domenica 23 settembre 2018
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#BacktoGlory: le divise delle protagoniste degli Europei di calcio (1960-’72)

Prendiamo la rincorsa e facciamo un tuffo nel passato con le maglie delle vincitrici di tutte le edizioni degli Europei di calcio dalla prima edizione del 1960 fino a quella che verrà. Questa settimana i primi dodici anni di una rassegna che il prossimo anno ne compirà 56.

FRANCIA 1960

“Faisons les toutes jouer”. Deve per forza aver pensato a questo Henry Delaunay tra il 1924 e il 1928 rivestiva il ruolo di membro della FIFA. “Facciamole giocare tutte”: la proposta viene accolta dopo il 1954 con la nascita della UEFA, l’Unione Europea delle Federazioni Calcistiche e andò a sostituire il mini-torneo d’elite tra le rappresentative italiane, svizzere, jugoslave, svedesi, austriache e cecoslovacche. Expansion11
Nasceva così la più grande competizione continentale per nazioni a cui presero parte 17 nazionali europee; fu l’inizio di un successo anche se l’Italia non partecipò: il motivo del rifiuto è la fresca figuraccia dei mondiali del 58′ cui non partecipammo perchè eliminati dall’Irlanda del Nord e un’esclusione a Cile ’62 non sarebbe stata accettabile. Si puntò dunque sulle qualificazioni ai successivi mondiali  disinteressandosi completamente degli Europei. Con risultati pessimi perchè non superammo il girone della fase finale.

Ad alzare la coppa che prende il nome dall’ideatore del torneo, fu l’URSS il 10 luglio 1960 dopo essersi imposta per 2-1 sulla Jugoslavia ai tempi supplementari.

LA DIVISA Non poteva che essere interamente rossa, con il colletto largo e la scritta CCCP sul petto, acronimo cirillico che sta per Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

SPAGNA 1964

Alla seconda edizione le squadre partecipanti sono 28 e stavolta c’è anche l’Italia che però nella fase di qualificazione si schianta contro i campioni in carica dell’URSS senza riuscire a proseguire il proprio cammino.
In finale ci vanno le formazioni allora più forti: la Spagna e appunto l’URSS.
I padroni di casa, quattro anni prima avevano rinunciato a giocare i quarti di finale proprio contro i russi: i fantasmi della guerra fredda e il clima non proprio disteso e diplomatico tra le due nazioni fece sì che le furie rosse si ritirarono dal torneo.

La grande occasione di riscatto arriva dunque quattro anni dopo: il C.T. spagnolo Villalonga non aveva convocato nessun giocatore del Real Madrid, non senza polemiche ma arriva comunque a giocarsi la finale. 424337Dall’altra parte i russi scendono in campo con 7/11 nomi nuovi rispetto alla finale di quattro anni prima e nonostante la giovane età media della nazioale del 1960.

Avrà la meglio la Spagna davanti a 125.000 spettatori: fu la vittoria di Franco e del movimento della Falange di ispirazione fascista: facile l’equazione calcio-propaganda-politica e troppo difficile trascurare un campionato ormai così tanto seguito.

LA DIVISA Ancora una volta ad imporsi è una maglia rossa con il logo della federazione spagnola sul cuore. I pantaloncini blu sono una costante nella storia della divisa delle furie rosse.

ITALIA 1968

Trentuno squadre suddivise in otto gironi. E’ il campionato dell’Italia, di Burgnich, Facchetti, Domenghini, Mazzola e Rivera. Ai quarti di finale sfidiamo la Bulgaria: la gara d’andata parte malissimo, è 3-1 per loro sino all’83’ quando Prati riesce ad accorciare le distanze. Il ritorno al San Paolo di Napoli fu la svolta: Pieri e Domenghini chiusero la partita dopo 55′; 2-0 per noi e semifinale!
La gara secca della semifinale contro l’URSS ha del leggendario: allora dopo i supplementari non si andava ai calci di rigore e si ricorreva al metodo della monetina: già, “testa o croce”.
Facchetti scelse testa “sempre testa”, e fu finale contro la Jugoslavia a Roma. 1
All’Olimpico finì 1-1, li prendemmo solo all’80’ con un gol di Domenghini su punizione; il risultato non si sbloccò dopo i supplementari e la partita – secondo il regolamento – andava ripetuta.
Il 10 di giugno non c’è partita (2-0): Riva e Anastasi regalano all’Italia il titolo di campioni d’Europa, fu un tripudio in tutto il Paese. Quella Nazionale, guidata sempre dal C.T. Valcareggi, due anni dopo sfiorò il titolo mondiale ai mondiali di Messico ’70 arrivando seconda al Brasile di Pelé.

LA DIVISA Azzurra, ci mancherebbe; semplice e bellissima, con il tricolore sul cuore.

 BELGIO 1972

A questa edizione partecipano tutti (eccezion fatta per il Lichenstein), anche la Germania Ovest che fino ad allora era rimasta lontana da tutto ciò che non fosse Coppa del Mondo. L’Italia, favoritissima esce sconfitta ai quarti per mano del Belgio mentre la Germania di Mueller, Hoeness  e Franz Beckenbauer, prosegue spedita verso il titolo alla sua prima comparsa nel campionato Europeo. ger_72_1
In finale ci va anche l’URSS ma i tedeschi si impongono con un sentenzioso 3-0 grazie al gol di Wimmer, tra la doppietta di Mueller.
Nel giro di due anni quella stessa Germania trionfò nel Campionato del Mondo.

LA DIVISA della Germania Ovest è quella classica: bianca con le tre strisce nere dell’Adidas sulle maniche.

Passa alla successiva rassegna delle divise vincitrici: dal 1976 al 1992

Francesco Bevilacqua

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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