Advertisements

ITALIA: scacco alla regina, 2-1 all’esordio

In vantaggio con Marchisio, Sturridge ristabilisce il pareggio che dura fino all’inizio del secondo tempo; supermario fa il 2-1 e porta l’Italia in vetta al girone

repubblica.it

Solitamente più si parla delle partite più nascono soluzioni, pronostici e aspettative che vestono l’incontro e i giocatori di pressioni e proprio come un vestito, caratterizzano il contesto di chi lo indossa.
Dal fischio d’inizio però tutte le previsioni retrocedono a chiacchere e le formazioni si spogliano di tutto quanto detto fin lì e si ritrovano face-to-face in mezzo all’unico che fra tutti ha una voce in capitolo: il campo.

Inghilterra e Italia si sono trovate così, a fissarsi negli occhi in quel di Manaus per la prima dei mondiali e con l’atteggiamento di chi conosce la grandezza regale dell’avversario ma con riverenza cerca di aggirarlo per colpirlo.

Già perché le squadre si studiano per tutta la durata del primo tempo: loro aspettano e non sembrano aver intenzione di volersi scoprire, sempre in nove dietro la linea della palla e quando la riprendono cercano immediatamente la profondità sfruttando la velocità degli uomini davanti, uno fra tutti Sterling. Noi usciamo palla a terra, spesso rischiando di essere presi in contropiede con i sconsigliatissimi passaggi in orizzontale ma teniamo il possesso. Verratti e Pirlo sono murati però Andrea non sembra neanche accorgersene, gioca di prima per velocizzare la manovra: al secondo minuto prova un’imbucata per Darmian e poi ci riprova qualche istante dopo sfruttando il movimento in verticale di Marchisio.

Il 4-1-4-1 predisposto da Prandelli è un lavoro di pignola persuasione: dobbiamo prenderli e spostarli, senza fretta per trovare varchi tra le linee inglesi. Un paio di questi li pesca Candreva che mostra un’importante feeling con Darmian: il difensore del Torino si  sovrappone più volte allargandosi per ampliare il gioco. I due sono agevolati dalla marcatura del solo Baines: Rooney da quella parte non torna più di un tot e Baines non può seguire il numero 6 azzurro fino in fondo perché lascerebbe un’autostrada a Darmian. E’ matematico, di lì si passa e ce ne siamo accorti. Al quarto d’ora Candreva trova Hart dalla distanza; al 22′ è il turno di Balo che raccoglie un buon pallone: i centrali non accorciano e gli danno spazio preoccupati solamente di difendere la profondità, alché Balo spara verso la porta senza però finire a referto.

Non giochiamo solo noi, anzi soffriamo le ripartenze inglesi e le disattenzioni di Paletta cui Barzagli deve e sa rimediare. A fine partita scopriremo che solo Pirlo lì in mezzo ha effettuato la bellezza di 108 passaggi: ha trovato la chiave, serve più velocità negli ultimi trenta metri e se verticalizziamo Balotelli dà l’idea di esserci.
Al 35′ l’azione che porta al vantaggio azzurro: Candreva batte un angolo all’indirizzo di Verratti che scarica il pallone verso Pirlo; il capitano azzurro vela il pallone liberando Marchisio che di destro insacca: trovata la bomba (poi rivelatasi inesistente) che qualche ora fa aveva compromesso partita e mondiale. 1-0.
Due minuti dopo però il vantaggio è disinnescato: Rooney trova una discesa sulla sinistra e crossa in mezzo verso Sturridge ora in debito nei confronti di Paletta (il peggiore dei nostri) di almeno una marcatura. 1-1.
Il primo tempo però è generoso e regala ancora qualche emozione; Balotelli tenta un pallonetto dopo aver saltato Hart e Candreva trova il palo allo scadere. Si va all’intervallo.

NELLA RIPRESA la prima azione è di Sturridge; bel mancino il suo ma non abbastanza da cambiare il risultato; lo fa Supermario al 49′: ancora una volta l’azione la finalizza Candreva, rientra con il sinistro e mette in mezzo per Balo che incorna (leggi incorona) il vantaggio azzurro meritato; siamo avanti!
La reazione inglese ha molti autori: prima Rooney poi Johnson ed il mai domo Sturridge. Oggi però nella porta di Buffon abbiamo un Sirigu forse non al top ma preparato per l’esordio al mondiale. Thiago Motta rileva Verratti, Immobile sostituisce Balotelli e Parolo entra al posto di Candreva. Sul finale Darmian e Chiellini si abbassano e la difesa sembra a 6: c’è tempo ma non lo spazio per qualche assalto inglese ed una traversa di Pirlo nel finale da posizione che ormai ci ha abituato essere possibile, solo per lui però.

Succede che bastano 90′ a delineare un’identità a questa squadra; Pirlo, Candreva e Darmian, sempre in superiorità numerica da quella parte han tessuto la trama non solo del gioco di oggi ma anche di questa Nazionale, elegante, non sempre tonica ma deliziosamente capace di “prendere e spostare” l’Inghilterra come voleva Prandelli: manca ancora un po’ di ritmo per vedere l’Italia che serve, oggi con una pazienza da scacchisti però si è riusciti a raggiungere l’obiettivo della vittoria: scacco matto al re o meglio – non ce ne voglia – alla regina.

 

 

 

 

Francesco Bevilacqua

Advertisements

Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93