martedì 12 dicembre 2017

Federica Sala, sincronetta azzurra:”Fatico, perché amo ciò che faccio”

Federica Sala, sincronetta della nazionale italiana, è una ragazza determinata e con tanti voglia di raggiungere importanti traguardi nel mondo dello sport, che lei ama fin da quando era piccola. La campionessa azzurra racconta la sua passione per questa disciplina e la vita da atleta ricca di sacrifici e fatica, ma, come lei stessa afferma, ne vale la pena.

Quali sono gli obiettivi della Stagione?

“Lo scopo di ogni atleta è quello di migliorarsi. In uno sport essenzialmente di squadra come il nuoto sincronizzato l’obiettivo è comune con tutte le altre compagne. A livello di “club”, sarebbe bellissimo riuscire a riconquistare lo scudetto con la Rari Nantes Savona, la mia Società di appartenenza. A livello di “Nazionale”, l’auspicio è quello di confermare i miglioramenti in classifica ottenuti in occasione del Mondiale di Budapest e avvicinarsi ancor di più alle nazioni che ci precedono”.

Quali sono gli appuntamenti e gli impegni di quest’anno?

“Con la Rari Nantes Savona, come ogni anno, parteciperemo al Campionato Italiano Invernale e al Campionato Italiano Estivo. Con la Nazionale Assoluta, quest’anno la manifestazione più importante alla quale prenderemo parte saranno gli Europei, che si svolgeranno all’inizio di agosto a Glasgow, le altre gare a livello internazionale non sono ancora state ufficializzate dal direttore tecnico Patrizia Giallombardo”.

Come ti trovi a collaborare con la nazionale? Come è il gruppo?

 “Sono ormai 10 anni che sono nel “giro” della Nazionale. Sin dalle categorie giovanili sono sempre stata messa in condizione di prepararmi al meglio alle competizioni alle quali ho partecipato. Il gruppo della Nazionale Assoluta del quale faccio parte è in questo momento un gruppo relativamente nuovo: questo è accaduto a causa delle defezioni di alcune atlete dopo la partecipazione alle Olimpiadi di Rio, che ha dato coronamento alla loro carriera. Il gruppo è solido e compatto, stiamo cercando di cementare un’unità di intenti che è indispensabile per l’ottenimento degli obiettivi”.

Da chi è composto lo staff che vi segue?

“Lo staff è composto da un vasto gruppo di persone: il direttore tecnico Patrizia Giallombardo, i tecnici federali Roberta Farinelli, Yumiko Tomomatsu, Giovanna Burlando e Rossella Pibiri, i tecnici Rossana Rocci, il dottore Gianfranco Colombo, il preparatore di nuoto Maurizio Divano e i preparatori atletici Mirco Ferrari, Annabella Cinti, Adolfo Lampronti, i preparatori di apnea Alessandro Vergendo, Gagliardi Rosarita e le fisioterapista Sara Lupo e Nadia Rocca”.

Ti alleni ancora alla Rari Nantes la tua Società?

“Certo, ho iniziato nel sodalizio del Sincro Seregno: Sabrina Camino è l’allenatrice che mi ha cresciuto, a loro mi sento di dimostrare la mia più assoluta riconoscenza. La mia voglia di mettermi sempre in discussione e di migliorare mi ha portato a trasferirmi alla Rari Nantes Savona, dove ho trovato un’altra seconda famiglia, una capacità organizzativa e una professionalità tecnica che non hanno fatto altro che confermare la mia scelta. Le nostre allenatrici Anastasia Ermakova e Benedetta Parisella, sono molto esigenti, precise e molto organizzate. Un ringraziamento particolare a Matilde Berruti che mi ha accolto da subito a braccia aperte”.

Quali sacrifici deve fare un atleta di alto livello?

“La vita di ogni atleta che vuole sempre migliorare i propri limiti, fisici, tecnici o mentali che siano, è caratterizzata da molti sacrifici, però più ami ciò che fai, più impegni energie fisiche e mentali nel farlo. In questo contesto anche i tanti sacrifici: vivere sempre lontano da casa, sveglia presto alla mattina, fatica fisica e mentale giornaliera, limitazione del tempo libero, seppur vissuti con sforzo, assumono un unico significato: fatico, perché amo ciò che faccio.

Il Nuoto Sincronizzato in Italia : quanto è difficile fare questo sport proprio qui?+

“Il Nuoto Sincronizzato è uno “sport minore” e come tutti gli altri sport “minori” in Italia non beneficia di molta visibilità e purtroppo qui si tende a sminuirli, forse per un fattore squisitamente culturale. Per questo motivo, le discipline “minori” non godono dello stesso spazio e degli stessi investimenti di altre più titolate come il calcio, il basket, la pallavolo. Tuttavia vi assicuro che questo non significa che per praticare il nuoto sincronizzato servano minori capacità tecniche e mentali. Probabilmente è vero il contrario. La poca visibilità, la poca considerazione, l’irrisorio ritorno economico, sono un ostacolo, ma è proprio dalle difficoltà, che si rafforza la “motivazione”. Motivazione che in tutte le sincronette diventa determinante per poter andare avanti”.

Come ti vedi tra qualche anno?

“Domanda difficilissima ed è difficilissimo anche rispondere. La problematica diventa ancora più complicata per il mio modo di essere, che mi spinge a dare sempre il massimo in qualsiasi cosa che stia facendo, senza distrazioni. Devo ringraziare per questo i miei genitori che mi hanno sempre sopportato e supportato, lasciando che coltivassi il mio sogno senza ingerenze e pressioni particolari. Sarebbe un atteggiamento da irresponsabile non pensare al mio futuro. Con grande fatica sto cercando di continuare gli studi universitari che potrebbero consentirmi sbocchi lavorativi al di fuori dello sport, oppure potrei continuare a rimanere legata allo sport che amo e magari fare l’allenatrice. Per ora però il mio futuro più vicino è continuare ad essere atleta”.

I tuoi pregi e i tuoi difetti?

“Pregi pochi, difetti tanti sia come atleta che come persona. Caratterialmente sono sicuramente istintiva e testarda sia nella vita di tutti i giorni che nello sport. Mi è stata insegnata la parola “sacrificio”: la mia prima allenatrice mi ripeteva sin dalle mie  esperienze iniziali in nazionale giovanile che avrei sempre dovuto essere la prima ad entrare in acqua e l’ultima ad uscire. Non ho mai sentito dai miei genitori il sostantivo “poverina” e per questo motivo ho fatto della dedizione e del “non mollare mai” la mia filosofia di vita. Ciò forse è un pregio, che però si trasforma in un difetto, perché chi mi sta vicino mi rimprovera di essere un po’ troppo spigolosa, di non lasciarmi andare e di vivere troppo intensamente il sogno che sto coltivando da quando sono entrata in acqua la prima volta. Tutto ciò condiziona soprattutto inizialmente i rapporti interpersonali. Le persone che mi conoscono bene mi dicono spesso di scoprire il mio lato disponibile, propositivo e collaborativo solo dopo avermi frequentato con assiduità”.

Come è formata la tua routine di allenamento?

“Noi sincronette ci alleniamo dalle sette alle nove ore al giorno, suddivise in due diverse sedute: una mattutina e una pomeridiana, nella quali alterniamo parti di palestra ad allenamenti più specifici in acqua”.

Un grazie particolare a Federica Sala per la cortesia e la pazienza e in bocca al lupo per il tuo futuro nel mondo dello sport.

Intervista di Eleonora Baroni

About Eleonora Baroni

Eleonora Baroni nasce a Correggio il 13 agosto del 1995. Diplomata al Liceo Classico nel 2014, ora frequenta la Facoltà di Lingue e Culture per l’Editoria all’Università degli Studi di Verona. Ama quasi tutti gli sport e li segue con passione, fin da quando era una bambina. Segue con attenzione scherma, tuffi e nuoto.

Commenti chiusi.

Scrolla verso l'alto