venerdì 22 giugno 2018
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F1 GP Singapore 2017

 

Disastro in partenza per le Ferrari. Fortuna Mercedes e Hamilton vola in testa a +25. Occasione persa e testa a Sepang

Doveva essere la domenica della rimonta Ferrari, e invece si è rivelata essere un’altra domenica grigia, non solo nelle condizioni metereologiche, ma anche nel risultato.
Le aspettative alla vigilia erano alte, dopo aver assistito ad un Seb fenomenale nella Q3, pole position, le Mercedes in terza fila e un occasione importante per ristabilire la gerarchia della classifica piloti.

L’unica incognita, forse, poteva essere rappresentata dalla vicinanza con Verstappen, secondo, bravo, ma a volte troppo aggressivo (non solo nelle partenze) e un tantino “menefreghista” dei contendenti per la lotta al titolo.
Tuttavia, l’ottimismo ha aleggiato nel mondo sportivo fino allo spegnimento dei semafori rossi, poichè, olltre alla prestazione tecnica superba di Vettel (vedi controsterzata settore 2) in qualifica, i meccanici Ferrari avevano sviluppato un setup ottimale per la vettura, dando un idea di una macchina dotata di un forte carico areodinamico complessivo e una flessibilità in curva, per ciò che concerne le sospensioni, davvero pregievole, considerando sopratutto le curve strette e i cambi di direzione costanti del circuito.
Il tempo messo a segno da Seb, infatti 1.39.491 è conseguenza di un grande lavoro svolto nel weekend, ma sopratutto quel passo in più realizzato nello stallo tra le prove libere, dove la RedBull giganteggiava, e le qualifiche ufficiali.

La pioggia bagna il tracciato, le scuderie hanno optato per il cambio gomme (inevitabile) quindi si parte con le Intermedie o con le Wet (bagnato).

L’unica paura è lo slittamento delle gomme alla partenza che potrebbe generare attrito e potenziali incidenti, ma Seb ha vinto 4 volte su 10 in Singapore, (record vittorie) quindi siamo abbastanza tranquilli. Inoltre, la frizione a “doppio bilanciere” installata nel volante della SFH07 Numero 5, ha il rilascio veloce, perciò non dovrebbero esserci ulteriori problemi.

Pronti, via! Vettel parte abbastanza lento, contro tutti i pronostici, ma rimane primo, Verstappen ha un buono scatto, Raikkonen, quarto, scatta come un belva felina e affianca sul lato sinisitro Verstappen che a sua volta si trova in un “sandwich” tra le due rosse.
Vettel stringe sulla destra del muso di Max, commettendo un errore, e anche Raikkonen converge sulla parte sinistra del anteriore RedBull causando inevitabilmente lo scontro e il violento impatto che, prima esclude dalla gara se stesso e Verstappen, e successivamente, anche Vettel.
Sfortunato anche Alonso,partito settimo, in cerca di riscatto, rimasto vittima del contatto quasi “aereo” con la vettura dell’olandese.

Vettura danneggiata quella del tedesco, che dal posteriore perde liquidi di vario genere, e poco dopo, scivolando ancor di più sull’asfalto bagnato, effettua un testacoda per andare a scontrarsi con le barriere, perdendo non solo l’ala anteriore ma anche il muso.
Nel trambusto iniziale, Hamilton, si ritrova primo, Ricciardo secondo e Bottas, terzo. Si riparte dai box, con la Safety Car a far da padrona per i primi lenti, noiosi, giri, poi parte il gran premio, e francamente, si capiva che potesse avere ben poco da dire…
Hamilton comanda il gruppo, gestisce bene, c’è da dirlo, la WO8, limita l’ aggressività del posteriore, facendo registare ottimi tempi.

La pioggia persiste fino a metà gara, dopodichè l’ennesimo incidente che coinvolge la Sauber di Ericsson, l’entrata della Safety Car e il gran premio termina non per completamento giri ma per limite massimo di tempo.
Ricciardo con la sua RedBull non riesce a raggiungere il britannico,frustante per lui non riuscire mai a trionfare in questa pista, mentre Bottas porta a casa punti preziosi, sopratutto in chiave campionato costruttori, limitandosi a competere per la terza piazza.
Nel gruppo centrale si fa valere Sainz che chiude al quarto posto, fresco di un nuovo contratto Renault.

A completare i primi dieci la Force India di Perez, la Renault di Palmer, la McLaren di Vandoorne, la Williams di Stroll, la Haas di Grosjean e l’altra Force India di Perez.

Un K.O. pesante per la scuderia di Maranello, un Vettel che torna ad essere isneguitore a meno 28 punti, un abisso da recuperare, considerando anche l’adatabbilità e la versatilità della Mercedes AMG, nei prossimi circuiti.

Una domenica che lascia l’amaro in bocca a tutti i ferrarsiti, ma forse anche agli amanti di questo sport. Ci sarebbe piaciuto raccontare qualche duello al limite del regolamento, oppure dei sorpassi in scia, o la bravura dei meccanici Ferrari nel portare al primo posto la rossa. E invece, rimaniamo con un pugno di mosche in mano, assaporando controvoglia, il prossimo potenziale titolo Mercedes. Peccato, peccato davvero, Seb, Kimi, il team in generale avrebbe meritato maggiore gloria. Verrebbe quasi da dirlo come se stessimo facendo lo spelling di questa parola, quasi a voler enfatizzare quanto ci sia dispiaciuto vedere questo ritiro della Ferrari.
Oggi la realtà, ha dimostrato voler essere più creduele delle legittime e “dolci” aspettative del Cavallino. Keep pushing, Seb!

 

Francesco De Marco

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