Due sorrisi per Mancini, esordio vincente sull’Arabia Saudita

L’avversario non è di quelli che permettono di mettere a fuoco tecnicità e condizione dei nostri ma il primo passo per lasciarci il passato alle spalle cominciava da questa amichevole e mancando la possibilità di dimostrare il nostro valore al mondo bisognava cogliere l’occasione per un esame di coscienza.

Esame svolto puntualmente con umiltà e profilo basso di fronte ad un’Arabia Saudita con la preparazione mondiale nelle gambe.
Mancini ha chiesto divertimento: si è visto fino ad un certo punto ma la prima Nazionale della sua gestione ha mostrato di saper giocare un calcio molto classico privilegiando la palla a terra con attacchi continui alla profondità gestiti specialmente da un tridente inedito: Balotelli, supportato da Insigne e Politano.

Il centrocampo è amministrato dai romanisti Florenzi e Pellegrini – meglio quest’ultimo in fase di inserimenti – e Jorginho alle spalle del tridente.

La difesa è il reparto che suscitava meno incertezze; la novità (per noi, ma per Mancini fino a ieri costituiva la quotidianità) Criscito ha risposto discretamente bene al ritorno in azzurro e nella difesa a quattro con capitan Bonucci e Romagnoli centrali e Zappacosta a destra.

IL PRIMO TEMPO ha visto prevalere l’Italia sul piano fisico e della fluidità di gioco con diverse occasioni per il vantaggio principalmente tra i piedi Florenzi, Politano e Balotelli che al minuto 33 centra il target dalla fuori area andando a prendersi il
pallone per rientrare sul destro ed infilare con un missile rasoterra il portiere avversario Alowais.

NELLA RIPRESA i ritmi si abbassano, i cambi di Pizzi danno ragione agli avversari che approfittano della nostra stanchezza per prendere campo. Mancini se ne accorge e cambia Balotelli con Belotti e proprio il neoentrato trova il raddoppio al 67′ su un rimpallo derivato da calcio d’angolo.

Balo e gallo, a cresta alta verrebbe da dire ma guai ad appagarsi con una prestazione del genere e infatti, complice una gran distrazione di Zappacosta, Alshehri ne approfitta infilando Donnarumma in contropiede.
Ci sarà spazio anche per Bonaventura, Verdi, Cristante, Chiesa e De Sciglio ma il risultato rimane invariato nonostante le due occasioni firmate da Insigne prima e metà reparto offensivo poi durante l’ultimo assalto alla porta avversaria. In quell’azione si è vista freschezza, voglia, talento, poca freddezza ma la sensazione è che maturerà col tempo. E tempo, ahinoi, c’è.

“Sono soddisfatto del primo tempo e da questo primo tempo dobbiamo ripartire – ha detto Mancini nel post partita – le difficoltà della ripresa sono state determinate dal fatto che i nostri avversari sono in ritiro già da un po’ mentre noi abbiamo sofferto un po’ per fatica e stanchezza”

Mancini, dopo Conte è l’unico allenatore azzurro ad aver vinto all’esordio, risultato che fa ben sperare.
Venerdì di nuovo in campo, a Nizza, contro la Francia.

Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93