domenica 19 agosto 2018
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F1 2018 -GP UNGHERIA -HUNGARORING

Hamilton vince in Ungheria, Vettel conclude secondo dopo una gara difficile. Kimi ancora sul podio. Quarto Ricciardo dopo l’incidente con Bottas nel finale.

Dodicesima tappa del campionato Mondiale di F1. Si corre in Ungheria nel celebre tracciato del Hungaroring, a poca distanza dalla capitale Budapest.

Il circuito è entrato nella storia della categoria nel 1986 e rappresentò una conquista sociale, essendo l’Ungheria, all’epoca, parte del blocco dei Paesi socialisti. Da allora il Circus non ha potuto farne a meno.

Il circuito si presenta insidioso per la sua costituzione: lungo 4,3 km, è composto per lo più da curve, lente e più veloci (14 in tutto). Gli unici punti dove si possono tentare ed azzardare sorpassi, sono il rettilineo di partenza, dove si toccano i 325 km/h, e dalla curva 2 sino alla 6. 2 le zone DRS. Essendo un circuito prevalentemente percorribile a velocità medio basse, diventa fondamentale per i team pianificare un ottima strategia ai box. Così come un ottima partenza per non perdere posizioni chiave sin dall’inizio gara.

L’albo d’oro di questo gp vede in testa per numero di vittorie per scuderia la McLaren con ben 11 trionfi. Appena dietro la Ferrari con 7, insieme alla Williams. Solo due successi in terra ungherese per RedBull e Mercedes.

Il pilota che ha vinto maggiormente è Lewis Hamilton, fermo a 5. Dietro il brittannico due mostri sacri come Schumacher e Senna a quota 4. 2 le vittorie per Vettel, 1 rispettivamente per Raikkonen, Ricciardo ed Alonso.

NOVITA’ E QUALIFICHE

Le migliorie apportate in questo weekend di gara riguardano solamente RedBull e Ferrari. La scuderia austriaca ha aumentato l’apporto aredodinamico, essendo un circuito lento simile a Montecarlo. L’incremento di potenza, è dettato non dall’aumento dei cavalli della PU, bensì da una nuova benzina più raffinata (ExxonMobil), visto il gap emerso in qualifica fra Mercedes, Ferrari e la stessa RedBull. La Rossa ha modificato il cofano della vettura, utilizzando una misura XXL. Questo per aumentare il raffreddamento del motore viste le temperature altissime presenti in gara. Sostanzialmente il pacchetto utilizzato dalla Ferrari è lo stesso di Silverstone e Hockenheim.

Le qualfiche andate in scena sabato pomeriggio hanno regalato ad Hamilton la sua 77 esima pole position in carriera. Il britannico, infatti, sembrava non essere a proprio agio a bordo della propria W09 quando la pista era asciutta. Il destino ha voluto che la Q3, la sessione determinante per le prime dieci posizioni, si decidesse sotto una bomba d’acqua. Ed è proprio in questa situazione che il numero 44 ha tirato fuori il meglio di sè. Rammarico Ferrari perchè in Q2 e Q3, i primi due erano Kimi e Vettel, la pioggia gli ha relegati in seconda fila alla spalle di Hamilton e Bottas. Sorpesa Sainz, quinto con la Renault. Benissimo anche Gasly, in Toro Rosso, sesto. Settimo Verstappen affiancato da Hartley, ottavo. Chiudono la top ten Magnussen e Grosjean con la Haas.

LA GARA

Alle 15.10 si spengono i semafori: la gara comincia!

Giro 1: Hamilton parte veloce e tiene il comando del gruppo: seguono Bottas, Vettel, Verstappen che ha superato Raikkonen. Contatto Ercisson – Ricciardo. Ritiro per Leclerc.

Giro 2: Hamilton spinge e distanzia il compagno a ‘1,6 sec. Vettel è gia distante ‘3 sec.

Giro 5: Verstappen accusa problemi tecnici

Giro 7: Ricciardo prova a risalire la classifica tentando il sorpasso su Alonso che resiste

Giro 10: via radio la Ferrari comunica a Kimi problemi di raffreddamento sulla monoposto

Giro 12: top ten: Hamilton, Bottas, Vettel, Raikkonen, Gasly, Magnussen, Sainz, Hartley, Ricciardo, Hulkneberg

Giro 13: sorpasso Ricciardo su Hartley, ottavo

Giro 14: problemi alla MGU-K di Verstappen, l’olandese si ritira

Giro 15: undercut di Bottas su Vettel. Gomme soft per il finlandese

Giro 17: Kimi su Magnussen, quinto

Giro 18: tempi simili sul giro per Vettel ed Hamilton con mescola diversa, l’inglese cala il ritmo

Giro 19: Ricciardo su Sainz, ora punta Magnussen

Giro 21: Ricciardo infila Magnussen, Vettel adotta il piano “C”

Giro 24: Hamilton soffre l’usura prneumatici, Vettel si avvicina anche se il gap è pari a ‘6,5 sec.

Giro 25: box per Lewis e gomma soft. Vettel è primo, deve spingere al massimo

Giro 26: ‘13,1 sec. fra Seb e Lewis

Giro 30: pit stop per Grosjean, ’14 sec. fra Seb e Lewis, il box lo esorta a spingere di più

Giro 35: metà gp disputato, ecco i primi dieci: Vettel, Hamilton, Bottas, Raikkonen, Ricciardo, Gasly, Alonso, Vandoorne, Magnussen, Ocon

Giro 37: Hamilton guadagna secondi preziosi su Seb. Distacco a ‘9,3 sec.

Giro 39: box per Vettel, gomme ultrasoft per il tedesco, problemi al pit stop

Giro 40: Vettel alle spalle di Bottas, cerca la zona DRS ma non riesce a tenere il passo nonstante monti gomme nuove

Giro 43: traffico in pista a causa dei doppiati; Vettel perde tempo vitale da Bottas ma rimane ancora dietro

Giro 50: top ten a venti giri dal traguardo: Hamilton, Bottas, Vettel, Ricciardo, Raikkonen, Gasly, Magnussen, Alonso, Sainz, Grosjean

Giro 51: Vandoorne a bordo pista; regime di VSC per un solo giro

Giro 53: Seb mette pressione a Bottas con un giro da qualifica

Giro 57: Bottas in difficoltà, gira con gli stessi pneumatici da 40 giri!

Giro 58: Kimi si avvicina a Ricciardo e al duo SEB-BOT

Giro 65: sorpasso Vettel su Bottas in curva due! contatto fra le monoposto con la Mercedes che perde pezzi dell’ala anteriore

Giro 68: manovra kamikaze di Bottas su attacco di Ricciardo; gravi danni per la RedBull. Il box Mercedes comunica a Bottas di cedere la posizione all’australiano

Giro 70: Hamilton taglia il traguardo, Vettel secondo, Kimi terzo. Il resto del gruppo: Ricciardo, Bottas, Gasly, Magnussen, Alonso, Sainz, Grosjean.

 

67 esima vittoria in carriera per Lewis Hamilton, quinta stagionale. Sesta nel Hungaroring. Il britannico si ripete in Ungheria e lascia a Vettel le briciole del secondo posto. Kimi limita i danni, per quanto concerne la lotta costruttori, portando a casa punti importanti per non aumentare il gap con la Mercedes. Seb, con il podio odierno, sale a 106 nella classifica all-time, raggiungendo un icona come Prost.

4o esimo podio con il Cavallino, eguagliato Micheal Schumacher. Quinta gara consecutiva sul podio per Kimi. Non accadeva dal 2007.

Statistiche apprezzabili se analizziamo il gp di Ungheria sotto la lente d’ingrandimento dei numeri. Un pò meno per il risultato finale, considerando sopratutto, il distacco in termini di tempo fra Lewis e Seb. Troppa la distanza vista sul circuito in gara fra Ferrari e Mercedes. Troppa, se pensiamo che la Mercedes ha corso con le soft mentre la Ferrari con una mescola più morbida. La mescola gialla, cavallo di battaglia del Cavallino fino a domenica scorsa, ha tradito le aspettative e le telemetrie analizzate sino ad oggi. Inversione di passo per il team anglo tedesco, marcia indietro per quello italiano.

Ottimismo risicato nel dopo gara da parte degli uomini di Maranello che si “nascondono” dietro la farse “il campionato è ancora lungo”. Certo, ma ora i punti da recuperare sono 24, tra Seb e Lewis. 8 fra Mercedes e Ferrari.

Si poteva osare di più, magari con una strategia diversa, ma gli eventi della domenica, lasciano pochi spazi alle alternative che si sarebbero potute adottare.

La stagione è nel mezzo della bagarre per la lotta al titolo, i gran premi da disputare sono ancora 9 perciò l’obbiettivo rimane ancora perseguibile anche con un pizzico di amarezza in più dopo questa gara.

Concentrazione, determinazione e passione regaleranno alla Ferrari il titolo lontano dal 2007?

Noi ci crediamo, auspicando un weekend migliore già nella prossima tappa a SPA, dove il destino dovrà restituire un pò di fortuna al Cavallino.

 

Kepp pushing, guys!

 

Francesco De Marco

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