venerdì 17 novembre 2017

F1 GP BRASILE 2017

Vettel trionfa per la gloria, Raikkonen terzo dietro Bottas. Hamilton, la rimonta non basta. Sufficienti le RedBull. Alonso e Massa, complimenti!

Quando si parla di Brasile l’immaginario collettivo pensa, nella maggior parte dei casi, alle spiagge di Copacabana, al carnevale di Rio, la Seleçao verdeoro, il Cristo Redentore. Poi c’è quella parte del Brasile che molti fanno finta di non ricordare: favelas, criminalità, prostituzione, povertà.

Per gli amanti dei motori, infine, esiste un’altra dimensione, ovvero quella delle corse, dello sport, dove l’estrazione sociale non deve confrontarsi con le disuguaglianze ma solo con il talento dei più forti. E forse, il comune denominatore dello sport, è la parte più bella di questa nazione.

Personaggi sportivi, nati dal nulla, hanno aiutato il Paese sudamericano ad avere più appeal mediatico, globale. Tra questi spicca senza ombra di dubbio, il Dio delle corse: Ayrton Senna. La sua straordinaria carriera ha influenzato positivamente i brasiliani, portandoli all’autodromo anno dopo anno, in misura sempre maggiore. Per questo, nonostante la sua tragica sventura, il popolo sudamericano è rimasto legato al mondo dell’automobilismo, presenziando costantemente gli spalti con calore e gioia.

L’autodromo Josè Carlos Pace ospita la F1 dal 1940. Dal dopo guerra ad oggi, le vittorie marchiate Italia sono ben 11. Da Lauda a Schumacher, Da Raikkonen a Massa. Vettel, ha trionfato due volte con la RedBull, mentre l’ultima, ieri pomeriggio, con la Ferrari.

IL WEEKEND DI GARA

Le qualifiche hanno graziato la scuderia di Maranello, Hamilton si è eliminato da solo uscendo dal tracciato, Ricciardo e Verstappen non avevano tra le mani la migliore RedBull stagionale, mentre le rosse di distaccavano 3 decimi dalle frecce d’argento al termine dei primi giri. Vettel ha messo del suo migliorando i tempi, già nella Q2, Raikkonen faticava di più, non trovava il ritmo giusto tra i settori e lamentava ancora un assetto poco equilibrato. Con la regola del “Parco chiuso” le scuderie possono cambiare pochissimo, tra il setup definitivo impostato il sabato e la gara domenicale, perciò se Bottas negli ultimi giri della Q3 ha strappato un 1:08:322 bisogna complimentarsi con il pilota finlandese. Rammarico Seb per 60 millesimi. Tuttavia bravo anche Kimi che ottiene la terza posizione. Hamilton, ultimo per la riparazione e la conseguente sostituzione di alcune componenti irrecuperabili della vettura, come da prassi.

 

Il gran premio sorride subito alla SF70H numero cinque, che grazie ad una partenza perfetta di Seb, si posiziona davanti a Bottas. Nelle retrovie più immediate, Raikkonen duella con Verstappen chiudendo bene lo spazio di inserimento, Alonso, da settimo, si ritrova quinto, in piena bagarre per i punti che contano.

Ricciardo, il grande escluso del weekend, toccato da Stroll, effettua un testacoda e si ritrova ultimo.

Nel gruppo di mezzo, invece, Vandoorne, alla seconda curva è danneggiato dagli avversari, esce dalla gara. Più avanti Grosjean elimina Ocon, e un giro dopo, Magnussen, autore del contatto con il pilota McLaren è costretto ad abbondare per danni alla macchina.

Si entra in regime fin Safety Car, le posizioni rimangono invariate, e Vettel al quinto giro, fa partire la sua personale vittoria a San Paolo. Giro dopo giro distanzia la Mercedes di Bottas, più potente come PWH, ma meno efficace in aderenza contro l’alto tasso di usura pneumatici.

Hamilton nel frattempo risale la china, portandosi decimo, al giro 10, Ricciardo non è da meno, e al giro undici, si ritrova undicesimo.

Il passo gara delle Ferrari è buono, avvantaggiate dalle gomme ultrasoft, cosicché la Mercedes, montando la mescola più dura, le soft, anticipa il pit stop al giro 28. Vettel ha 6 secondi di vantaggio, non ha alternative: box al giro successivo e pit da record. All’uscita della curva 1 il tedesco si ritrova ancora primo a decimi di secondo avanti a Bottas. Un lavoro eccezionale svolto dai meccanici Ferrari, ha permesso a Seb di rimanere davanti. In questo caso, sono stati “svizzeri”, per puntualità, come sarebbe servito qualche gara fa, ma in ottica tecnica più che tempistica. Sino al giro 44, le posizioni rimangono invariate per i primi 4, nel mezzo ora, corrono anche Hamilton e Ricciardo. Massa, brasiliano doc, e all’ultima stagione in F1, da il tutto per tutto, ed stabilmente settimo. Perez perde colpe e si ritrova nono. Davanti a lui, Alonso.

Giro 59, la gara sembra volgere al termine senza aver nulla in più da aggiungere, uno spunto però lo regala Hamilton, che ha sete di rivalsa, e sorpassa Verstappen in scia a 340 km/h: quarto. Tra le RedBull e le Mercedes si crea un divario, e a due dal traguardo, metttono pressione alle Ferrari, a pochi secondi di distanza.

Il traguardo finale però si tinge di rosso, Vettel corona una bella prestazione di squadra, Raikkonen si piazza al quinto posto della classifica generale, ottenendo il podio, mentre ingoia “amaro” la scuderia anglo-tedesca che vede Bottas secondo ed Hamilton quarto, appunto.

La vittoria di Interlagos regala un sorriso ai tifosi italiani, ma consegna moralmente, una rassegnazione profonda alla Ferrari, per ciò che sarebbe potuto essere il verdetto finale, e quello che alla fine è stato il vincitore del titolo Mondiale e Costruttori.

Ultimo appuntamento ad Abu Dhabi per chiudere la stagione, con la convinzione e la speranza di concludere dignitosamente la stagione 2017.

Comunque vada, Forza Ferrari!

 

Francesco De Marco

 

 

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