Italia-Argentina, derby del cuore. Commenti esclusivi per Nazionali d’Italia!

COMMENTI ESCLUSIVI RACCOLTI DA NAZIONALI D’ITALIA A FINE GARA

Marchisio: “Cosa manca per il mondiale? ancora un anno, l’importante è arrivare pronti in quel momento lí”.

Verratti circa il numero 10: “È stata un’emozione per me giocare con la 10, è stato Gigi a sceglierla per me”

Insigne sul gol: “Dedico il gol alla mia famiglia, il  primo gol in azzurro è un’emozione bellissima, provo sempre a fare questo tipo di tiri in allenamento e oggi è andata bene”.

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Splendida notte di calcio in onore di Papa Francesco. A segno Higuain e Banega, poi accorcia Insigne. L’Olimpico fa il pieno di emozioni, compresi noi di Nazionali d’Italia in tribuna stampa.

L’Olimpico si prepara alla grande festa (foto di Francesco Bevilacqua)

Sono tante le ragioni per cui le differenze tra calcio e religione non sarebbero poi cosí marcate;  per quanto ne sappiamo il calcio e più in generale lo sport è fede, amore e sono più che sicuro che la parola “devozione” non starebbe poi così stretta nella lista dei sinonimi se la passione raggiungesse  il livello massimo.

Maradona di Dio aveva la mano ed il sinistro, Materazzi in quella Notte a Berlino ha saltato tra gli angeli per prendere quel pallone e tornare sulla Terra con la Coppa del Mondo. In questi giorni calcio e religione si incontrano in un luogi preciso e per un motivo comune: Roma, dove gli staff di Italia ed Argentina sono stati ricevuti da Papa Francesco alla vigilia del match amichevole in suo onore. “Siete uomini prima di essere campioni – ha detto il pontefice – nel gioco, quando siete in campo si trovano la bellezza, la gratuità e io cameratismo. Se a una partita manca questo perde forza. […] Anche se siete dei personaggi, rimanete sempre uomini, nello sport e nella vita. Uomini, portatori di umanità”.
Delle ultime amichevoli affrontate dagli azzurri, questa è sicuramente la più sentita: è il primo impegno dopo la Confederations cup e già un antipasto della possibile fase finale del mondiale brasiliano in onda tra 11 mesi.
ITALIA
Orfana di Balotelli (versamento del ginocchio destro), Prandelli schiera un 4-3-3 iniziale con Buffon tra i pali, Maggio a sinistra, De Rossi, Chiellini e Antonelli nella prima difesa; a centrocampo giocano Montolivo al posto di Pirlo, Verratti e Marchisio a supporto del tridente d’attacco formato da Giaccherini, Osvaldo e Candreva.
ARGENTINA
La celeste ha dovuto rinunciare a Messi, vittima di una contrattura del quadricipite sinistro; Sabella ha perciò scelto una coppia d’attacco “italiana” con Higuain e Palacio.
LA PARTITA
è vivace sin dai primi minuti, ricca di azioni pericolose e capovolgimenti di fronte grazie alle galoppate di Higuain da una parte e Candreva dall’altra, i più pericolosi. La celeste appare più cattiva e si porta più volte al tiro prima con il neoacquisto del Napoli, poi con l’interista Palacio. Al 19′ De Rossi arriva con leggerezza “estiva” su un pallone vagante intercettato poi da Lamela che pesca Higuain tutto solo sulla sinistra, rientra a destra in area e conclude a botta sicura verso la porta di Buffon che qualche istante dopo andrà a raccogliere la palla nella rete. 0-1 cercato e trovato.
Il ritmo però non cala; Maggio e Candreva sono bravin ad aprirsi spazi (anche con la complicità di Verratti e Montolivo) ma non riescono a concretizzare la fase di cross. Nel finale di primo tempo, l’alternarsi di azioni tra la “seleccion” e gli azzurri si fa ancora più emozionante e veloce, da una parte con l’onnipresente Candreva e dall’altra con Palacio: rischi e sbilanciamenti ma il risultato non cambia.
Nella ripresa Insigne, Aquilani e Florenzi prendono il posto di Candreva, Montolivo e Marchisio ma è l’Argentina a trovare per prima il gol in contropiede, questa volta con Banega che da fuori area incrocia alla destra di Buffon.
Dentro anche Diamanti e Marchetti, fuori Giaccherini e Buffon. Questi cambi spostano l’equilibrio della gara; il portiere laziale salva più volte il risultato mentre Diamanti si veste da Pirlo e detta il tempo per la rimonta: al 21′ s.t. colpisce un palo su punizione e l’Italia cresce vistosamente e l’Olimpico se ne accorge. “Italia Italia” dagli spalti sotto di due gol è un inno di fiducia e d’amore per i colori azzurri (parlando di fede..).
Cerci rileva Maggio. Il gol, già nell’arie, arriva con Insigne a 15′ dal triplice fischio di Stark, il pallonetto scavalca Andujar ed è festa per i 41369 presenti. Marchetti è protagonista nel finale ed il risultato non cambia. 1-2 è un risultato che sorride agli argentini, serve ancora “forza e personalità” stando alle parole di Prandelli ma non deve far disperare gli azzurri; sono stati fatti tanti cambi e ci sono i presupposti per il salto di qualità necessario tra undici mesi, bisogna superare le incertezze in difesa, quelle si, ma manca un anno.
È stata una grande festa, giuro che l’Olimpico tremava da tanto si cantava e che le bandiere più vicine sembravano più grandi se sventolate più velocemente. Ripartire da questa sconfitta d’agosto per construire un mondiale al meglio si può, perchè il cuore non manca e la voglia di rimanere con il fiato sospeso seguendo con gli occhi la traiettoria del pallone non passerà mai, in fondo, anche questa è fede e come dovevasi dimostrare: “che bellezza”.

 

Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93