giovedì 15 novembre 2018

F1 2018 – GP SINGAPORE – MARINA BAY

Hamilton domina a Singapore e vince per la quarta volta a Marina Bay. Secondo un ottimo Verstappen. Amaro terzo posto per Vettel.

foto presa da Automoto.it

Quindicesimo appuntamento del campionato mondiale di Formula Uno. Si corre a Marina Bay, in Singapore, in un circuito cittadino dove l’atmosfera notturna fa da cornice in questo splendido tracciato del Motorsport. 

Il gran premio 2018 è il decimo nella storia F1, infatti il primo si disputò nel 2008, quando vi erano ancora i motori aspirati. 

Dalla sua entrata nel Circus questa tappa del campionato ha rappresentato un crocevia per la vittoria al titolo: l’episodio avvenuto durante la scorsa stagione tra Vettel, Raikkonen e Verstappen è ancora nelle menti dei ferraristi più passionali. Quel episodio relegò Vettel in tribuna a guardare un Hamilton che poi avrebbe trionfato fino ad Abu Dhabi. 

La rincorsa al titolo si ripete nel presente dove Seb e Lewis si distanziano 30 punti e per la Ferrari si prospetta un weekend di fuoco da “inseguitori”. 

Il tracciato di Singapore infatti non lascia spazio ad errori: nonostante sia più largo rispetto al celebre Montecarlo, i rischi di finire addosso al muro, sono più che concreti sviluppandosi velocità elevate in ogni parte dei settori che lo compongono. Lungo 5.063 km è costituito da 23 curve e due zone DRS rispettivamente nel settore 1 e 2. Illuminato da più di 1500 proiettori di luce, è senza dubbio tra i circuiti più affascinanti del panorama motoristico. Non solo F1 quindi, ma anche classi differenti come la GP2, o eventi come la Porsche Carrera Cup e Ferrari Challenge Asia possono vantare di correre in questo luna park.  

Nonostante la breve storia nella F1, diversi Gp hanno regalato colpi di scena e gare emozionanti. Dalla prima vittoria di Alonso nel 2008, solo Rosberg nel 2016 è riuscito a strappare il podio ai vari big di questa categoria. 4 successi per Vettel, uno solo in Ferrari nel 2015; 3 per Hamilton di cui 1 con la McLaren nel 2009; e 2 per il sempreverde Alonso, anche per lo spagnolo 1 vittoria in Ferrari. Nel computo totale delle scuderie 3 sono i successi per i tedeschi AMG 2 per la Rossa. 

CURIOSITÀ E QUALIFICHE 

Essendo un circuito adattato alla struttura di una città, Marina Bay mette a dura prova sia le vetture che i piloti. 

Nonostante si corra di sera, le temperature sono comunque elevate, questo spinge gli ingegneri ad ampliare gli sfoghi dell’aria per il raffreddamento del motore. Discorso identico riguarda l’impianto frenante: rettilinei e curve miste scaldano i dischi delle vetture a temperature roventi. 

L’alto tasso di umidità poi, comporta uno sforzo fisico non indifferente per i piloti costretti a due ore di guida.

I vari team hanno perciò apportato migliorie differenti a seconda della struttura delle proprie vetture: la Mercedes ha introdotto dei flap sul Halo e nell’alettone posteriore; la Ferrari invece ha sostituito i dischi freno con dischi forati a forma di “V”. Paratie aggiuntive invece, applicate al posteriore per favorire l’aderenza al suolo. Ultima la RedBull con la modifica sostanziale del fondo piatto e qualche soffiatura aggiunta ai bordi vettura laterali. 

Le prove libere disputate venerdì hanno fatto emergere dati e tempi simili per i tre top team. Incidente a parte per Vettel in FP2, Kimi è stato il più veloce della Rossa. Veloce la RedBull con Max, meno la Mercedes. 

Le qualifiche però offrono colpi di scena: la Q3 a 7 minuti dal termine regala prima la pole di Kimi, poi quella di Vettel. E fino a qui va tutto secondo i piani della Ferrari. Ma ad un tratto,  Hamilton si trasforma in un marziano e gira in 1.36.015 sfilando la pole position. E non è finita, perché la beffa la piazza Verstappen girando a 3 decimi di distacco dal britannico. Vettel in seconda fila assieme a Bottas.  Kimi in terza assieme a Ricciardo. Completano la griglia: Perez, Grosjean, Ocon ed Hulkenberg.

Preoccupante il distacco fra la Ferrari e la Mercedes: 6 decimi. 

73 esima pole per Hamilton, record pazzesco.  

LA GARA

Giro 1: partenza senza errori per Hamilton che mantiene il comando, Verstappen titubante cede la posizione a Vettel che può mettere pressione al #44 dopo un buono spunto in curva 1 e 2.

Incidente nel gruppo di mezzo per Ocon costretto al ritiro. SFC in pista. Alonso e Sainz guadagnano posizioni. 

Giro 5: SFC rientra ai box, la gara ricomincia. Hamilton allunga subito su Vettel. 1 secondo di distanza fra i due nel giro di poche curve…

Giro 6: giro veloce per Hamilton, Vettel resiste ma deve guardarsi attorno da Verstappen. 

Giro 7: Bottas e Raikkonen spettatori non paganti non aumentano il ritmo e sono distanti dai primi 3. 

Giro 10: Top ten: Hamilton, Vettel, Verstappen, Bottas, Raikkonen, Ricciardo, Perez, Grosjean, Alonso, Sainz.

Giro 11: Ricciardo è più vicino a Kimi, il #5 deve aumentare il passo; la Mercedes incita Lewis a non staccare il piede dal acceleratore.

Giro 16: Vettel è il primo a rientrare ai box provando l’undercut su Hamilton.

Giro 17: Hamilton ai box monta compound più duro, gomma soft, e riparte davanti a Vettel che non riesce a superare Perez. 

Giro 18: svolta strategia RedBull: Max ai box, anche per lui gomma soft, riparte e resiste all’attacco di Vettel in curva 3. Bella manovra del olandese che in maniera pulita tiene a bada l’avversario. 

Giro 22: Kimi abbassa i tempi ed è costretto a fermarsi ai box; Bottas anticipa il pit stop e riparte davanti al ferrarista #7.

Giro 25: Vettel registra la velocità media più alta nel giro, ma è distante da i primi due. Strategia che non sembra premiare la Ferrari. 

Giro 30: la top ten: Hamilton, Verstappen, Vettel, Bottas, Raikkonen, Ricciardo, Alonso, Sainz, Leclerc, Ericsson.

Giro 33: distacco Hamilton-Vettel pari a 3,6 secondi

Giro 36: bagarre Perez-Sirotkin- Hulkenberg, con il tedesco che urta l’ala sul pneumatico del messicano. 

Giro 37: traffico in pista a causa dei più lenti, Hamilton rischia il sorpasso da Verstappen che sfrutta la scia in rettilineo. 

Giro 45: solo un errore individuale può permettere ad Hamilton di non vincere. Passo gara buono, avversari distanziati e testa della gara per il #44. 

Giro 52: 11 secondi fra Vettel ed Hamilton. Ricciardo torna vicino a Kimi. 

Giro veloce per Grosjean! 

Bene Leclerc che mantiene la zona punti, nono.

Giro 54: 7 giri al termine, la top ten: Hamilton, Verstappen, Vettel, Bottas, Raikkonen, Ricciardo, Alonso, Sainz, Leclerc, Hulkenberg. 

Giro 56: Kimi prova a stare in scia su Bottas, tentivi vani purtroppo.

Giro 61: Hamilton taglia il traguardo e vince il gp! Secondo Verstappen, terzo soltanto Vettel

POST GARA

Vittoria mondiale verrebbe da dire, quella siglata quest’oggi da Lewis Hamilton. 70 esima nella classifica all time. Un sigillo, se vogliamo, a quel titolo piloti ancora più vicino dopo la performance perfetta in terra asiatica. Un weekend straordinario per la Mercedes che ha raggiunto l’apice della propria “potenza” grazie ad un pilota capace di sgretolare prima, il record del tracciato in qualifica, poi di vincere senza nemmeno troppa fatica e sbavature. Un’altra prova da leone da parte del #44 che dimostra di essere mentalmente una spanna sopra tutti. Poteva “abbassare la guardia” grazie a quei 30 punti di distacco dal “latino” Vettel, e invece ha spinto ancora di più allungando a 40 il gap con la Ferrari. Difficile attribuire al “caso” o alla fortuna i risultati del esperto britannico che nel arco di un’estate ha saputo rovesciare la testa della classifica. Sicuramente oggi, ha sorpreso più di tutto, vedere una RedBull agguerrita che ha apportato anche una strategia perfetta con la gomma soft. I danni collaterali gli ha subiti la Ferrari, che è apparsa troppo “blanda” meccanicamente ma anche strategicamente. La soluzione delle ultrasoft non ha premiato una vettura che con il compound soft ha fatto vedere il meglio di se in alcuni tratti del campionato. 

“Sono rammaricato ma continuo a crederci” le parole a fine gara del ferrarista #5, visibilmente deluso da se stesso ma anche dal team, forse. 

Prossimo appuntamento in Russia, a Soci, il 30 settembre, dove la Ferrari può provare ad invertire il trend negativo collezionato sin qui. La matematica non condanna la Rossa, ma un altro passo falso potrebbe togliere definitivamente ogni speranza al Cavallino di conquistare il mondiale. 

Keep pushing, guys! 

 

di Francesco De Marco

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