F1 2018 – GP SPAGNA

F1 2018 – GP SPAGNA

13 maggio 2018 Non attivi Di Francesco De Marco

Weekend amato per la Ferrari: Vettel 4º, Raikkonen ritirato, sfrecciano sul podio le frecce d’argento targate Mercedes. Terzo posto per Verstappen

Quinto appuntamento stagionale del campionato mondiale di F1: la Spagna ospita questo gran premio ricco di tradizione, curve (16) e storia del Motorsport. La prima gara infatti risale agli anni ‘50, dove il turbo ibrido non era lontanamente immaginabile. Inoltre la Ferrari è l’unica scuderia all’attivo ad aver partecipato a tutte le gare valevoli per il campionato sino ad oggi. Il record della pista è stato aggiornato ad oggi, 13 marzo, registrato da Ricciardo nel fine gara: 1.18.441.

LA GARA

Partenza perfetta per Hamilton che mantiene la testa della corsa, Bottas insedia Vettel a protezione del compagno di scuderia, ma il tedesco, intelligentemente, prima stringe la traiettoria, poi si allarga per superare il finlandese sull’esterno ponendosi dietro il britannico della Mercedes. Partenza più o meno perfetta, normale, se vogliamo, per tutti i piloti tranne per Grosejean, che in curva 3 accelera troppo e finisce in testacoda: a fargli compagnia finisce pure Gasly, colpito da detriti, e Hulkenberg nella ghiaia, qualche metro più avanti. Safety Car attiva già dal giro 3 e gara che si addormenta sino alla ripresa dei regimi standard della corsa. Posizioni invariate per i piloti, tranne per Alonso che da ottavo passa ad undicesimo, e per Leclerc, che conquista l’ottava posizione.

Giro sei, la SFC torna ai box, Alonso sorpassa Ocon, Verstappen punta Ricciardo e lo fa fuori mentre Vettel spinge al massimo per restare più vicino possibile ad Hamilton. Bottas e Raikkonen duellano per la terza piazza.

Hamilton al giro 8 rifila 2 secondi secchi a Vettel, sinonimo di cattiveria agonistica, e preparazione ottimale della vettura in questo breve inizio gara. 

Giro 11, la Ferrari fatica a mantenere il ritmo gara di Hamilton, Mercedes superiori con le Soft, intanto il distacco tra i due contendenti al titolo, aumenta giro dopo giro: 5,4 al giro 13. 

Nel resto del gruppo le posizioni non cambiano;  le prestazioni differenti delle varie vetture condizionano le “lotte” tra i piloti. Raikkonen deve pensare a difendersi dai possibili attacchi di Verstappen e Ricciardo: il finlandese non trova il ritmo gara.

Pit stop per la Ferrari al giro 17, si passa alla mescola media per sfruttare la durata del compound, nella speranza che Hamilton usuri le soft prima dello stint prestabilito.

Vettel rientra al settimo posto alle spalle di Magnussen.

20 esimo giro, Bottas approda ai box, cambio gomme lento, all’uscita, Vettel sorpassa sia lui che Magnussen.

Giro 25, Kimi perde lentamente potenza, problemi di Power Unit per il numero 7  Ferrari, il ritiro è alle porte.

Al giro 26 tocca ad Hamilton, il più longevo nel usura pneumatici, fermarsi al cambio gomme: riparte con le medie, davanti a lui Verstappen, ma non c’è confronto in termini di prestazioni e gomme: pochi giri ed Hamilton è di nuovo “padrone”del primato.

Giro 33 Ricciardo effettua il primo stint montando il compound più duro, tardissimo,il pit dell’australiano, che sperava nella pioggia per guadagnare posizioni importanti. 

Il passo gara di Hamilton è strepitoso, inanella giri veloci e accumula distanza dagli inseguitori.

Giro 41, problemi per Ocon, Force India, costretto anch’egli al ritiro. Si adotta la VSC per qualche giro per ripartire compatti verso la volata finale della corsa. Qui si registrano due giri veloci, con tanto di record, da parte di Ricciardo; 5 piloti solamente non sono stati doppiati, ovvero i primi. Si chiude la gara in monotonia, vedendo Hamilton esultare davanti alle bandiere a scacchi.

Weekend negativo per la Ferrari: Vettel 4º, Raikkonen ritirato, sfrecciano sul podio le frecce d’argento targate Mercedes. Terzo posto per Verstappen.

Amaro in bocca per la scuderia di Maranello che perde la testa del campionato costruttori e vede allungare Hamilton di ulteriori 17 punti nei confronti del antagonista Seb

Le modifiche aereodinamiche apportate dal team tedesco hanno prevalso su quelle apportate dal team italiano, inoltre la sinergia tra le nuove gomme Pirelli e le vetture Mercedes sembra dare più garanzie e velocità ai tedeschi, rispetto alle monoposto italiane. Gran rammarico per Kimi, che vede un’altra gara come un incubo, più che come un piacere sportivo, per non parlare di Seb, partito a tuono allo start e ridotto a stare dietro ad una RedBull che, parlando di Power Unit, ha solo da invidiare la Ferrari. 

Dopo un inizio di campionato scoppiettante per Maranello, sembra essere arrivato il tempo delle riflessioni, serie, tecniche ma sopratutto coerenti, con ciò che la progettualità della macchina richiede. Il campionato è ancora lungo, e ci sono tracciati favorevoli alla Ferrari, piuttosto che al team AMG. La nostalgia sale maggiormente se si pensa che il tracciato spagnolo era un po’ la seconda terra della Ferrari, un tempo. Da tre anni a questa parte, invece, la Spagna si tinge di grigio, ed Hamilton si regala la seconda vittoria stagionale, la sessantacinquesima in carriera, tre volte trionfatore a Montmelò, mica briciole. 

Ora testa a Monaco, circuito cittadino, forse, speriamo più adatto alla monoposto rossa, con la convinzione di essere competitivi ugualmente, nonostante due brutte prestazioni in termini di team tra Azerbaijan e Spagna. 

Keep pushing, guys!