Champions League | Rimpianti serbi e biscotti catalani. Napoli e Inter in Europa League.

Champions League | Rimpianti serbi e biscotti catalani. Napoli e Inter in Europa League.

13 Dicembre 2018 Non attivi Di Pasquale Clemente

Niente da fare per Ancelotti e Spalletti, beffati all’ultima giornata. Salah regala la qualificazione al Liverpool. L’Inter fa harakiri: passa il Tottenham. Lunedi alle 13 il sorteggio a Nyon per i sedicesimi di EL.

C’era grande entusiasmo, lo scorso Settembre, per il ritorno di ben 4 squadre italiane in Champions League. Ancora una volta però, saranno Juventus e Roma a portare i colori italiani il più avanti possibile nella massima competizione europea. Termina infatti nel peggiore dei modi la fase a gironi per Napoli e Inter, che proseguiranno in Europa League. Ma la difficoltà dei gironi, seppur evidente, non deve essere affatto considerata un alibi.

Carlo Ancelotti ha vinto la Champions League due volte da calciatore e tre volte da allenatore. Un tecnico con un palmares del genere sa bene quanto il cinismo e la concretezza siano fondamentali in campo europeo, dove ogni minima distrazione può costarti una stagione intera.
Nel 2013 il Napoli di Higuain arrivò nuovamente terzo nella fase a gironi, pur avendo conquistato ben 12 punti. Quest’anno la storia si è ripetuta: altro girone di ferro e azzurri a casa con 9 punti (gli stessi del Liverpool) La classifica avulsa è fatale. Un’ingiustizia vera e porpria nei confronti di una squadra che ha regalato grandi prestazioni, tra cui la vittoria casalinga proprio contro i Reds ed il pareggio amaro, ma tutto sommato giusto, ottenuto sul campo del PSG. Si poteva chiedere qualcosa in più agli azzurri? Certo. Perchè il rimpianto partenopeo è sta tutto lì, riassunto nel risultato della prima giornata: Insigne e compagni hanno gettato via la qualificazione in Serbia, a Belgrado. Quel maledetto 0-0 contro la Stella Rossa dello scorso settembre fu allora visto come un incidente di percorso. Gli intenditori di calcio sanno bene però che in un girone simile, conquistare sei punti contro la squadra di quarta fascia è un obbligo.

La delusione di Hamsik (Instagram)

Resta ormai da chiedersi in che modo Carletto affronterà la coppa del giovedì. Ancora chiaro nella mente dei tifosi napoletani è il ricordo del match giocato al San Paolo contro il Lipsia la scorsa stagione (vittoria dei tedeschi per 3-1), con i giocatori ormai concentrati esclusivamente sul campionato, e con le accuse di remissività nei confronti dell’ex allenatore Sarri. E’ difficile pensare che un allenatore del calibro di Ancelotti possa snobbare un impegno di tutto rispetto come la gloriosa Coppa Uefa. Quel che è certo, però, è che il Napoli visto ad Anfield non meritasse l’eliminazione.  Resta l’orgoglio e la consapevolezza di aver comunque esportato un grande calcio in un grande stadio europeo come Anfield. Certo, se Alisson non avesse compiuto un autentico miracolo all’ultimo respiro sul tiro a botta sicura di Milik, probabilmente staremmo parlando di tutt’altro. La Champions League è così. Non ti dà una seconda chance. Il suo fascino sta tutto qui. A Napoli probailmente saranno anche stufi di sentire spesso la frase “fuori a testa alta“. Dunque, scurdammoce o passato e attendiamoci una bella figura in Europa League. Questa squadra, ne siamo certi, può arrivare fino in fondo.

L’Inter è innegabilmente al bivio del suo percorso stagionale. In cinque giorni due enormi delusioni hanno segnato i tifosi nerazzurri: la sconfitta dell’Allianz Stadium, che ha visto allontanarsi ulterioremente il Napoli all’inseguimento dei bianconeri, e la rocambolesca eliminazione in Champions League. Toccherà a Spalletti dimostrare che la musica è cambiata rispetto agli anni passati, e che questa squadra troverà l’energia e la compattezza per non sfaldarsi a Dicembre e mandare all’aria l’ennesima stagione. Dopo la sconfitta di Wembley, i piani-qualificazione si sono complicati, ma non eccessivamente. Nei giorni scorsi, stampa e tifosi si sono posti un interrogativo che ha messo quasi in secondo piano la partita di San Siro: Il Barcellona, già qualificato, onorerà l’impegno del Camp Nou affrontando il Tottenham con serietà? Per giorni interi sono stati avanzati sospetti sul possibile biscotto. Valverde, in conferenza stampa, aveva tranquillizzato i tifosi nerazzurri assicurando il massimo impegno. E le cose, in realtà, si erano messe bene fin da subito. Il boato di San Siro alla notizia del gran gol di Dembelè, ha stemperato la tensione, forse in maniera eccessiva. La sensazione è che sia la squadra che l’intero ambiente fossero concentrati più a gufare il Tottenham che alla partita di San Siro. 

Inutile il gol di Icardi (Instagram)

Nel momento in cui non affronti una partita così importante con la giusta serenità e la pazienza necessaria a trovare il gol senza forzare troppo la mano, si rischiano figuracce. Asamoah, ancora lui, si rende complice del vantaggio degli olandesi. Ci pensa il solito Icardi a ristabilire la parità. Poi accade che, come avvenuto per il Napoli, anche a San Siro c’è un’immagine che fotografa lo sliding doors della serata e dell’intera esperienza dell’Inter in questa Champions. Dopo il gol del pareggio, infatti, l’Inter si culla consapevole del vantaggio blaugrana che resiste al Camp Nou, e dà vita ad uno sterile possesso palla per far passare il tempo. Non sarebbe stato meglio continuare ad attaccare per cercare il gol della vittoria? Come una sentenza, arriva la notizia del gol-qualificazione di Lucas. Boato  dei tifosi del PSV, che ormai non avevano più nulla da chiedere, ma forse memori del passato rossonero del loro allenatore Van Bommel. A quel punto non c’è più tempo per segnare. Questa squadra poteva e doveva fare di più. Una grande squadra dovrebbe pensare prima a chiudere i propri conti. I calcoli si fanno alla fine. Grande rammarico per un’Inter che ha tenuto botta al Barcellona al Meazza, e che avrebbe potuto tenere botta a chiunque negli ottavi.