domenica 23 settembre 2018
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Beatrice Callegari, sincronetta azzurra:”Sono una ragazza molto determinata. Punto al podio”

Beatrice Callegari, sincronetta azzurra classe 1991, ha partecipato l’anno scorso alle Olimpiadi di Rio con la nazionale, risultato che l’Italia non conseguiva da Atene 2004. L’atleta racconta con umiltà la sua passione per questo sport e i suoi obiettivi negli anni futuri, che vuole raggiungere con grande determinazione.

Quali sono gli obiettivi di questa stagione? Quali sono gli appuntamenti e impegni di quest’anno??

“Quest’anno parteciperemo agli Europei ad agosto e il nostro obiettivo sarà confermare i risultati ottenuti nel 2016 a Londra e cercare di avvicinarci sempre più all’Ucraina”.

Come ti trovi ad allenarmi con la nazionale? Com’è il gruppo? Da quanto tempo ne fai parte?
“Credo che allenarsi con la nazionale sia innanzitutto la realizzazione di un sogno, che avevo sin da piccola: si tratta di un orgoglio e di uno stimolo continuo. Sono entrata a far parte della nazionale nel 2007, quando sono stata selezionata per la nazionale giovanile. Nel corso di questi anni le esperienze che ho vissuto, le vittorie e le sconfitte mi hanno aiutato a maturare molto sia come atleta che come persona. Il gruppo nel nostro sport è una componente molto importante ai fini del risultato. Siamo un gruppo molto compatto e ben equilibrato, abbiamo chiari i nostri obiettivi e lavoriamo sodo tutti i giorni per raggiungerli, supportandoci a vicenda”.
Da chi è composto lo staff che vi segue?
“Lo staff è composto dal commissario tecnico Patrizia Giallombardo, i tecnici Roberta Farinelli, Yumiko Tomomatsu, Rossella Pibiri, Rossana Rocci e Giovanna Burlando. I preparatori atletici Annabella Cinti, Adolfo Lampronti e Mirko Ferrari. Il preparatore di nuoto Maurizio Divano. I preparatori di apnea Alessandro Vergando e Rosarita Gagliardi. Le fisioterapiste Nadia Rocca e Sara Lupo. Il dottore Gianfranco Colombo. È uno staff molto ampio che mette a disposizione tutte le conoscenze e competenze per farci raggiungere ottimi risultati”.
Ti alleni ancora alla Veneto Montebelluna? Com’è l’ambiente?
“Sono cresciuta nella mia società civile Montebelluna Nuoto e ancora oggi ne faccio parte. Ogni volta che entro in piscina ormai mi sento a casa. Tutti dal presidente ai dirigenti ed agli allenatori collaborano per far crescere ogni atleta sia dal punto di vista sportivo che da quello umano, insegnando da subito l’educazione e trasmettendo la passione per lo sport”.
Quali sacrifici deve compiere un’atleta di alto livello?
“I sacrifici sono tanti. Ho iniziato a fare i collegiali molto giovane, stavo via da casa parecchio tempo e ho imparato ad essere indipendente piuttosto in fretta. Soprattutto quando ancora andavo a scuola, le uscite con gli amici erano limitate perché spesso dovevo studiare per mettermi a pari con i miei compagni per le varie assenze dovute ai collegiali. Devo dire che quello che mi ha dato e insegnato lo sport va oltre tutti i sacrifici che ho fatto e tutt’ora compio. Sono arrivata a realizzare il sogno di una vita, le Olimpiadi, cosa che pensavo fosse irraggiungibile, ed è stata davvero la gioia più grande”.
La partecipazione ai Giochi di Rio. Un anno e mezzo dopo,  quali sono le tue sensazioni ed emozioni a riguardo? Racconta di questa esperienza.
“Il 2016 è iniziato come una sfida contro noi stesse, ci siamo messe in gioco in tutto e per tutto. Non è stato semplice perché gli allenamenti erano pesanti sin da settembre e spesso ci assaliva la paura di non riuscire a qualificarci per la seconda volta, ma la voglia di ottenere quel posto tra le 8 nazioni che partecipavano alle Olimpiadi era davvero grande. Alla qualifica di marzo ci siamo presentate molto cariche e preparate, sicure che qualsiasi cosa fosse successa noi avevamo dato l’anima dal primo all’ultimo allenamento. L’attesa prima del risultato finale del Canada, nazione con cui ci contendevamo il posto, fu snervante piena di tante emozioni. All’uscita del risultato non ci potevo credere, avevamo realizzato l’impossibile, dopo 12 anni l’Italia partecipava alle Olimpiadi: questo grazie allo Staff, al nostro impegno, alla nostra forza e alla voglia e il coraggio di non mollare mai. Infine la partenza per Rio carica di emozioni, la divisa Olimpica, il villaggio, la pedana di partenza con i 5 cerchi stampati, l’atmosfera, che regnava, era tutto indescrivibile, continuavo a non crederci, mi ripetevo in testa: “ sei alle Olimpiadi “”.
 
Come ti vedi tra qualche anno?
 “Per ora non so proiettarmi molto in avanti nel tempo, sicuramente vorrei arrivare a Tokyo 2020 e perché no puntare ad avvicinarci sempre più al podio”.
Sei nel gruppo della Marina Militare. Parlaci di questa possibilità.
“Faccio parte della Marina Militare dal 2011, mi ritengo molto fortunata e ringrazio per questa possibilità. I gruppi militari da un po’ di anni danno l’opportunità ad atleti di sport minori di allenarsi ad alti livelli e di fare della propria passione una professione. La Marina cura molto i propri atleti e mette a disposizione impianti adeguati e tecnici competenti a fini dell’allenamento”.
Chi è Beatrice fuori dall’acqua?
“Io sono una ragazza molto determinata, vivo di obiettivi che mi pongo e che voglio raggiungere a tutti i costi. Sono molto riservata, prima di dare confidenza, studio molto le persone che ho di fronte, ma allo stesso tempo, quando mi fido di qualcuno, dono tutta me stessa. Mi piace molto aiutare gli altri per questo mi sono avvicinata molto al mondo del volontariato, che mi riempie di energie positive. Sono una persona molto curiosa, mi piace leggere e viaggiare. Mi affascina scoprire culture e modi di vivere diversi dal mio”.
Un grazie particolare a Beatrice Callegari per la cortesia, l’attenzione, l’attesa e le foto.
Eleonora Baroni

About Eleonora Baroni

Eleonora Baroni nasce a Correggio il 13 agosto del 1995. Diplomata al Liceo Classico nel 2014, ora frequenta la Facoltà di Lingue e Culture per l'Editoria all’Università degli Studi di Verona. Ama quasi tutti gli sport e li segue con passione, fin da quando era una bambina. Segue con attenzione scherma, tuffi e nuoto.

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