vedi tra qualche anno?
“A volte mi sento già grande e mi prende l’ansia di realizzare il più possibile e subito, a volte mi ritengo ancora piccola e desidero trovarmi a casa coccolata e protetta da tutto. Diciamo che ho le idee ancora confuse. So, fin da quando ho cinque anni, di essere una persona molto romantica e sogno un giorno una bella famiglia numerosa, allegra e caotica.  Mi vorrei vedere felice, anche realizzata, ma soprattutto contenta di aver raggiunto i miei obiettivi o almeno di averci sempre provato con entusiasmo. In campo professionale sono appassionata di design e un giorno mi piacerebbe potermi cimentare in questo ambito”.

I tuoi pregi e difetti?
“Pregi e difetti, che domanda difficile! Tra i pregi conterei la sincerità, sicuramente il primo che mi viene in mente, insieme alla lealtà: a volte può diventare un difetto, quando non riesco a frenare la mia spontaneità. Poi, (credo sia un pregio..), sono molto romantica, sentimentale più che romantica. Lo sono in tutti gli affetti, in amore ovvio, ma anche in amicizia. Con un’amica do il massimo e sono riservata e fedele, di conseguenza mi aspetto lo stesso.  Di difetti ne ho tanti che noto, ma forse altrettanti che non  riconosco. Forse il peggiore è che sono impaziente, un po’ volubile e faccio fatica ad aspettare: sono impulsiva e, anche se cerco di trattenermi, a volte non riesco a non “accendermi”, come mi dice sempre Matteo. Lo sport in questo senso mi ha aiutata tanto, perché le batoste aprono la mente, e nel nuoto sincronizzato paga la continua ripetizione e  il cammino seguito passo per passo.  La mia impazienza non è voglia di arrivare prima, ma è voglia di conoscere, sapere subito e affrontare le questioni, chiarire le divergenze e chiedere spiegazioni.  Mannaggia vedi ? sono sempre troppo sincera!”

Com’è formata la tua routine di allenamento?
“La mia giornata tipo si può riassumere in due parole: palestra e piscina. Scherzi a parte, noi sincronette ci alleniamo dalle sette alle nove ore al giorno e in effetti le sedute di allenamento si dividono tra quelle della mattina e quelle del pomeriggio. La sveglia è sempre piuttosto presto, con il buio direi, e quella è la parte che soffro di più. Per il pranzo posso dire di essere capace di mangiare e riposare anche in piedi, mi bastano dieci minuti, ma dormo veramente.  Gli allenamenti di solito finiscono nel tardo pomeriggio e poi in base alle energie le serate possono essere casalinghe o meno.

Sei nel gruppo sportivo della Marina Militare. Parlaci di questa nuova esperienza.

“Essere nel gruppo sportivo della Marina Militare è insieme un onore e una grande opportunità. Per me ha significato vivere il nuoto sincronizzato in modo professionale, dedicandomi a questo sport a tempo pieno. Non vorrei sembrare strana, ma appartenere ad un gruppo sportivo militare, è qualcosa che ti fa sentire responsabile e allo stesso tempo ti dà la carica. E’ come quando sei in nazionale, sei contenta e realizzata, ma sai anche che hai un ruolo importante e devi dare più del massimo, senza riserve. Diventa non più solo una questione tua personale, ma rispondi per un gruppo e ne devi conquistare stima e fiducia”.

Un grazie particolare alla Marina Militare per aver concesso questa intervista e per il supporto a Costanza Di Camillo e grazie anche a Costanza Di Camillo per averci dedicato il suo tempo.

Eleonora Baroni

 

About Eleonora Baroni

Eleonora Baroni nasce a Correggio il 13 agosto del 1995. Diplomata al Liceo Classico nel 2014, ora frequenta la Facoltà di Lingue e Culture per l’Editoria all’Università degli Studi di Verona. Ama quasi tutti gli sport e li segue con passione, fin da quando era una bambina. Segue con attenzione scherma, tuffi e nuoto.

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