mercoledì 20 giugno 2018
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F1 2018 – GP CINA SHANGHAI

Nel weekend asiatico si salva solo Kimi, terzo. Ricciardo da favola, da sesto a primo con una strategia azzeccata. Male Seb che dopo una qualifica da master, arriva ottavo per colpa di un contatto con il solito arrogante Verstappen.

Terzo appuntamento del campionato mondiale F1, si gareggia in Cina nel circuito di Shangai: 5,4 chilometri di lunghezza, per un totale di 16 curve, dove si corre per 56 giri totali.

Inaugurato nel 2003, è entrato nel mondo del Motorsport dal 2004. Il record del circuito, apparteneva a Micheal Schumacher che proprio in quell’anno fermò il cronometro sul 1:32:28.

Apparteneva, esatto, perché nel weekend appena concluso questo record imbattuto per 12 anni, è stato migliorato da un tempo di qualifica pazzesco, registrato sabato 14 aprile da Sebastian Vettel: 1:31:95.

Questo dato fa capire la potenza del motore turbo ibrido in confronto al tradizionale aspirato, che tanto ha emozionato in passato, cuore ed orecchie, sopratutto, degli amanti di questo sport.

Nonostante i decibel siano diminuiti, negli ultimi anni, l’efficienza di alcuni motori e lo sviluppo areo dinamico hanno migliorato le prestazioni in termini di tempo sul giro.

Parlando del presente, ripercorriamo ciò che è avvenuto questo fine settimana.

Durante le prove libere del venerdì, la Ferrari faticava a trovare il giusto setup per entrambe le vetture; la Mercedes sembrava leggermente in vantaggio, non tanto sulla velocità di punta, quanto nel passo gara.

Diversi sono stati i fuori pista, a dimostrazione che, questi nuovi bolidi, non siano facilmente domabili senza una corretta interpretazione delle traiettorie ma anche del setaggio.

Aggiungiamoci anche la difficoltà visiva causata dal dispositivo Halo, e il quadro è completo.

Le qualifiche invece sono state nel segno della Rossa: un escalation dall Q1 alla Q3 che ha portato alla conquista della prima fila le due Ferrari: Kimi si è piazzato secondo, 1:31:182, Seb primo con 87millesimi di vantaggio: superlativo il tedesco.

Seconda fila invece taragata Mercedes, con Bottas che dimostra di essere in stato di grazia ed Hamilton, in leggero calo di rendimento. Terza fila invece tutta RedBull, con Verstappen e Ricciardo ad insediare i pretendenti al titolo.

LA GARA

Le premesse per salire sul podio in casa Ferrari erano molte: le qualifiche hanno regalato tempi e convinzioni importanti al team del Cavallino, ma purtroppo, non sono bastate per regalare a Seb il primo ABC (Australia, Bahrein, Cina) al pilota Ferrari: scopriamo perché.

Alle 8:10 si spengono i semafori sul tracciato cinese: Vettel stenta una partenza perfetta e viene incalzato subito da Raikkonen che prova ad infilarlo alla prima curva ma viene chiuso dal leader del campionato.

Nelle retrovie più vicine Bottas, terzo allo start, incalza il connazionale ferrarista e si porta dietro SebHamilton perde una posizione, cedendola a Verstappen, mentre Ricciardo mantiene saldamente la sesta. Nel gruppo centrale, Hulkenberg è settimo, seguito dal compagno di scuderia, lo spagnolo Sainz, ottavo; bene invece le Hass, rispettivamente nona e decima con Grosjean e Magnussen.

Vettel prosegue la marcia verso la potenziale vittoria con dei buoni tempi sul giro, Bottas lo insedia senza troppi pericoli, rimanendo a debita distanza, +2,4 secondi. Raikkonen, intanto, abbassa i tempi venendo così superato da Verstappen che si porta in terza posizione.

I primi dieci giri vedono le posizioni invariate.  Da sottolineare la bagarre tra Hulkneberg e Sainz che vede uscire “trinonfante” il pilota più esperto. Raikkonen sembra subire il soprasso di Max a livello psicologico e accumula dall’olondese +1,3 secondi di ritardo.

Al giro 12 Vettel registra tempi similari a Bottas, mentre Verstappen perde terreno nei confronti dei primi due. La prima sosta del Gp viene messa in atto da Hartley, Toro Rosso, che monta gomme medie. Subito dopo si fermano in ordine: Ocon, Force India che opta per le soft,  Sainz, Renault, per le medie  assieme ad Hulkneberg ,che esegue il pit nel giro successivo.

Giro 19, Bottas si ferma per il primo stint, montando pneumatici a mescola media: veloce il pit stop della Mercedes che con un undercut preciso, si porta davanti alla Ferrari di Vettel che è costretto ad inseguire il pilota finlandese, dopo una sosta abbastanza lenta e caotica. Raikkonen in questa prima fase della corsa, comanda la gara, ma non si è ancora fermato ai box. Lentamente l’usura gomme si fa sentire sulla monoposto numero 7 che è costretta a fermarsi ai box per montare gomme soft. Vettel guadagna secondi su Bottas, e si porta ad 1 secondo da lui. Hamilton si ferma ai box ed è quinto: gara mediocre per il britannico.

Nelle retrovie lottano arduamente Gasly Hartley e, e finiscono per tamponarsi nel settore 3 al giro 30: la gara si “ferma” ed entra la Safety Car; detriti in pista dalla collisione delle due Toro Rosso.

I primi dieci in regime di SC sono: Bottas, Vettel, Hamilton, Verstappen, Raikkonen, Ricciardo, Magnussen, Hulkenberg, Grosjean e Alonso.

Ed è qui che vi è la svolta della gara: la RedBull ferma i propri piloti facendoli montare gomme soft, mentre il resto del gruppo gareggia con le medie.

Esce di scena la Safety Car e la gara ricomincia con un buon passo di Bottas, le RedBull affannano Hamilton e Raikkonen.

Inizia un interessante lotta tra i vari piloti, ma la RedBull, potendo contare sulla massima aderenza degli pneumatici nuovi, spaventano tutti.  Al giro 37, Riccardo usufruendo del DRS, sorpassa Kimi in staccata portandosi quinto. Successivamente, nel giro 39 Verstappen sbaglia manovra nel tentato sorpasso ai danni di Lewis, esce di pista e si becca 10 secondi di penalità per il taglio curva.

Giro 40, stessa musica per Ricciardo: DRS attivo nel rettilineo, stavolta è Hamilton la vittima.

Giro 42, sembra un loop: Ricciardo prende la scia a Vettel nello stesso tratto, tocca i 329 km/h e sorpassa il tedesco nel settore 3, portandosi secondo.

Verstappen incalza Vettel il giro seguente e prova la stessa manovra di Daniel, ma sbaglia modo e tempi di frenata finendo addosso al ferrarista: vetture in testacoda, gara praticamente gettata al vento per la Ferrari numero 5. Vettel cede un’altra posizione nei confronti di Hulkenberg e si ritrova settimo.

Giro 45, la manovra più bella della gara: Riccardo insegue Bottas che, nonostante le chiusure del finlandese, trova uno spiraglio all’interno della curva: sorpasso da 10 e lode e testa della gara guadagnata per il pilota RedBull.

Vettel perde un’altra posizione nel duello con Alonso e finisce ottavo. Unica consolazione, il terzo posto finale di Kimi.

Amaro in bocca per il team Ferrari che vede la classifica costruttori ridimensionata dopo questo weekend. La Mercedes è vicina, un punto di distacco, (85) mentre nella classifica piloti Hamilton recupera punti vitali per la lotta al titolo, -9 da Seb (54). Peccato per la strategia sbagliata, per il contatto Seb vs Max che lo esclude dalla zona punti che contano.

Questo risultato negativo non ridimensiona i sogni e gli obbiettivi del Cavallino, però è necessario mantenere asticella della pressione alta per ottenere quel titolo, lontano dal 2008.

Keep pushing ragazzi!

 

Francesco De Marco

 

 

 

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