Russia 2018 | Messi e l’Argentina risorgono! I verdetti dei gironi C-D.

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FRANCIA – DANIMARCA: 0-0

Nessuna sorpresa tra Francia e Danimarca che non si fanno male. Basta un pareggio alle due squadre per accedere agli ottavi di finale e allora perché non approfittarne tirare il freno e rifiatare un po’? Arriva il primo pareggio a reti inviolate di Russia 2018. I segnali che la partita non sarebbe stata irresistibile già si potevano percepire dalla formazione di Deschamps. Out 6 titolari tra i transalpini: Lloris, Pavard, Umtiti, Pogba, Matuidi e Mbappé. A chiudere il match un tiki taka sterile dei danesi che giocano nella metà campo di Schmeichel e che si sentono fischiare dai 78.000 di Mosca. Tant’è. Perché la Francia chiude prima e, dietro di lei, segue la Danimarca.

IL TABELLINO
DANIMARCA (4-3-3): Schmeichel; Dalsgaard, Kjaer, M. Jorgensen, Stryger Larsen; Eriksen, Christensen, Delaney (dal 47’ s.t. Lerager); Braithwaite, Cornelius (dal 30’ s.t. Dolberg), Sisto (dal 15’ s.t. Fischer) (Lossl, Ronnow, Khron-Dehli, Vestergaard, Knudsen, N. Jorgensen, Schone). Al. Hareide.
FRANCIA (4-2-3-1): Mandanda; Sidibé, Varane, Kimpembe, Hernandez (dal 5’ s.t. Mendy); Kanté, Nzonzi; Dembelé (dal 33’ s.t. Mbappé), Griezmann (dal 24’ s.t. Fekir), Lemar; Giroud (Lloris, Areola, Pavard, Umtiti, Pogba, Tolisso, Matuidi, Rami, Thauvin). All Deschamps.

 

AUSTRALIA – PERU’: 0-2

Una vittoria dei Canguri per un’ insperata qualificazione agli ottavi. Perù già eliminato, ma che non intende chiudere a quota zero punti il suo Mondiale. Che poi, che il Perù meritasse qualcosina in più già si era intuito negli scontri precedenti, e viene decisamente confermato al minuto 18 quando Andrè Carrillo si inventa un destro al volo che fulmina Ryan. E’ 1-0 e primo goal dei biancorossi nel torneo. Svariati tentativi di pareggiare per gli australiani dopo, arriva il raddoppio peruviano col Barbaro Guerrero che la butta dentro con una conclusione mancina. Perù che saluta la Russia con un successo, Australia ultima.

IL TABELLINO:

AUSTRALIA (4-2-3-1): Ryan; Risdon, Sainsbury, Milligan, Behich; Mooy, Jedinak; Leckie, Rogic (72′ Irvine), Kruse (58′ Arzani); Juric (53′ Cahill). All.: Van Marwick

PERU’ (4-2-3-1): Gallese; Advincula, Ramos, Santamaria, Trauco; Tapia (63′ Hurtado), Yotun (46′ Aquino); Carrillo (79′ Cartagena), Cueva, Flores; Guerrero. All.: Garega

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NIGERIA – ARGENTINA: 1-2

Imperativo: vincere. E non dovrebbe essere un gran problema per l’albiceleste contro la piccola Nigeria. Ma, per come si sono messe le cose, niente sembra più scontato dalle parti di Buenos Aires. Anche e forse soprattutto perché quando il peso delle circostanze sembra dover essere sopportato da Lionel Andrés Messi Cuccittini, per gli amici solo Leo, non sempre tutto pare andare per il verso giusto. Come non detto, però, al minuto 14, quando l’assist al bacio di Banega viene smorzato dalla coscia del dies che si aggiusta il pallone col mancino, se lo sposta sul destro e incrocia. Goooooolazo!

E’ sempre Leo a farla da padrone nella prima frazione quando il palo gli nega la doppietta su punizione, complice la leggera deviazione dell’estremo difensore africano Uzoho. Riaffiorano gli incubi per la banda di Sampaoli quando il direttore di gara Cakir, ancora una volta inadeguato a certi livelli, assegna il penalty ai nigeriani per presunta trattenuta di Mascherano. Moses glaciale spiazza Armani ed è 1-1.

Sembra tutto maledettamente scritto per l’Argentina fino al 87′, quando Marcos Rojo devil si inventa un destro al volo che non lascia scampo al malcapitato Uzoho. Delirio albiceleste anche in tribuna, con el pibe de oro scatenato e censurabilissimo che si lascia andare. Argentina risorta insieme al suo dio del fùtbol. Ora sotto con la Francia.

IL TABELLINO:

NIGERIA (4-3-3): Uzoho; Omeruo (45’ st, Iwobi), Trost Ekong, Balogun, Idowu; Ndidi, Obi Mikel, Etebo; Moses, Musa (47’ st, Nwanko), Iheanacho (1′ st, Ighalo). CT: Yusuf/Rohr

ARGENTINA (4-3-3): Armani; Mercado, Otamendi, Rojo, Tagliafico (35′ st, Aguero); Enzo Pérez (16′ st, Pavon), Mascherano, Banega; Messi, Higuain, Di Maria (27′ st, Meza). CT: Sampaoli

Marcatori: 14′ pt, Messi; 6′ st, Moses; 42′ st, Rojo

 

ISLANDA – CROAZIA: 1-2

Imperativo: vincere. Sì, anche qui. Anche per l’Islanda e i suoi Vikings, che da sorpresa di Euro 2016 si presentano a Russia 2018 come una splendida realtà del panorama calcistico mondiale. Un punto portato a casa con l’Argentina aveva inizialmente fatto sognare i 300.000 abitanti della Terra dei Ghiacci, presentatisi all’appuntamento col debutto mondiale con un banalissimo 99% di share davanti ai teleschermi. Poi, però, il crollo verticale con la Nigeria di Musa e speranze appese a un filo contro la corazzata croata. Vincere, dunque, e portare a casa i primi 3 punti nella kermesse.

Le cose non si mettono bene però per gli islandesi quando Milan Badelj, che pochi minuti prima aveva frantumato la traversa da distanza siderale, al 53′ infila la porta di Haldorsson e porta in vantaggio i suoi. La risposta che riaccende la luce per i Vichinghi arriva con Sigurdsson che realizza il rigore più pesante della sua carriera dopo l’erroraccio del match precedente.

Buone notizie intanto da San Pietroburgo perché l’Argentina si porta avanti e agli uomini di Halgrimsson basta un goal per la storica qualificazione. E, invece, la sentenza la emana Ivan Perisic che al 90′ chiude i giochi e regala il punteggio pieno alla banda di Dalic. L’ Islanda lascia come ultima nel suo girone.

IL TABELLINO

ISLANDA (4-2-3-1): Halldorsson; Saevarsson, Ingason, Sigursson (dal 25′ st Sigurdason), Magnusson; Gudmunsson, Halfredsson; J. Gunnarsson, G. Sigurdsson, Bjarnason (dal 45′ st Traustason); Finnbogason (dal 40′ st Gudmundsson).

CROAZIA (4-2-3-1): L. Kalinic; Pivaric, Caleta-CAR, Corluka, Jedvaj; Badelij, Modric (dal 20′ st Bradaric); Perisic, Kovacic (dal 36′ st Rakitic), Pjaca (dal 25′ st Lovren); Kramaric.

MARCATORI: 8′ st Badelij, 31′ st G. Sigurdsson (rigore), 45′ st Perisic

 

Di Nicola Zovi

 

Nicola Zovi

Nicola Zovi nasce a Belluno il 6 luglio 1993. Consegue nel 2012 la maturità classica. Nel 2018 è Dottore in Giurisprudenza. Ama infinitamente lo sport, raccontarlo e farselo raccontare. Giocatore di basket, nutre una passione sconfinata per il calcio.