Cattolica Test Match: l’Italrugby sconfitta anche a Padova

Quella disputata all’Euganeo è stata una partita da prendere ad esempio. L’Italia ha dimostrato di essere cresciuta, non perdendo la testa contro quegli avversari che aveva già affrontato 18 volte senza mai sconfiggerla. Ha dimostrato di saper tenere testa in mischia chiusa, touche e gioco all’aperto. Ha dimostrato di riuscire a imporre il proprio gioco anche ai 7° nel ranking mondiale (sebbene, della “storica” Australia in campo ci fosse solo un ricordo). Ma non è bastato, perché nel rugby non basta crescere, crederci o imporre il proprio gioco: per vincere servono le mete, e l’Italia ne ha fatte meno dell’Australia.

La partita nei primi 30 minuti sembrava decisamente a favore dell’Italia, con i Wallabies incapaci di creare quel fraseggio che li ha sempre caratterizzati. Addirittura, due occasioni da meta: al 5° con Steyn, portato fuori un istante prima di marcare, e al 13° con Tito Tebaldi che va all’intercetto, lo guadagna e schiaccia tra i pali. Tuttavia, se la prima è stata giustamente annullata, la seconda viene addirittura punita per fuorigioco, sebbene Tebaldi fosse partito in posizione regolare. Questa sanzione è riuscita a far arrabbiare anche lo stoico CT azzurro, che nel post-partita afferma di voler “dare ragione al CT dell’Inghilterra, Eddie Jones, che ha detto che non andrà più alle riunioni con gli arbitri perché si perde solo tempo.”

Da lì in avanti, i Wallabies giocano in maniera più che conservativa: passaggi facili e dritto per dritto, puntando tutto sull’intensità, noto punto debole della formazione azzurra. E quindi arrivano le mete: al 29° e al 35° con Kerevi, al 43° con Tupou e al 78° con Genia. Allan ci ha provato a metterci una pezza al 45° con la sua meta che premia un momento di alta intensità ed intelligenza italiana, ma non è bastata per risollevare le sorti della partita.

Quella meta al 13° avrebbe cambiato le sorti della partita? Non ci è dato saperlo, nel rugby non contano i “se” e i “ma”, conta giocare, segnare e vincere. Indipendentemente dalle dubbie scelte arbitrali.

Italia-Australia allo Stadio Euganeo di Padova

7-26 (p.t. 0-14)

Marcatori: PT 29’ m. Kerevi, tr. To’omua (0-7); 35’ m. Kerevi, tr. To’omua (0-14). ST 43’ m. Tupou, tr. To’omua (0-21); 45’ m. Bellini, tr. Allan (7-21); 78’ m. Genia, nt (7-26).​

Italia: Hayward; Benvenuti, Campagnaro, Castello, Bellini (71’ Morisi); Allan (64’ Canna), Tebaldi (58’ Palazzani); Steyn, Polledri, Negri (50’ Fuser); Budd, Zanni (59’ Meyer); Ferrari (50’ Pasquali), Ghiraldini (C – 61’ Bigi), Lovotti (61’ Traoré).

All. O’Shea

Australia: Folau; Ashley-Cooper, Kerevi, Foley (52’ Beale), Koroibete (64’ Ainsley – 69’ Haylett-Petty)); To’omua, Gordon (64’ Genia); Pocock (50’ Dempsey), Hooper (c), Dempsey (6’ – 16’ pt. Samu); Coleman (50’ Simmons), Rodda; Tupou (46’ Kepu), Fainga’a (46’ Polota-Nau), Sio (77’ Ainsley).

All. Cheika

 

 

Vincenzo Barbato