domenica 18 novembre 2018

F1 2018 | GP ITALIA -MONZA

Ancora Hamilton! Seconda vittoria consecutiva per il britannico a Monza. Kimi resiste e chiude secondo. Terzo Bottas. Vettel danneggiato conclude quarto. Weekend amaro per Maranello, questa pista non è più la casa Ferrari…

L’affetto dei tanti ferraristi in tribuna

Si torna in pista nel primo weekend di settembre: l’autodromo che ospita il quattordicesimo Gp stagionale è quello di Monza, la “seconda casa” Ferrari.
Si corre in un altro “tempio” della velocità, dopo la tappa in Belgio.
Anche se il tracciato non possiede le curve fantastiche di Spa, viene considerato da molti uno dei tracciati più emozionanti del mondo poichè la velocità media, in F1, si registra in un range che va dai 255 ai 263,5 km/h: adrenalina allo stato puro.
Nella storia di questa categoria, ma anche nelle categorie minori, Monza ha sempre fatto parte del calendario di Gran Turismo, F1, e le altre Formula meno “potenti”, come la Formula Renault, Formula 4, 3 e 2. Dimostrazione di quanto, nonostante la potenza inferiore delle vetture, questo circuito riesca a spingere al massimo le auto dei piloti.
69 Gp disputati dall’inizio della F1 sino ad oggi sono un chiaro sinonimo di quanto Monza, riesca a far divertire non solo chi sia al volante ma anche gli spettatori di tutto il globo. Dopo Indianapolis, infatti, è l’autodromo più antico del mondo.

Qui, si sono sfidati i migliori piloti della storia: Ascari, Fangio, Piquet, Lauda, Prost, Senna, Schumacher, Hakkinen, Montoya, Alonso, per finire a Vettel ed Hamilton attuali duellanti per la corona al titolo Mondiale.

La Ferrari, nel corso della storia ha trionfato 18 volte, l’ultima, 8 anni fa grazie ad Alonso. 9 successi per la McLaren, il più recente nel 2012 con Hamilton. 6 trionfi  per la storica Williams; 4 per Mercedes Amg, (dal 2014 ad oggi). Solo 2 vittorie, invece, per la RedBull con Vettel (2011/13).

Capitolo piloti: il più vincente è ancora Schumacher, con 5 successi. A seguire troviamo: Piquet, fermo a 4 insieme ad Hamilton. Prost, 3 volte vincitore e per finire il trio appaiato a quota 2: Barrichello, Alonso e Vettel.

QUALIFICHE E CIRCUITO

Lungo 5793 m, il tracciato di Monza è estremamente tecnico dove è essenziale apportare un setup meccanico praticamente “perfetto”. Nonostante l’assenza di curve lente, fatta eccezione per la chicane di curva 1 e 2, il difficile per i piloti consiste nelle frenate dopo i rettilinei e le curve veloci. Di vitale importanza diventano le scalate veloci delle marce, e il punto di frenata, dove è fondamentale non bloccare l’anteriore della vettura.

I team ottimizzano la velocità grazie ad un apporto areodinamico “scarico” abbassando l’altezza del corpo macchina aumentando l’aderenza meccanica al suolo. Da non sottovalutare anche l’aspetto carburante, infatti i fornitori dei lubrificanti studiano variazioni apposite per la tappa.

Il record del circuito, sino a ieri apparteneva a Pablo Montoya, che nel 2004 con la Williams Bmw fermò il tempo sul 1.19:125. Nel sabato di qualifche, Ice man, ha saputo fare meglio, regalandosi la gioia del nuovo record ma sopratutto la pole position: 1.19:119 per Kimi. Non male per un pilota che compirà 40 anni l’anno prossimo…

Il resto della griglia di partenza è composto da: Vettel, Hamilton, Bottas, Verstappen, Sainz, Grosjean, Ocon, Gasly e Stroll.

LA GARA

Alle 15.10 si spengono i semafori, la gara comincia!

Giro 1: Partenza esterna di Kimi che rimane primo, parte forte anche Hamilton ma Vettel si difende bene alla chicane. Alla Roggia Lewis va sull’esterno per soprassare Seb, ma lo tocca e gli danneggia l’ala anteriore. Seb in testa coda e box per la n5. Safety Car in pista.

Giro 4:  la SFC rientra ai box ed è subito lotta tra Kimi e Lewis in scia al finlandese: Kimi non demorde ed è ancora il leader della corsa.

Giro 9: Vettel si avvicina alla top-ten, ora è 12 esimo; Kimi e Lewis si sfidano a giri veloci sul giro.

Giro 14: si ritira un altro beniamino di casa, Alonso: problemi tecnici per la McLaren

Giro 15: Kimi – Lewis gap pari ad un secondo netto, dietro di loro inseguono in ordine: Verstappen, Bottas, Grosjean, Ocon, Sainz, Perez, Stroll e Vettel.

Giro 21: Supersoft ormai usurate, si passa alla gomma gialla. Il primo a fermarsi è Kimi. Hamilton segue la strategia opposta rimanendo in gara e spingendo a “più non posso”. Nella girandola dei primi pit stop Vettel si ritrova quinto. Comincia la rimonta del tedesco.

Giro 25: altro ritiro stagionale per lo sfortunato Ricciardo: guasto meccanico al motore…

Giro 27: top ten: Hamilton, Verstappen, Bottas, Kimi, Vettel, Ocon, Perez, Sainz, Stroll e Sirotkin.

Giro 28: ai box anche Verstappen ed Hamilton: compound Soft per entrambi.

Giro 31: cambio strategia Ferrari per Seb: box e supersoft per lui: si tenta il tutto per tutto per guadagnare posizoni.

Giro 35: Bottas lamenta problemi di trazione causa usura pneumatici. Il team chiede un ultimo sforzo per rallentare Raikkonen dietro di lui.

Giro 37: box anche la n. 77 Mercedes per il cambio gomme.

Giro 40: Kimi è il leader della gara, ma Hamilton è veloce e si avvicina minacciosamente.

Giro 42: tutti i piloti hanno effettuato il cambio gomme, nel frattempo bagarre accesa fra Bottas e Verstappen. Il finlandese finisce lungo e l’olandese si becca 5 sec. di penalità.

Giro 44: Lewis ha raggiunto Kimi che soffre di blistering ai pneumatici, ora rischia il ferrarista.

Giro 45: Kimi è ancora davanti a Lewis che in scia ripete ciò che aveva già fatto in passato: allunga la frenata e passa all’interno della chicane! Raikkonen che non può fare nulla per difendersi. Chapeu Lewis.

Giro 46: Lewis in fuga, Iceman non può andare oltre. La top ten: Hamilton, Raikkonen Verstappen, Bottas, Vettel, Grosjean, Ocon, Perez, Sainz e Stroll.

Giro 50: 4 giri al termine, distacco Lewis – Kimi pari a 4,7 secondi.

Giro 53: Hamilton taglia il traguardo e vince a Monza! Seguono Kimi e Bottas (causa penalità Verstappen).

POST GARA

Le aspettative alle vigilia erano tante. Le due Ferrari in prima griglia fino ale 15.10 erano tanta roba davanti alle frecce d’argento Mercedes. Tanta era la gioia di vederli lì davanti, Kimi e Seb, che ha permesso alla fine a quel Lewis, bravo ma aggressivo nel contatto con Vettel, di buttarlo fuori pista dopo nemmeno mezzo giro. Certo, dalla TV, è facile commentare questo episodio: “poteva stringere anziche allargarsi” diranno alcuni, “poteva lasciarlo passare senza opporsi” diranno altri. Ma la verità è una sola, ed è quella che si vive in pista, dove il tempo di pensare non c’è. Avviene tutto in quella frazione di secondi, dove l’istinto domina la mente umana. Le mani sul volante si fanno “pesanti” e i piedi si “bloccano” tra una frenata e un accelerata di troppo.

Ingiusto è definire Vettel, un pivello ed Hamilton il marziano. Più corretto forse definire umano Seb e robot Hamilton. L’argento Mercedes non luccica solo sulla carrozzeria della sua 44 AMG, ma anche negli occhi dello stesso, che vede solamente il trofeo del Numero 1 sul quel podio, diventato oramai casa propria. Seconda vittoria consecutiva per il britannico. Così facendo ha eguagliato Schumi nel computo totale di vittorie a Monza (5), ma ha anche messo un autostrada fra lui e la Rossa numero 5: 30 punti di distacco sono esattamente pìù di una gara vinta, a 7 dal termine. 25 quelli fra Mercedes e Ferrari nella lotta al titolo costruttori.

Dalla domenica italiana alla domenica tedesca sono intercorsi 20 secondi. Secondi, che ora, guardando la classifica generale, sembrano un eternità per poter ambire concretamente alla vittoria del titolo Iridato. Risalire la china è ancora possibile, ma margine di errore è appossimativamente vicino allo 0 %. Servirà un impresa titanica per cancellare il negativo a cui abbiamo assistito oggi pomeriggio, lasciando da parte rancori, emozioni, che un Vettel così “buono” sembra proprio non essere in grado di fare. Ancora di più speriamo di vederlo realizzarsi con una vettura all’altezza che non aspetta altro di ritrovare il suo vero Campione.

Keep pushing, guys!

 

Francesco De Marco

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