Daniel Grassl, promessa del pattinaggio:”E’ bellissimo vedere gli italiani sul podio. Punto agli Europei”

Daniel Grassl, promessa del pattinaggio:”E’ bellissimo vedere gli italiani sul podio. Punto agli Europei”

8 dicembre 2018 1 Di Eleonora Baroni

Daniel Grassl è una giovane promessa del pattinaggio artistico italiano, anzi si può iniziare a parlare di una certezza del movimento azzurro. L’atleta di stanza ad Egna, timido nella vita privata ma energico ed esplosivo sul ghiaccio, è in grado di portare a termine programmi difficilissimi dal punto di vista tecnico e conquistare importanti traguardi. Un ragazzo giovane, ma con tanta voglia di lavorare e mettersi in gioco per realizzare importanti obiettivi con l’aiuto del suo coach Lorenzo Magri. Vi riportiamo di seguito l’intervista realizzata qualche settimana fa tra un impegno in pista e scolastico.

Puoi parlarci dei programmi di quest’anno? Quali musiche hai scelto?
“Le musiche sono state proposte dal mio coreografo, Benoit Richaud, e dal mio allenatore, Lorenzo Magri. Per questa stagione il mio corto è stato preparato sulle musiche di Ezio Bosso “Rain in your Black Eye” mentre il libero sulla canzone di Philip Glass “In the upper room” .

Stai portando in gara salti molto difficili. Come ti stai preparando? Quali sono i tuoi prossimi obiettivi tecnici?
Il mio obiettivo è quello di riuscire ad eseguire due quadrupli nel corto e tre nel libero. Tutti i giorni alleno i miei salti tripli e quadrupli e pian piano cerco di inserirli nei miei programmi”.

Puoi raccontarci la tua routine settimanale/giornaliera?

“Tutti i giorni mi sveglio intorno alle 7.00, faccio colazione, poi vado alla pista verso le 8.00, mi riscaldo e inizio la mia giornata alla Würtharena di Egna. Mi alleno per tre o quattro sessioni di ghiaccio fra tecnica, programmi, coreografia e pattinata. Oltre alle attività sul ghiaccio, tutti i giorni pratico danza classica, preparazione atletica e stretching e un paio di volte a settimana mi esercito sui salti a secco e sulle rotazioni. Al pomeriggio vado a scuola, che si trova sempre all’interno della pista, e poi  verso sera torno a casa. Nel week end, se non gareggio, preferisco stare con la mia famiglia e vado a giocare a tennis”.

Chi è Daniel fuori dal ghiaccio?

“Sono una persona abbastanza riservata e timida”.

Quali sono i pattinatori che ammiri di più e perché?
“Tra i miei atleti preferiti conto Patrick Chan e Denis Ten. Quest’ultimo spesso si allenava ad Egna con noi: non riesco ancora a credere a quello che purtroppo gli è successo (la tragica morte accaduta qualche mese fa ndr). Due pattinatori completi: mi incanto ancora a vederli sul ghiaccio. Patrick Chan “sente” i fili, il ghiaccio e la musica e poi i suoi salti per me sono bellissimi a vedersi. Ammiro anche tanto Yuzuru Hanyu per i suoi salti e i suoi atterraggi, ma anche la grinta di rimettersi ancora in gioco”.

Cosa ti aspetti da questa stagione e quali gare affronterai?
“Spero di partecipare ai Campionati Europei e ai Campionati Mondiali Junior. In entrambe le occasioni vorrei riuscire a realizzare quello che preparo in allenamento ed eseguire due belle performance”.

Chi realizza i tuoi costumi?
“Dalla scorsa stagione i miei costumi vengono realizzati da Sagester. Ci tengo tanto a ringraziare Elena e tutti gli altri collaboratori: il loro aiuto e la loro bravura significano tanto per me. I disegni degli abiti, invece, vengono realizzati dal mio allenatore insieme al mio coreografo”.

Cosa pensi del pattinaggio italiano?
“Noto che anno dopo anno stiamo tutti migliorando, sia i miei compagni di allenamento, ma anche i miei avversari e le nostre colleghe del femminile.  Spesso in gara si possono vedere atleti italiani che salgono sul podio del singolo, della coppia artistico o danza! È molto bello: ci si sente parte di un grande gruppo. Spero che anche molti bambini possano iniziare a pattinare perché è uno sport fantastico, si realizzano diverse attività e poi ci sono i salti: io adoro saltare!”.

Un grazie particolare a Lorenzo Magri, suo allenatore, per la cortesia e le fotografie, e a Daniel Grassl per l’attenzione.

Intervista di Eleonora Baroni