domenica 25 febbraio 2018
PYEONGCHANG 2018

La Tregua Olimpica ai tempi di Kim-Jong-Un

Dal 776 a.C., data della prima Olimpiade, al 1992, anno della Dichiarazione del Millennio, fino a PyeongChang 2018. Tra la guerra e la pace, le Olimpiadi.

Ancora al tempo in cui i Giochi si svolgevano in onore di Zeus, venne istituito un periodo nel quale sarebbero cessate tute le inimicizie, sia pubbliche, sia private. Affinché gli atleti e gli spettatori potessero attraversare l’intera Grecia senza incorrere in pericoli, ecco che venne instaurata la tregua olimpica, o ἐκεχειρία, tradotto dal greco antico con “situazione in cui ci si astiene da usare le mani”. Non siamo qui a raccontare favole poco credibili, e allora è giusto specificare che la tregua non faceva cessare per davvero le guerre. Quello no. Però, i Giochi, quelli sì, sacri, non potevano essere in alcun modo ostacolati.

Correva l’anno 1992, quando nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite si precisò: «Noi sollecitiamo gli Stati Membri a rispettare la Tregua Olimpica, individualmente e collettivamente, adesso e in futuro, e a sostenere il Comitato Internazionale Olimpico nei suoi sforzi per promuovere la pace e la comprensione tra gli uomini attraverso lo sport e l’ideale Olimpico».

ANSA

Nei villaggi olimpici di PyeongChang, qualche giorno fa, sono comparsi due murales: «Una parte del muro forma un ponte per rompere le barriere e costruire ponti di pace» spiega il comitato organizzatore, perché i Giochi devono essere intesi, tra le altre cose, come «ponti di pace per costruire un mondo migliore».

Non ci sarà Kim-Jong-Un alla cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici, vero, ma a rappresentare lui e il suo Paese ci sarà la sorella più giovane, la cui presenza segnerà la prima visita ufficiale in Sud Corea di un membro della famiglia regnante Kim.

ANSA

Qualcuno, poi, azzarda anche un dialogo tra la famiglia Kim e Washington, idea prontamente scartata dal leader nord-coreano, che sembrerebbe già considerare la sola presenza dei suoi atleti all’evento di per sé straordinaria.

Certo è che noi, comuni mortali, confidiamo sempre nel grande potere dello sport. Che Zeus ci assista.

 

Nicola Zovi

About Nicola Zovi

Nicola Zovi nasce a Belluno il 6 luglio 1993. Conseguita nel 2012 la maturità classica, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste. Ama infinitamente lo sport, raccontarlo e farselo raccontare. Giocatore di basket, nutre una passione sconfinata per il calcio.

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