mercoledì 22 agosto 2018
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F1 2018 – GP BAHREIN SAKHIR

Vittoria importantissima per la Ferrari grazie a Sebastian Vettel; disastro Kimi al Pit Stop, Mercedes rispettivamente seconda e terza. Sucesso record per la Toro Rosso, quinta con Gasly.

Seconda tappa del campionato mondiale di F1 in Bahrain. Si corre di sera, considerando le temperature esotiche presenti in questo Stato. 34 gradi l’asfalto, 28 la temperatura esterna. Gomme e motori delle vetture sono sottoposte ad uno “sforzo” maggiore non potendo essere raffreddati come avviene in circuiti dove vi è un clima più mite, adatto ad una competizione sportiva.

Per questo motivo i team hanno apportato modifiche areodinamiche per apportare maggiori flussi d’aria al motore, e sugli pneumatici. Nello specifico la Ferrari ha attuato una miglioria nelle pance posteriori della SF71H, consentendole di diminuire pressione dell’aria e raffreddare la power unit.

Come di consueto, il weekend motoristico è cominciato di venerdì, con le prove libere, proseguendo sabato con le qualifiche ufficiali dove Vettel ha eseguito un giro perfetto, battendo un superbo Raikkonen per una questione di millesimi. Dimostrazione della competizione sana che c’è nella scuderia di Maranello, nonostante i ruoli di guida e gli obbiettivi siano chiari ad ambedue i piloti.

La Mercedes, apparsa, “spaesata” nelle FP ha strappato la seconda fila, Bottas, terzo ed Hamilton quarto, ma, a causa della sostituzione del cambio per un problema idraulico, è stato retrocesso di cinque posizioni, perciò parte nono.

Le Redbull, seconde antagoniste del Cavallino, si sono piazzate rispettivamente, sesta con Ricciardo, quindicesima, invece con Verstappen, autore di un fuoripista in Q1.

LA GARA

Alle 17.10 si spengono i semafori nel deserto del Bahrein: la gara comincia con una partenza perfetta da parte di Seb che mantiene la traiettoria pulita del tacciato e chiude l’angolo della prima curva a Bottas, partito meglio di Kimi che si trova, dunque, terzo.

Nel gruppo centrale Gasly, Toro Rosso, mantiene la quinta e sorprendente, posizione, mantenendo dietro se, Magnussen, Haas, Hulkenberg, Renault, e restanti piloti nel gruppo di mezzo.

Partenza con contatto per Perez, Force India, con Hamilton, costretto ad inseguire le Ferrari, partito con gomme Soft cercando di tardare il primo Pit Stop recuperando il più possibile, posizioni importanti in zona punti.

Fase iniziale concitata, al secondo giro, infatti, Verstappen fora lo pneumatico posteriore sinistro, Ricciardo non rileva potenza nella monoposto, e si ritira:  gara che entra in regime di VSC.  Due giri a regimi bassi e la gara ricomincia a tuono al quarto, dove Gasly e Magnussen lottano per il quinto posto, mentre poco dopo, Hamilton sul rettilineo sorpassa tre vetture, tra cui Ocon, portandosi quinto.

Giro otto, Hamilton con il DRS sorpassa Gasly, ora è quarto.

Vettel prosegue in solitaria la gara registrando il miglior tempo al giro 10, Hamilton viaggia a tavoletta registrando tempi similari all’avversario.

Giro 14, Hamilton gira sugli stessi tempi di Seb con gomme più dure e consumate, la Ferrari pensa di fermare Vettel al giro 18 per montare gomme Soft.

Raikkonen  esegue il Pit Stop al giro 19 montando anche lui, gomme soft.

La Mercedes passa al contrattacco con Bottas, optando per finire il GP con gomme a mescola media. Vettel recupera secondi sfruttando la massima aderenza delle gomme nuove e sorpassa Hamilton, dopo il tentativo a fine rettilineo nel settore 2; il sorpasso avviene sul rettilineo di partenza usufruendo del DRS, giro 25.

Hamilton si ferma ai box per il primo stint con gomme medie, Bottas fa registrare tempi super con mescola media. Pressione alta nei confronti della Rossa in questa fase.

Giro 35, Hamilton gira su tempi pazzeschi, 4-5 decimi più veloce della Ferrari, Bottas è distante 5,5 secondi da Vettel, 14 invece Hamilton.

Giro 36, disastro Raikkonen al Pit Stop: parte con una ruota posteriore sinistra non fissata bene, è costretto al ritiro. Nervi a fior di pelle per il finlandese.

Giro 39, Ferrari comunica a Vettel di attuare la strategia “D”causa ritiro del compagno. La Mercedes fa paura, corre veloce nonostante l’usura delle gomme; 7,5 secondi di distacco da  Bottas.

Nel gruppo centrale posizioni stabili, in ordine: Gasly, Hulkenberg, Magnussen, Alonso, Ericsson, Hartley

Giro 44, la Ferrari deve decidere se fermare Vettel, oppure farlo terminare gestendo gli pneumatici fino alla fine della corsa.

Giro 49, si assottiglia il distacco tra Vettel e Bottas, 5,7 secondi.

Giro 55, Bottas è attaccato a Seb; ultimi due giri da paura, perché il pilota Mercedes proverà  ad attaccarlo con il DRS. 4 tentativi di sorpasso ma Vettel è indemoniato, resiste e si difende bene sfruttando la potenza del motore della rossa.

Ultimo giro, Vettel non cede alla pressione di Bottas e si laurea vincitore! Bellissimo finale ricco di emozioni, paura e tensione.

“Mamma mia ragazzi, che gara, grazie a tutti!” afferma il tedesco via radio, come dargli torto…

Un finale di gara pazzesco, Seb  ha guidato in  maniera perfetta, ha danzato sulla propria monoposto, e il merito va anche attribuito agli ingegneri ed i meccanici per l’accuratezza raggiunta quest’oggi, riguardo illivello prestazionale di questa vettura. Una statistica importante per il pilota tedesco, inoltre, eguagliato il 200 esimo GP in carriera, che non poteva chiedere miglior regalo sportivo per questo traguardo raggiunto.

Questa è la Ferrari, una belva automobilistica che non ha rivali quando il team adotta gli accorgimenti giusti, ma sopratutto quando viene guidata da un pilota come Sebastian,  che ha dimostrato ancora una volta di appartenere all’olimpo dei più grandi, con una prestazione all’altezza della fama del Cavallino e della F1 assieme a Schumacher e Senna (McLaren).

Complimenti al Team Ferrari, a tutti, davvero, ma sopratutto a te, Sebastian!

Keep pushing, guys!

 

Francesco De Marco

 

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