La bestemmia di Mandragora porta alla squalifica. Nazionale a rischio?

Dalla squalifica in campionato alla probabile esclusione di Mancini. La difficile settimana di Rolando Mandragora. Ne valeva davvero la pena?

Incastrato dalle telecamere. Rolando Mandragora, giovane centrocampista dell’Udinese e capitano della Nazionale azzurra under-21, non potrà scendere in campo nel prossimo turno di campionato dopo essere stato squalificato dal Giudice Sportivo per «espressioni ingiuriose». Il classe ’97, in sostanza, avrebbe bestemmiato nel corso della sfida contro la Sampdoria (vinta 1-0 ndr), e non essendo passato certamente inosservato il labiale dell’ex-Juventus, ecco la decisione del tribunale: al Franchi non giocherà.

Foto: Eurosport.it

Immediata la risposta della società friulana, che decide di ricorrere al reclamo con procedura d’urgenza. Insomma, i bianconeri non ci stanno.

Ma c’è di più. Voci di corridoio parlano di una ulteriore brutta notizia in vista per il centrocampista dell’Udinese; Roberto Mancini, infatti, parrebbe intenzionato ad escluderlo dalla lista dei convocati per i prossimi impegni con la Nazionale maggiore. Non per volontà punitiva, a dire il vero, ma per l’esistenza di un codice disciplinare varato sotto la gestione Prandelli, che prevede che chi risulta squalificato nel momento delle convocazioni non potrà essere chiamato alle armi.

Insomma, tanto, tantissimo rumore. Forse, troppo. Certo, la bestemmia è un comportamento da condannare, ce lo insegnano da sempre. Ma probabilmente non si tratta di un comportamento da demonizzare. Se ne è parlato tanto di questo episodio, peraltro salito agli onori della cronaca dei principali quotidiani e telegiornali italiani e non soltanto e – diciamocelo – dare questa importanza a un episodio di relativamente scarsa rilevanza rende la blasfemia ancora più evidente, inevitabilmente sotto gli occhi di tutti. E poteva essere evitato.

Che poi, su, non è certo la prima volta che il telespettatore si accorge che qualcosa di troppo è scappato dalla bocca del calciatore (e non soltanto, ricordo un Marco Cecchinato la cui ira è stata amplificata dai microfoni del Roland Garros in tempi non sospetti). L’esempio più celebre è Gigi Buffon, nientemeno che il capitano della nazionale azzurra fino a pochi mesi fa’, del quale le parodie sul web lo rendono la blasfemia impersonificata.

Insomma, due pesi e due misure, ma non ce ne stupiamo più. La pena esemplare non era probabilmente ciò che Rolando Mandragora si sarebbe meritato. Ben venga la squalifica se vogliamo estirpare l'”ingiuria contro Dio” dai campi sportivi, ma allora, davvero, iniziamo ad applicarla sempre. Per tutti.

 

di Nicola Zovi

Nicola Zovi

Nicola Zovi nasce a Belluno il 6 luglio 1993. Consegue nel 2012 la maturità classica. Nel 2018 è Dottore in Giurisprudenza. Ama infinitamente lo sport, raccontarlo e farselo raccontare. Giocatore di basket, nutre una passione sconfinata per il calcio.