venerdì 17 novembre 2017

Le pagelle di Italia – Svezia: ritorno playoff

 

La disfatta è compiuta. Non rimane molto da aggiungere se non un collettivo rammarico racchiuso in queste poche righe. Già, perché di calcio, quello vero, è quasi impossibile parlare viste le prestazioni recenti della Nazionale.

La rabbia sportiva è tanta, ma quello che fa ancora più male, è l’attaccamento alle poltrone di un movimento anche dopo che a questo stesso movimento si è fatto del male, o comunque, non del bene.

In Svezia, giusto per rimanere in tema, l’anno scorso, la Ministra dell’istruzione è stata sottoposta all’alcool test, mentre viaggiava nella sua vettura. Al termine del risultato emesso dall’etilometro, positivo, la politica si è dimessa la sera stessa per una questione di etica.

Etica, quella che Tavecchio e Ventura dovrebbero studiare, almeno etimologicamente, per capire che, dopo una figura così imbarazzante davanti a tutto il mondo calcistico, l’unica via d’uscita si chiama dimissione dal proprio ruolo. Ma si sa, in Italia, le poltrone sono difficili da abbandonare, sopratutto quando puoi guadagnare quasi 6 milioni netti fino al 2020.

Noi tifosi meritiamo di meglio, i 70.000 di San Siro, i telespettatori che hanno guardato lo scempio azzurro ieri, meritano di meglio.

La parola progetto è quella che va più in voga da alcuni anni, ma il vocabolo esatto, è ricostruzione in certe dinamiche “apocalittiche”.

Noi ci crediamo, la FIGC, invece?

 

Buffon – 10: vederlo commuoversi a 40 anni dopo una carriera straordinaria costernata di successi e ricchezza è simbolo di attaccamento alla Nazionale. In lacrime si presenta alle telecamere a differenza di Ventura, già questo dice molto, se non tutto.

SEMPREVERDE

Barzagli – 6: non la miglior partita del colosso difensivo, ma comunque sentiamo il dovere di ringraziarlo per la professionalità e l’impegno profuso in questi anni con la maglia azzurra. Un ultimo mondiale al fianco di Leo e Chiellini lo avrebbe STRA meritato.

MONUMENTALE

Bonucci – 6+: qualche sbavatura iniziale,
poi sale in cattedra con caparbietà e tecnica. Ora toccherà a lui guidare la futura difesa italiana negli anni a venire. Speriamo che possa essere ad alti livelli ancora per un Europeo, almeno.

TORNA A CASA LEO

Chiellini – 6,5: spinge ed imposta dimenticando i limiti del ruolo, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Tra i migliori campo per determinazione e grinta. Sarà un peccato non vederlo più nella difesa azzurra.

GLADIATORE

Candreva – 5: se avesse avuto davanti Jordi Alba, Marcelo, o Alaba probabilmente non sarebbe sceso in campo dalla strizza. Non si vede un cross decente nemmeno a pagare. Dunque, perché ha continuato ad essere titolare?

CHI L’HA VISTO?

JORGINHO – 6,5: in una partita, ha contribuito più di Verratti & Co. messi insieme. Esordiente?

INCOMPRESO

Parolo – 5: fa poco filtro, prova diversi veli a liberare gli attaccanti, ma finisce per dare sicurezza alla difesa falegname svedese. Sbaglia un gol che con la maglia della Lazio avrebbe fatto ad occhi chiusi.

AGNELLINO

Fiorenzi – 6,5: grintoso come sempre, non demorde, lotta, ci prova con un tiro che sfiora il palo e alla fine si arrende con la consapevolezza di essere già entrato nel cuore di tanti.

CORE DE NONNA

Darmian – 5: rispetto all’andata è autore di una involuzione totale in atteggiamento e proposizione. Col destro non crossa mai, col sinistro è roba da primi calci.

ETERNO BAMBINO

Gabbiadini – 5: Prova ad inserirsi alle spalle di Immobile, ma in due non fanno un bomber vero con la casacca azzurra. Eloquente nel post partita: “non so cosa dire”.

APATICO

Immobile – 4,5: sbaglia un gol per lui facile, pressa ogni tanto mostrando grinta ma quel che serviva di più erano i suoi gol…

BOMBER SMARRITO CERCA SQUADRA 

El Sharaawy – 6: impensierisce la difesa svedese con un tiro che fa quasi esplodere San Siro, viene cercato comunque poco, per le potenzialità che ha, e si ritaglia uno spazio utile solo alla dignità di professionista.

ILLUSO

Bernardeschi – SV: farlo giocare da interno di centrocampo era come chiedere a Maldini, di giocare in attacco. Un’altro talento che tarda a sbocciare in Nazionale, causa scarso impiego, non mancanza di talento.

INVISIBLE

Belotti – SV: l’infortunio e il periodo nero nel trovare lo specchio della porta riassumono la sfortuna del Gallo in questo periodo difficile.

INCOMPIUTO

Ventura – 2: ha ostentato tranquillità sin dal dopo gara di Madrid, palesando una sicurezza che non apparteneva a lui e al gruppo di giocatori. Ostinato nel perseguire una identità di gioco definita con il modulo 4-2-4 che non è stato mai appartenente alla tradizione calcistica italiana, ha continuato a perseverare nei suoi errori tecnici e tattici assumendo anche comportamenti spavaldi in conferenze stampa, disunendo l’ambiente azzurro.
Colui che si lamentava di avere un gruppo di pochi “uomini” e che il calcio italiano era in crisi, sarà senza dubbio soddisfatto del livello raggiunto in nazionale: peggio di così non si poteva fare.

MALEDETTA S-VENTURA

SVEZIA: Olsen 6, Lustig6,  Lindelof 6,5, Granqvist 6,5, Augustinsson 6; Claesson 6, Johansson 6, Larsson 6, Forsberg 5,5, Toivonen 5,5, Berg 5 (65′ Thelin s.v.). Ct. Andersson 6,5.

Nonostante l’amarezza profonda, ancora una volta grazie Gianluigi, Andrea e Daniele. Grazie di averci fatto gioire in questi anni insieme.

 

Francesco De Marco

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