Fratelli d’Europa | Le italiane al giro di boa: Juve vicina agli ottavi, Inter sconfitta indolore.

Torna la nostra rubrica Fratelli d’Europa! In Champions le italiane vanno piuttosto bene: due vittorie, un pareggio e una sconfitta. Ma, al giro di boa, la strada verso gli ottavi sembrerebbe fattibile per tutti.

MANCHESTER UNITED – JUVENTUS: 0-1

Che la Juve vinca, non fa poi così notizia. Che lo faccia all’Old Trafford, Teatro dei Sogni, senza subire goal e dominando gran parte del match, ancora un po’ ci stupisce. 1-0 firmato Dybala, che dopo la tripletta allo Young boys sembrerebbe averci preso gusto. 

Ronaldo è decisivo sia nell’azione del gol, sia nell’economia di una partita che ha dimostrato in maniera forse definitiva che la Juventus della stagione 2018-2019 ha un qualcosa in più. Non soltanto CR7, il cui peso specifico è decisamente determinante, ma una difesa solidissima, un centrocampo multitasking e un attacco più che talentuoso la inseriscono di diritto nella top 3 delle pretendenti alla coppa dalle grandi orecchie. 

I soliti screzi con Mou: cori offensivi e triplete rinfacciato, ma se la Signora vuole guardare al futuro, farebbe bene a concentrarsi esclusivamente sul presente, che è piuttosto incoraggiante.

ROMA – CSKA MOSCA: 3-0

La Roma è matura. E lo dimostra anche contro il CSKA che, soltanto qualche settimana prima, aveva battuto clamorosamente il Real Madrid a Mosca 1-0. La magggica ne rifila 3 (doppio Dzeko e Under), e continua il suo buon percorso in Champions parallelamente a uno zoppicante cammino in serie A.

La Roma è matura, lo ripetiamo, perché sono anni che gioca la massima competizione europea. Ormai abituata a questi palcoscenici, sembra così dimostrare che non è stato un caso che l’anno passato avesse raggiunto la semifinale sfiorando, peraltro, la finale stessa. Un giocattolo, quello di Di Francesco, non ancora del tutto riparato, ma che in Europa sfoggia il suo vestito migliore.

BARCELLONA- INTER: 2-0

Dopo otto lunghi anni, la mente di ogni tifoso nerazzurro non può non rievocare la corsa infinita (con tanto di irrigatori a rendere la scena più umida) dello Special One, dopo la sconfitta indolore che fu l’ultimo ostacolo prima della festa madrilena del Triplete. Il Barça non è piu quella squadra eroica dei tempi d’oro del tiki-taka guardiolano. L’Inter può, anzi deve approfittare dell’assenza per infortunio di Leo Messi. Nonostante il forfait del Ninja Nainggolan, ci sono tutti i presupposti per giocarsela a viso aperto, senza quel timore reverenziale che nell’ultimo decennio ha colpito ogni avversario dei blaugrana.

Spalletti però deve fare i conti, a malincuore, con la legge del gol dell’ex. Su un cross di Suarez, spunta Rafinha in mezzo ai due centrali dell’Inter e batte Handanovic. La reazione fatica ad arrivare. Il Barcellona è padrone del campo. Solo Vecino (che finora ha portato fortuna in ambito europeo) prova l’eurogol dalla distanza. Nulla da fare. L’ultima azione del primo tempo è su calcio piazzato ed è ancora una volta un ex-nerazzurro, Coutinho, a cercare il gol dal limite. Stavolta l’esito è negativo: Handanovic prega e soffia sul pallone dopo la deviazione. Poi, dopo la ripresa, fa il santo un paio di volte. Un contropiede da manuale dei catalani culmina con la traversa di Coutinho che ,ancora una volta, grazia i suoi ex compagni.

Spalletti mette in campo Lautaro e Keita per smuovere le cose lì davanti. Dall’altro lato, Valverde concede minutaggio al secondo colpo estivo mancato da Ausilio (dopo Modric): l’ex bianconero Arturo Vidal. A chiudere la partita, però, ci pensa Jordi Alba con un inserimento vincente. Da rivedere la prestazione di Skriniar, non del tutto incolpevole su entrambi i gol subiti.

Resta pressoché invariata la situazione nel girone, col Tottenham che si complica la vita da solo, pareggiando col PSV. Icardi e compagni tornano a Milano, consapevoli del fatto che una buona fetta di qualificazione si giocherà a Wembley.

PSG – NAPOLI: 2-2

Dopo la convincente vittoria contro il Liverpool al San Paolo, il Napoli di Ancelotti è chiamato all’impresa al Parco dei Principi contro il trio delle meraviglie Neymar-Cavani-Mbappè. Il vento sembra favorevole quando proprio Neymar, dopo pochi minuti, si ferma oltre la linea del fondocampo. Ma è soltanto una botta. Il brasiliano si rialza, e a quel punto va in scena il terzo episodio della maledizione della traversa in questa Champions: Mertens batte Areola, ma il montante gli nega la gioia del gol. Ma proprio come contro i Reds, la traversa del belga è di buon auspicio, perché Callejon imbecca nuovamente Insigne, che con un pallonetto delizioso scavalca Areola e la mette dentro.

Alla fine del primo tempo, i tifosi partenopeo ripensano con un sorriso al momento del sorteggio, quando mezza Italia li dava per spacciati. Adesso il Napoli ha la consapevolezza di poterlo addirittura vincere questo girone di ferro. Nella ripresa, il vento torna nuovamente contrario quando Lorenzinho è costretto lasciare il campo, dopo aver ricevuto un colpo allo sterno. Ma non finisce qui. Meunier ha tutto lo spazio sulla destra per mettere un pallone basso e teso, sul quale Mario Rui mette il piedone. Autogol e tutto da rifare per gli azzurri.

Da quel momento in poi, son poche le occasioni da entrambe le parti. Fino al momento in cui Fabian Ruiz trova il sinistro dal limite. La sfortunata deviazione col gluteo di Marquinhos favorisce l’inserimento di Mertens che riporta avanti il Napoli. L’altalena di emozioni, purtroppo, termina nel peggiore dei modi. Tutti si aspettavano la rete dei tre moschettieri, ma il fenomeno stavolta lo fa Angel di Maria: sinistro a giro favoloso dal limite dell’area. Ospina può solo guardare, incolpevole spettatore di una pennellata spettacolare.

Finisce 2-2. Ancelotti sa bene che questi sono due punti persi piuttosto che un punto guadagnato. Ad Anfield il Liverpool spazza via la Stella Rossa e si porta in testa al girone C a quota 6, avanti proprio al Napoli (5) e al PSG (4). Dopo 3 giornate, la situazione non è poi così tremenda.

 

di Pasquale Clemente e Nicola Zovi