venerdì 22 giugno 2018
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#Euro2016. Aggrappati all’oriundo! Battuta la Svezia, si va agli ottavi!

L’Italia scesa in campo oggi è stata la pallida copia di quella di lunedì contro il Belgio: tutta ferocia, corsa e pressing. Appannata e senza idee, oggi è parsa anche un pò fiacca per gran parte della partita, a livello atletico. Ma contro la Svezia, si è vista la capacità di non staccare mai la spina, tant’è che il gol della vittoria e che sancisce la qualificazione agli ottavi di finale con un turno d’anticipo, arriva all’88’ grazie all’oriundo interista Eder. Abilissimo a farsi largo in mezzo a cinque maglie gialle, grazie ad una splendida sponda di Zaza, Eder sfodera un destro imparabile per potenza e precisione.

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Sembrava pesare la maledizione che incombeva sin dal mondiale nippo-coreano del 2002 quando nei grandi tornei, gli azzurri steccavano la seconda partita. L’ultima volta fu 2 anni fa al mondiale brasiliano 2014, quando perdemmo 0-1 contro il Costarica.

Tornando alla partita di oggi, la Svezia non ha mai creato pericoli, tant’è che i guanti di Buffon rimangono immacolati, e non è riuscita a brillare nella sua stella più luminosa, cioè Ibhraimovic.

Gli scandinavi, si denota che hanno studiato molto bene l’organizzazione tattica italiana, schierando un 4-4-2 scolastico ma che per tutto il primo tempo non fa vedere biglia agli azzurri, grazie al maggior possesso palla.

LE PAROLE DEL MISTER:

“È bello vincere e lavoriamo duramente per questo. È stata una partita tosta sotto tutti i punti di vista ma lo sapevamo; abbiamo incontrato una squadra molto molto fisica come la Svezia alle 3 del pomeriggio su un campo asciutto dove il pallone neanche viaggiava tanto. Nel primo tempo sono stati bravi a chiuderci tutti gli spazi; noi siamo stati meno bravi a fare le scelte giuste a livello di attacco però siamo stati sul pezzo giocando senza concedere niente. Nel secondo tempo potevamo sfruttare meglio qualche occasione creata, poi abbiamo preso la traversa e fatto un gol. Sono contento perchè stiamo vivendo un sogno; penso che nessuno se lo immaginava. I ragazzi se lo meritano. Obiettivi? No, l’importante è che qualsiasi cosa accadrà sia quella che meritiamo”.

 

di Marco Vangeli

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About Tiziano Saule

Nato a Trieste, Tiziano Saule è studente al liceo. Socievole ma non troppo espansivo, non ama essere al centro dell’ attenzione. Adora scrivere e adora lo sport. In particolare il calcio. Ama praticarlo, guardarlo e commentarlo, unendo così le sue due passioni. Per Tiziano lo sport racconta molto di più di quello che solitamente la gente coglie: porta con sé valori, passioni e rivalità che lo rendono eccezionale.

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