giovedì 15 novembre 2018

F1 2018 – Gp Messico

Verstappen vince in solitaria, secondo Vettel, terzo Kimi autori di una bella gara. Solo quarto Hamilton ma è quel che basta per laurearsi campione del mondo. 

Dopo essere sbarcato in America il Circus F1 riprende il proprio cammino verso la fase conclusiva del campionato. Questa sera si corre in Messico, nel autodromo Hermanos Rodriguez.

Il tracciato ha ospitato la F1 19 volte, la prima nel 1962. Non avendo avuto un ruolo continuativo all’interno della massima categoria, il gran premio del Messico ha avuto diversi vincitori nel corso delle proprie edizioni. Quindi non si può affermare che esista una tradizione favorevole ad una scuderia bensì a diverse. L’albo d’oro infatti, è composto da vari piloti trionfanti tra cui i più celebri Senna, Prost e Mansenn. Nell’era dei motori turbo ibrido, invece, compaiono Rosberg, Hamilton e Verstappen. Se avesse corso su questo circuito, forse sarebbe entrato a far parte della storia anche Schumacher, ma il presente dice 2 vittorie Ferrari all time in terra messicana: 1970 e 1991.

Il circuito nella quale stasera Lewis Hamilton potrebbe coronarsi campione del mondo, misura 4,3 km ed è composto da 17 curve. Le zone DRS sono due: la prima nella pit lane, la seconda dopo le curve 3-4. Senza dubbio il tracciato è tra i più veloci del campionato: nel 2016 Bottas con la Williams toccò i 372,5 km/h!

Nonostante si registrino velocità di gara molto elevate le monoposto hanno aumentato il carico areodinamico a causa delle zone lente presenti nei settori 2 e 3. Inoltre il fattore altitudine gioca un ruolo fondamentale per le vetture poichè arrivando meno aria, il motore e le componenti della PU potrebbero risentirne.

Per quanto riguarda il consumo carburante i regimi sono medio bassi mentre il deterioramento degli pnuematici è abbastanza elevato.

Novità per la mescola Hyper Soft da valutare assieme alle Ultra e Super Soft nella strategia di gara.

QUALIFICHE

Nel sabato pomeriggio si sono svolte le consuete sessioni di qualifica. Nella Q1 sono state eliminate le Williams, le Haas e la McLaren di Vandoorne, ormai agli scoccioli con il team inglese. Più vivace la Q2 che vede Force India e le Toro Rosso  battagliare con Alonso che alla fine la spunta come 12 esimo. Ocon allo scadere prova a strappare il decimo posto ad Ericsson ma alla fine lo svedese ha la meglio.

Q3 che si apre subito con Verstappen che strappa il giro più veloce. Vettel non molla e ottiene la seconda piazza quando mancano meno di 3 minuti alla chisura. Hamilton è terzo, Ricciardo quarto. Seguono in ordine: Bottas, Raikkonen, Leclerc,Hulkenberg, Sainz ed Ercisson. Ad un minuto dal termine pero, Ricciardo effetua il giro perfetto stoppando il cronometro sul 1:14.759 sgretolando così i sogni di pole a Verstappen per soli 26 millesimi. Roba da perfezionisti. 2 RedBull in prima fila non si vedevano da 5 anni.

LA GARA

Hamilton si laurea campione del mondo per la quinta volta nella storia, secondo titolo consecutivo, quarto con la Mercedes. Anche se non brilla vince comunque…

A parte la partenza a tuono, degna di una campione come lui, Lewis non ha regalato la miglior prestazione stagionale. Forte dei 70 punti di vantaggio su Vettel, il pilota inglese si è limitato a gestire la vettura senza incorrere in rischi inutili. Buono lo spunto inziale dove ha tentato di guadagnare la leadership, ma stasera il ragazzino olandese aveva qualcosa in più rispetto a tutti. Una gara anonima per il pilota inglese che non doveva, e non deve, dimostrare più nulla a nessuno. Ancora una volta è lui il campione, il migliore su piazza. Eguaglia così un “mostro sacro” come Fangio a 5 titoli mondiali entrando di diritto nella storia dei più forti di sempre.

Un inzio di stagione sottotono aveva deliziato il palato dei ferraristi dando una legittima speranza di vittoria nell’anno della svolta. Così non è stato perchè Vettel e la Ferrari hanno gettato al vento il vantaggio tecnico e di classifica che avevano sulla Mercedes. Gli errori individuali di Seb hanno pesato tantissimo sul esito finale di questa stagione ma anche le scelte del team hanno influito negativamente su tutto l’ambiente del Cavallino, vedi l’annuncio di Raikkonen in Sauber.

In una gara che ha visto Verstappen leader indiscusso in Messico, ed una RedBull forte e sfortunata (ottavo ritiro stagionale per Ricciardo) stasera fa ancora più male vedere due Ferrari sul podio.

Ancora due gare al termine del campionato per assegnare il titolo costruttori, la Ferrari ha il dovere di provarci per rendere meno amaro un presente grigio Mercedes.

 

di Francesco De Marco

 

 

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