martedì 16 gennaio 2018

Costanza Fiorentini, sincronetta azzurra: “Ho raggiunto i miei obiettivi e ho coronato il sogno di partecipare alle Olimpiadi”

Costanza Fiorentini, ex sincronetta della Nazionale e ora allenatrice della Sincro-Seregno, nella sua carriera ha conquistato diversi traguardi importanti, come la partecipazione alle Olimpiadi di Atene, dove ha chiuso settima con la squadra, e la quattro medaglia europee sempre con la squadra. La campionessa azzurra è riuscita a vincere anche il Campionato assoluto in tutte e quattro le specialità.

            

Ora sei un’allenatrice del Sincro-Seregno. Come ti trovi in questa società? Come ti senti in questa veste?

“Alleno al Sincro Seregno ormai da 4 anni e sono stata accolta subito con grande affetto. Il nostro presidente lavora sodo per permettere a noi tecnici e ai nostri atleti(uso il maschile perché c’è anche un ragazzo che nuota, esordienti A!) di lavorare nelle migliori condizioni possibili. Mi sono subito sentita a mio agio, mi piace tantissimo poter trasmettere ad altri la mia passione, ma ancora di più mi piace avere la possibilità di poter ancora imparare tanto come allenatrice. Ho smesso di nuotare nel 2011 dopo i Mondiali di Shanghai, e devo dire che in questi 6-7 anni ho imparato tantissime cose che da atleta ignoravo. Ma la strada per me è lunga….voglio continuare a formarmi il meglio possibile come tecnico, studiando ma anche osservando gli altri”.

     

Quando hai deciso di smettere di essere un’atleta? Come ti è sembrato l’addio? Cosa ti ha dato la vita da atleta?

“Come dicevo, ho smesso nell’estate 2011, onestamente avevo già avvertito dei tentennamenti nel 2009. Col senno di poi il fattore psicologico ha pesato molto. In più io non ho avuto la fortuna e l’onore di entrare in un corpo miliare, quindi anche a livello economico mi sono sentita in difficoltà. Se potessi tornare indietro, rifarei tutto (tranne smettere nel 2009!), sono stata fortunata, ho raggiunto i miei obiettivi e ho coronato il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Atene nel 2004. Ho partecipato ad un Mondiale a casa mia, Roma 2009, ed ho festeggiato sempre in quella occasione la prima medaglia mondiale italiana di Beatrice Adelizzi. Ho stretto tante amicizie e coltivato rapporti importanti con le mie compagne. Ho potuto lavorare con tanti tecnici diversi: un sogno davvero! Ho dovuto anche lavorare davvero tantissimo per arrivare lì:lo spirito di sacrificio e la dedizione totale fa parte del mio DNA!”.

   

Sei anche una commentatrice sportiva. In quali occasioni hai praticato? Cosa ti ha dato questa esperienza?

“Ho avuto l’onore di fare la commentatrice per i primi Giochi Europei di Baku nel 2015. Mi sono divertita tantissimo, in più ho una laurea in scienze della comunicazione. Sarei felicissima di poter ripetere l’esperienza magari in altre occasioni!”.

    

Cosa pensi del nuoto sincronizzato in Italia? Cosa si potrebbe fare per accrescerne la fama?

“Penso che la nostra squadra nazionale abbia fatto davvero passi da gigante negli ultimi anni, le medaglie mondiali del duo misto lo dimostrano. Ritengo che, oltre all’immenso lavoro di preparazione tecnica e fisica, sia presente un eccezionale lavoro sulla mentalità delle atlete e dello staff. Hanno creduto nei loro obiettivi e nelle loro capacità, anche quando intorno era spesso ripetuta la parola “impossibile”. Esiste grande impegno di squadra, grande passione ed enormi sacrifici dietro questi importanti risultati. Io ne sono ancora più contenta, perché tante mie ex compagne di squadra hanno potuto partecipare ai Giochi Olimpici. Era un obiettivo che ricercavano almeno da 8 anni, da quando prendemmo la batosta peggiore della nostra carriera, non qualificandoci per Pechino 2008! Un grandissimo plauso alla loro perseveranza è doveroso! Anche dal punto di vista mediatico è migliorata la visibilità del nostro sport, ma viene ancora considerato “minore”. Se ne parla poco, si vede poco in TV e si legge ancora meno sui giornali. Mi auguro che la risonanza data dalle medaglie di Giorgio Minisini, Manila Flamini e Mariangela Perrupato non vada scemando nel tempo”.

   

Come vedi la squadra di nuoto sincronizzato verso i prossimi Campionati del mondo a Budapest?

“La squadra è stata in parte ringiovanita dopo Rio 2016, dietro le veterane sono presenti delle giovani determinate e volenterose, ma bisogna sicuramente impegnarsi tantissimo per raggiungere l’Ucraina, che ormai si trova davanti nel ranking europeo e mondiale, ed anche per lasciare la Spagna alle spalle. Oltretutto le spagnole hanno anche cambiato tecnico e si avvalgono ora della collaborazione dell’ex tecnico della Cina( seconda potenza mondiale!). E’ necessario fare davvero e lavorare sodo! “

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Com’è composta la routine di un’atleta agonista della società dove allena?

Gli atleti del Sincro Seregno seguono una giornata tipo molto simile a quelli delle altre società italiane. La mattina scuola, pranzo veloce, spesso in macchina o in treno altrimenti non si arriva in tempo in piscina,  allenamenti divisi tra parte in acqua e preparazione atletica, si torna a casa, cena, studio e tutti a dormire. L’unico grande problema che è presente in Italia è quello degli spazi acqua, spesso sono disponibili solo due corsie per due ore con anche trenta atleti in acqua. Sarebbe bellissimo avere maggiori spazi e altre risorse. Inoltre i ragazzi devono anche fare i conti con l’alternanza scuola-lavoro: ore in più obbligatorie e non importa se pratichi uno sport a livello agonistico. Spesso non viene valutato il tempo che gli atleti trascorrono  nelle palestre o piscine, eppure spesso sono i futuri campioni che rappresenteranno il nostro paese!”.

Come si può conciliare scuola e sport in Italia?

“Conciliare studio e sport in Italia è difficilissimo, ma non impossibile. Lavoro nella scuola come docente di educazione motoria da ormai qualche anno e rimango basita e senza parole, quando sento alcuni colleghi scoraggiare gli alunni, già alle scuole medie, a non praticare sport. Ci dovrebbe essere maggiore collaborazione tra Ministero dell’istruzione dell’Università e della ricerca, Ministero della sport e Ministero della salute. Gli atleti non devono essere agevolati a scuola, ma stimolati e tutelati, bisogna incoraggiare i ragazzi all’attività sportiva! Basta dire: “Se pratichi una disciplina non potrai ottenere buoni voti a scuola!”. Io sono laureata con il massimo dei voti, come anche Sara Sgarzi e come tantissimi colleghi sportivi più famosi di noi!”.

       

Un grazie particolare a Costanza Fiorentini per la pazienza e la cortesia e in bocca al lupo per il tuo futuro.

Intervista di Eleonora Baroni

About Eleonora Baroni

Eleonora Baroni nasce a Correggio il 13 agosto del 1995. Diplomata al Liceo Classico nel 2014, ora frequenta la Facoltà di Lingue e Culture per l’Editoria all’Università degli Studi di Verona. Ama quasi tutti gli sport e li segue con passione, fin da quando era una bambina. Segue con attenzione scherma, tuffi e nuoto.

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