martedì 23 ottobre 2018

F1 2018 | GP GIAPPONE – SUZUKA

Allungo Mondiale di Hamilton che vince ancora a Suzuka. Bottas e Verstappen succeddono il prossimo campione.Vettel commette un errore che chiude la porta ad ogni speranza di rimonta.

Sedicesimo appuntamento stagionale del campionato Mondiale di F1. Dopo la trasferta in Russia, il Circus si è spostato in Giappone, più precisamente a Suzuka.
In terra nipponica è l’appuntamento numero 34, anche se nel biennio 2007/2008 si è corso nel circuito più moderno del Fujii, vicino Yokhoama.
Da quando è entrato a far parte del calendario nella massima categoria, Suzuka ha rappresentato gioie e dolori per diversi piloti e tifoserie. Dal dualismo Piquet-Mansell, a quello più chiaccherato, fra Senna e il nemico Prost. Passando da Hill e Villeneuve agli anni d’oro di Schumacher contro Hakkinen e Raikkonen in McLaren.

Come non ricordare, inoltre, chi per questo sport è morto tragicamente, quando il proprio sogno si stava compiendo: Jules Bianchi. Sono passati esattamente 4 anni, ma il ricordo è ancora vivo nella mente degli appassionati.

Parlando di attualità, la lotta al titolo iridato, vede il vantaggio di Hamilton nei confronti di Vettel pari a 50 punti. Tuttavia, nonostante la mediocrità di risultati raggiunti sino ad ora dal Cavallino, il team italiano ha lasciato trapelare un discreto ottimismo verso il weekend asiatico che attende la Rossa.

Le incognite maggiori, sono relative alle condizioni meteo, in quanto in Giappone il rischio pioggia è sempre elevato, perciò il lavoro di tecnici ed ingenieri sarà importantissimo per fornire alle vetture due assetti utilizzabili in entrambe le condizioni. Compito asolutamente non banale.

In questi giorni antecedenti al grand prix, si è discusso molto dell’innovazione meccanica introdotta dalla Mercedes, al limite del regolamento. Ovvero, una barra antirollio, che permette di simulare l’effetto delle ruote sterzanti sul asse posteriore, permettendo così, alle frecce d’argento, di percorrere le curve alla massima aderenza sfruttando, inoltre, un usura pnumetici, inferiore alla media.

Se nella scuderia AMG si studiano novità importanti, nel box della Ferrari, la FIA, ha deciso di monitorare ulteriormente, l’erogazione di potenza delle batterie Ferrari. Tutto ciò alimenta un “complottismo” che potrebbe essere letto, come un favore della federazione nei confronti di chi, già sul campo sia in netto vantaggio. Al di là delle speculazioni che si possano trarre, vi è sicuramente un comportamento ambiguo dei “piani alti” verso tutto il Motorsport.

QUALIFICHE E TRACCIATO

Suzuka è tra gli autodromi più antichi e importanti del mondo. Costruito all’interno del parco Honda, era stato ideato per testare le vetture prodotte dalla casa giapponese, ma avendo una varietà di caratteristiche tecniche e strutturali, ha attratto le categorie di questo sport diventando una tappa insostituibile nel corso degli anni.

Lungo quasi 6 km costituito da 18 curve, si presenta come un tracciato veloce ma molto impegnativo. Infatti i punti nella quale sorpassare sono pochi e difficili da accedere a gara in corso.

I piloti più vincenti della storia F1 in questo tracciato sono Schumacher ed Hamilton con 5 vittorie. Segue Vettel fermo a 4, tutte in epoca RedBull.

Disputatesi sabato mattina, causa fuso orario, le qualfiche giapponesi hanno dimostrato, ancora una volta, la supremazia di Hamilton-Mercedes. Pole position per il britannico che diventa il primo a raggiungere 80 pole nella classifica all-time. Le Ferrari di Vettel e Raikkonen costrette ad inseguire sin dalle libere i tempi monstre dei rivali, concludono rispettivamente quarta e ottava. Disastro della scuderia rossa che anzichè mandare in pista le vetture con le gomme supersoft, hanno optato per quelle intermedie. Vero, la pista era umida, ma un errore così grossolano, non è davvero ammissibile se ti chiami Ferrari. Vani i tentativi di recuperare terreno a – 4 minuti dal termine. Questa la top ten in griglia: Hamilton, Bottas, Verstappen, Raikkonen, Grosjean, Hartley, Gasly, Vettel, Ocon, Perez.

LA GARA

Alle 15:10 si spengono i semafori, la gara comincia!

Giro 1: Hamilton parte a razzo mantendendo il primato. Bottas si difende da Verstappen mentre Vettel recupera 2 posizioni ai danni delle Toro Rosso. Poi compie l’attacco su Grosjean e lo supera portandosi quinto. A fine giro Verstappen va lungo alla chicane ed esce fuori traiettoria. Nel rientro in pista tocca Kimi che subisce danni alla vettura

Giro 2: contatto Magnussen-Leclerc con il danese che fora la gomma ed è costretto al rientro ai box: SFC in pista. Penalità per la RedBull #33 per lo scontro con Kimi

Giro 7: SFC ai box, la gara riprende! Seb molto vicino a Max

Giro 8: prosegue la rimonta di Ricciardo: da 15 esimo a decimo. Più avanti bagarre Vettel-Verstappen con il ferrarista che prova il sorpasso alla Spoon ma finisce per andare in testacoda e danneggiare l’auto.

Giro 11: dopo la sosta e l’incidente Vettel riparte 18 esimo.

Giro 12: top ten: Hamilton, Bottas, Verstappen, Raikkonen, Grosjean, Gasly, Ricciardo, Perez, Ocon, Sainz

Giro 13: Ricciardo continua la scalata: passa prima Perez, poi Gasly

Giro 15: 2,7 sec. gap Ham-Bot

Giro 18: i tempi di Kimi crollano causa danni: rientra ai box e riparte decimo

Giro 19: Vettel risale la china, prima sorpassa Leclerc, poi Alonso. Ora è dodicesimo

Giro 22: pit stop per Verstappen. Cambio gomme per l’olandese che monta le Soft

Giro 27: Vettel in zona punti, decimo dietro Sainz

Giro 28: compound Soft per Vettel che si ferma ai box. pit veloce per il #5

Giro 31: Vettel sorpassa Ocon, ora è decimo

Giro 33: Seb si sbarazza di Perez, ottavo

Giro 35: Hamilton viaggia in solitaria: +5, 6 sec a Bottas e 11,5 a Verstappen

Giro 40: Max avvicina Bottas, nelle retrovie Leclerc esce di pista, rompe la vettura ed è costretto al ritiro. VSC in azione

Giro 43: termina il regime di VSC, la gara riprende

Giro 44: intanto Vettel ha guadagnato 2 posizioni, ora è sesto

Giro 47: Bottas ha rallentato il ritmo a causa dei doppiaggi.Verstappen si avvicina minaccioso a meno 1 sec da lui

Giro 50: Max comunica perdita di potenza via radio. Attacco a Bottas annullato nel finale

Giro 53: Hamilton taglia il traguardo per primo, a seguire Bottas e Verstappen. Top Ten: Ricciardo, Raikkonen, Vettel, Perez, Grosjean, Ocon, Sainz.

POST GARA

Pochi tifosi ferraristi credevano ad una rimonta impossibile, avendo dalla loro, la matematica che fino ad oggi, non aveva condannato la Ferrari di Vettel. E’ bastata la Q3 per assorbire nuovamente pessimismo nei confronti del tedesco, che, in qualifica non può nulla sull’errore del box, ma che in gara si rende colpevole di un sorpasso quasi impossibile ai danni di un Verstappen grintoso. C’era l’opportunità di superarlo, ed è legittimo provarci. Ma quando si è a 50 punti di distacco e il proprio avversario “danza” sulla monoposto, bisogna essere razionali e capire qual’è il momento ideale per compiere il sorpasso. Vettel ci ricasca, soffre la tensione e finisce in testacoda. Un terzo posto non avrebbe fatto tornare i sorrisi sul volto del tedesco, oramai estraniato dalla realtà Ferrari, ma quanto meno avrebbe dato dignità ad un weekend amarissimo. Inoltre, non avrebbe dato ad Hamilton il match point a 3 gare dal termine, permettendo al britannico di rilassarsi anticipatamente. Per Hamilton è la 71 esima vittoria in carriera, – 20 da Schumi in quella all-time. Nono successo stagionale, quinto complessivo a Suzuka. 44 esima doppietta per il team anglo tedesco. 14 esimo gp comandato dall’inizio alla fine da Lewis, -1 rispetto al record di Seb.

Con il bottino magrissimo raccolto oggi, la Ferrari interrompe la striscia di podi consecutivi in una stagione: 11.

Primo gp stagionale in cui nemmeno una Ferrari si piazza tra i primi quattro.

Dati che parlano da soli. Attendiamo Austin, negli Usa, per vedere ancora Hamilton sorridente sul gradino più alto del podio vincere il quinto mondiale. Nel frattempo, la Ferrari, guarda inerme i rivali vincere leccandosi le ferite che mai come quest’anno, faranno fatica a rimarginarsi.

Keep pushing, guys!

 

di Francesco De Marco

 

 

 

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