Firenze veste viola – Stefano Pioli

Firenze veste viola – Stefano Pioli

19 Dicembre 2018 Off Di Matteo Moglia

Sedicesima giornata di Serie A all’insegna delle sfide stracittadine: in Toscana il derby tra Fiorentina ed Empoli vede il successo della squadra di Pioli, che porta a casa un risultato che fa morale in un campionato vissuto ai margini dell’alta classifica.

La partita che ha caratterizzato la sedicesima giornata del nostro campionato è stata sicuramente il derby di Torino, con la corazzata Juve a fare visita ai cugini granata. Non è stata questa, tuttavia, l’unica stracittadina del week-end: a Firenze, infatti, è andato in scena anche lo scontro tra l’Empoli e la Fiorentina vinto da quest’ultima, che in questo modo rilancia le sue ambizioni di alta classifica in una stagione non proprio esaltante. Una grande rimonta che ha visto come protagoniste le mosse tattiche dell’allenatore della Viola. Il top allenatore italiano della settimana è dunque Stefano Pioli!

La carriera dell’allenatore di Parma è costellata fin dall’inizio da continui spostamenti, che lo vedono transitare su ben dieci panchine diverse (Bologna Nazionali e Chievo primavera, Salernitana, Modena, Parma, Grosseto, Piacenza, Sassuolo, Chievo e Palermo) nel corso di soli tredici anni (1999-2011). Di questo periodo si ricordano una vittoria nel Campionato Allievi Nazionali con il Bologna e la predilezione per due moduli, il 4-2-3-1 ed il 3-5-2 che lo accompagneranno nel corso di tutta la sua carriera.

Alla fine del 2011 viene contattato dal Bologna per sostituire l’esonerato Bisoli e nelle successive due stagioni conduce i rossoblu ad una salvezza tranquilla, per poi passare nell’estate del 2011 alla Lazio, con la quale disputa un’ottima prima stagione qualificandosi ai preliminari di Champions League con il terzo posto finale e raggiungendo la finale di Coppa Italia, persa contro la Juventus. La seconda stagione sulla panchina biancoceleste inizia tuttavia per Pioli nel peggiore dei modi, con la sconfitta in Supercoppa Italiana sempre contro la Juventus e l’eliminazione dalla Champions League da parte del Bayer Leverkusen. Le premesse sono le peggiori ed il finale è in linea: il 3 aprile 2016 viene infatti esonerato dal presidente Claudio Lotito dopo la sconfitta per 4-1 nel derby contro la Roma.

Il suo percorso transita quindi per Milano, sponda Inter, un’esperienza sicuramente formativa anche se tutt’altro che positiva per Stefano: la sua permanenza sulla panchina nerazzurra, infatti, dura solo 22 partite di campionato, per un totale di 39 punti che ne decretano l’esonero. A credere di nuovo in lui è la Firenze viola orfana di Paulo Sousa e dalle non celate ambizioni europee. La prima stagione sulla panchina della Fiorentina si chiude con un dignitoso ottavo posto mentre la seconda, attualmente in corso, inizia con una serie di risultati non esaltanti, complice anche la rivoluzione della squadra durante l’ultimo mercato estivo. Nelle ultime partite sembra invece che sia in atto un’inversione di tendenza sia nelle giocate dei singoli che nel collettivo. Tutto questo percorso si riassume perfettamente nel derby di domenica scorsa.

L’esultanza di Mirallas dopo il goal dell’1-1 (sportal.it)

Allo stadio Artemio Franchi il match delle 15:00 è anche una sfida tra due stili diversi di gioco, con la Fiorentina che entra in campo con un 4-3-3 che vede Simeone unica punta ed il tandem Chiesa-Mirallas a supporto. L’Empoli invece per tentare il colpaccio schiera un 3-5-2 con le due punte Caputo-La Gumina.

Partita ricca di emozioni in entrambe le frazioni di gioco, con l’Empoli che sblocca il match al ’24: protagonista dell’azione è Caputo, abile nel sfruttare un filtrante di Antonelli e nel mettere in mezzo un pallone che Krunic deve solo infilare in rete per l’1-0. La reazione dei viola arriva dopo un quarto d’ora con Mirallas che coglie al volo un suggerimento di Simeone al ’40 ed infila una sassata sotto la traversa che vale l’1-1 con cui si conclude il primo tempo.

La seconda frazione di gioco si accende al ’59, quando Simeone porta in vantaggio la Fiorentina con un colpo di testa strozzato su suggerimento di Biraghi e batte Provedel. 2-1 e partita in discesa per la squadra di Pioli, che al ’78 chiude definitivamente il match con una rasoiata di Dabo sulla quale il portiere dell’Empoli nulla può. Il 3-1 rimane tale fino al ’96 e Pioli può sorridere di nuovo: per il momento Firenze è viola, le ambizioni europee solo a questo punto legittimate.

di Matteo Moglia