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Italia, pari e basta: 1-1 contro l’Olanda

A Zaza risponde Akè nei minuti finali; complice un fallo da ultimo uomo di Criscito che ci ha costretto in inferiorità per un quarto di gara.

Sembra strano, alle porte di un mondiale, trovarsi a commentare quella che per noi sarà l’ultima partita di un estate che non è nemmeno inziata e mai comincerà. Siamo fuori dalla festa – lo sapevamo – ma vedere gli altri partire per la Russia ci fa ancora un po’ più male. Mancini chiude le sue prime tre partite con tre risultati, 4 gol fatti, 5 subiti, 0 clean sheet e 0 partite senza segnare. Numeri contrastanti, discordanti e indecifrabili ma sintomo di un’Italia a intermittenza, che sa trovarsi nell’entusiasmo dei giovani ma si perde in un complesso di inferiorità da non invitata alla festa delle feste.

Prima Zaza, al 66’ e poi Akè all’87: sillabe in un panorama mondiale che non ci ascolta più; sappiamo che il percorso che ci riporterà dove meritiamo è complicato ma vogliamo e dobbiamo pensare che per imparare a scrivere bene, è dalle sillabe che si deve partire. Ne è uscita una partita frizzante che ha messo in luce l’estro di Chiesa e la personalità di Perin. Due ottime notizie da cui partire, per programmare il futuro, dalla Uefa Nations League in poi.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

MANCINI “Criscito? Leggerezza enorme da parte nostra, eravamo un po’ affaticati ma siamo riusciti a fare gol e poi giocare venti minuti in dieci è stat un po’ più difficile.. peró nel primo tempo siamo stati bravissimi.

Dopo dieci giorni è difficile sviluppare concetti di gioco, aspettate; son state fatte delle cose buone come contro la Francia e questo credo sia positivo. Gli esordienti? Dobbiamo iniziare a farli giocare.

Dopo un anno faticoso i ragazzi ci han messo impegno e non è semplice, ora dobbiamo mettere a posto tante cose ma c’è tempo ed ottimismo”

 

ZAZA ”Sono contento del gol perchè avevo un ricordo un po’ triste della Nazionale, ho avuto un po’ di fortuna ma è normale che mi emoziono un po’; sono contento anche della prestazione, siamo un bel gruppo giovane e purtroppo per noi abbiamo tempo per recuperare. Ho passato dei momenti difficili non solo a Boredeaux (rigore sbagliato contro la Germania agli europei n.d.r.) e ora riesco a godermi di più quelli felici. Credo che siamo una squadra giovane con grandi margini e con il tempo diventerà competitiva”

 

 

Francesco Bevilacqua

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Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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