giovedì 15 novembre 2018

In rampa di lancio | Simone Inzaghi

La Lazio batte la Spal per 4-1 nel lunch-time dell’undicesima giornata di Serie A. Vittoria fondamentale per la squadra di Simone Inzaghi, che conferma di essere uno dei predestinati ad entrare nel gruppo dei grandi allenatori del calcio europeo.

Ci sono allenatori che si dimostrano fin da subito dei predestinati, che sanno esprimersi ad alti livelli con naturalezza, quasi come fossero nati per quel ruolo. Questa è in effetti la storia del meno famoso forse dei fratelli Inzaghi, che dopo aver incantato con la sua Lazio nella ultime tre stagioni sta trovando continuità in quella in corso nonostante un avvio non facile ed alcuni brutti stop. L’ultima pennellata del quadro da lui composto si è potuta ammirare domenica scorsa, con la schiacciante vittoria sulla Spal. È Simone Inzaghi, quindi, il top allenatore italiano di questa settimana.

Non che la carriera da giocatore di Simone sia stata mediocre. Parlando di destino si può dire che quello con la Lazio sia un matrimonio che da sempre si trova sotto una buona stella: una Supercoppa Europea, una Supercoppa Italiana, due Coppe Italia e un campionato della massima serie concluso al primo posto sono il bottino non indifferente di un attaccante che ha lasciato in eredità alla sua squadra anche 55 reti, di cui 20 in Europa che lo rendono il miglior realizzatore di sempre nelle coppe continentali tra i biancocelesti.

Il buon rapporto di Inzaghi con la società romana continua anche fuori dal campo: dopo il suo ritiro dal calcio giocato il 10 luglio 2010, infatti, diviene tecnico degli Allievi Regionali, con i quali porta a casa il primo trofeo, una Coppa regionale che gli vale nell’anno successivo la promozione alla guida degli Allievi Nazionali. La tappa successiva è ovviamente la squadra Primavera, alla quale viene assegnato all’inizio del 2014 e con la quale vince due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana di categoria.

Nel 2016, dopo l’esonero di Stefano Pioli da parte del presidente Claudio Lotito, Inzaghi riceve l’incarico di risollevare le sorti della prima squadra. La prima stagione in Serie A come tecnico si conclude con l’ottavo posto. La riconferma per il tecnico di Piacenza arriva quasi per caso, in seguito ai contrasti tra la dirigenza e l’allenatore designato Marcelo Bielsa. È la stagione della consacrazione per lui, con la conquista del quinto posto finale valido per l’accesso all’Europa ed il raggiungimento della finale di Coppa Italia, che gli valgono un prolungamento di contratto per il terzo anno consecutivo, nel corso del quale prima batte la Juventus campione d’Italia nella Supercoppa nazionale e poi sfiora la qualificazione alla Champions League. Il quarto anno sulla panchina della Lazio non inizia nel migliore dei modi, con sole 6 vittorie in 10 giornate di campionato e le prestazioni opache di molti uomini chiave. Tuttavia dopo la vittoria di domenica sembra che la squadra biancoceleste abbia trovato di nuovo il modo di fare ciò che gli riesce meglio: vincere e convincere.

Alta tensione all’Olimpico, dove gli uomini di Inzaghi sono chiamati ad una reazione dopo la brutta sconfitta contro l’Inter. La Lazio si presenta con un 3-5-2 che vede Immobile e Caicedo in attacco mentre l’avversario di turno, ovvero la Spal di Semplici, risponde con un 4-4-2 e la coppia Petagna-Antenucci in avanti.

La prima vera occasione del match è al ’21, con Antenucci che prova un tiro a giro diretto all’incrocio dei pali sul quale Strakosha si supera. La Lazio risponde al ’26 con Immobile, il quale è bravissimo a colpire al volo un pallone proveniente da calcio d’angolo sul quale il portiere della Spal nulla può. È 1-0 ed è anche l’inizio di una partita pirotecnica, con la Spal che ci mette solo 2 minuti a trovare il pareggio: al minuto 28 Antenucci non perdona e insacca alle spalle del portiere biancoceleste un pallone messo in mezzo da Lazzari, che vale l’1-1. Tutto da rifare per la squadra di casa, che tuttavia può contare sull’aiuto della fortuna al ’35, quando un tiro deviato di Immobile trae in inganno il portiere e si trasforma in un pallonetto morbido che finisce sul fondo della rete per il 2-1 con cui si conclude il primo tempo.

La ripresa è tutta di marca biancoceleste, con il 3-1 che arriva al ’59 grazie ad una conclusione a giro precisa e potente che Cataldi effettua da fuori area. La ciliegina sulla torta arriva poi con un altro tiro da fuori al ’70: autore dello splendido gesto tecnico questa volta è Parolo, che fissa il punteggio sul 4-1 finale. Nell’intervista post-gara Inzaghi loda i suoi uomini per la splendida prestazione corale e per la loro capacità di reazione, ma il merito sta anche nell’abilità di un allenatore non a caso ricercato negli ultimi tempi da squadre come la Juventus. La strada è spianata, starà a Simone Inzaghi decidere come percorrerla.

di Matteo Moglia

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