venerdì 17 novembre 2017

De Rossi dà la carica: “il mondiale è qualcosa di tutti, andiamoci!”

Antivigilia del match di Soln; davanti ai microfoni di Coverciano ha parlato uno dei tre reduci del Mondiale 2006, De Rossi.

Siamo alle porte di una gara molto importante e che pesa, ma noi andremo a giocare una partita di calcio normale, non ci stravolgeremo; è uno spareggio mondiale, certo, ma lo giocheremo con le armi con le quali cerchiamo di battere ogni altra squadra. Formazione? Non spetta a me parlare di chi scenderà in campo, i ricambi generazionali ci sono e ci saranno ma non siamo mai (parla dei veterani n.d.r.) stati abbandonati più di tanto per poi essere rispolverati”.

“Sorrisi? Ora è il momento di lavorare e di sorridere, ci sarà poco da ridere se verremo eliminati; noi dobbiamo andare al Mondiale. Qui c’è un ambiente positivo ma questo è dovuto al fatto che qui c’è un gran gruppo e un grande spirito di appartenenza a questa Nazionale, prima della partita c’è grande concentrazione e rilassatezza”.

“Ci tengo molto a fare il quarto mondiale e non qualificarmi sarebbe un timbro negativo alla mia carriera, qui nessuno vuole perderlo, non vogliamo neanche prendere in considerazione il fatto di non parteciparci. Questa è una nazionale che non ha fatto male come a volte si tende a dire, almeno sotto il punto di vista dei risultati. Avevamo la Spagna nel girone e si qualificava una squadra sola e ci può stare di essere costratti ad affrontare poi gli spareggi. Ora bisogna stare vicini a questa Italia, andare al mondiale è qualcosa di tutti gli italiani perciò bisogna lasciare da parte i campanilismi.

Perchè darci fiducia? Beh chiedere fiducia adesso sarebbe fuori tempo, dobbiamo conquistarcela giocando questa partita, da parte nostra c’è la consapevolezza di essere una squadra forte, forse anche più della Svezia ma c’è anche quel pizzico di normalissima paura che nel calcio di adesso è necessaria: ci sono calciatori forti in ogni squadra e non si trovano solo in Argentina o Brasile, quindi bisogna prendere questa sfida con i piedi di piombo e stare molto attenti. Noi stessi però abbiamo grandissima fiducia all’interno dello spogliatoio, quello si”.

A chi gli chiede dell’importanza dell’esperienza dei senatori in questa partita, risponde così: “Io penso che conterà ma la ritengo solo una delle qualità che serviranno per vincere questo scontro diretto: come il furore, la rabbia, la corsa, la tecnica, l’organizzazione. Servirà questo mix di cose; solo con l’esperienza non fai niente. Il fatto che non tremino le gambe è una condizione necessaria per giocare a certi livelli, voglio sperare che a nessuno di noi succeda, a me a 22 anni non mi tremavano le gambe quando giocai la finale della Coppa del Mondo e sono sicuro che i miei compagni più giovani hanno la stessa personalità e convinzione e comunque parliamo di uno spareggio, importantissimo, ma non di una finale Mondiale.

Alla stampa svedese dice: “Conta assolutamente passare il turno, non in che maniera, però si passa da una prestazione: è una partita di calcio, le convinzioni dell’allenatore non verranno meno e non mi sembra che l’allenatore stia preparando diversamente questa partita solo perchè ha un’importanza diversa”.

 

Francesco Bevilacqua

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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