sabato 20 ottobre 2018

Italia: VAR(dy), 1-1 a Wembley

Insigne pareggia dal dischetto il vantaggio di Vardy. Prestazione sufficiente degli azzurri che devono continuare a guardare avanti con serenità. Di Biagio: “Ultimi 90’? Sono soddisfatto”.

Non tradisca il tabellino, né il pubblico o lo stadio: a Wembley va in scena un’amichevole tra le più amare della nostra storia; amara perchè c’è bisogno di pazienza in un momento stagionale che di pazienza ne ha poca. Bisogna amalgamare vecchia guardia e nuovi nomi, attingere da un bacino limitato giocatori esperti per sentito dire. Fingere di non pensare ai mondiali e perchè no, fingere di esultare, sia mai qualcuno lì davanti segnasse.

A testa bassa o in qualsiasi altro modo va superata questa sensazione imbarazzante di disturbare le selezioni che quest’estate vedremo giocare in Russia; va recuperato l’orgoglio, scongelata la fantasia e van  ritrovate le ambizioni che almeno fino a settembre non ci saranno se non ti chiami Di Biagio, cui va riconosciuto il merito di raccogliere e stimolare una squadra demotivata e triste, troppo vecchia e troppo giovane.

LA PARTITA Il piglio con cui gli azzurri entrano sul giardino inglese è positivo, tanto che Immobile registra due occasioni da goal nei primi cento secondi di gioco. La prima fase è un tentativo continuo di inserirsi tra le maglie inglesi con i centrocampisti centrali senza impensierire più di tanto i padroni di casa che con Vardy, Sterling e Lingard pungono un ricordo di blocco difensivo bianconero che sembra precariamente reggere: Bonucci-Rugani. Al 15’ è il turno di Candreva per servire con un cross dalla destra Immobile che per la terza volta spreca l’occasione per segnare.

Segna invece l’Inghilterra con una rete di carattere costruita da Lingard che sfrutta un fallo subito da Sterling per battere in rapidità è senza troppi convenevoli la punizione mentre Parolo si addormenta e Rugani è distratto e quando ritorna in partita la palla è giá a centrocampo e il nome di Vardy sul tabellone a le dello stadio.

Insigne, autore della rete che vale il pari (Vivoazzurro)

La reazione all’1-0 si fa attendere fin oltre l’intervallo e buona parte della ripresa dove è l’Inghilterra a gestire il possesso e non si registrano tiri nello specchio nemmeno con gli innesti di Chiesa, Belotti nel reparto offensivo rispettivamente per Candreva e Immobile. All’85 è il VAR, presentato al mondo, ad offrirci la possibilità di pareggiare con un rigore netto che Insigne trasforma interrompendo un digiuno scomodo nonchè inedito di tre lunghissime partite.

PAREGGIO Difficile da leggere perché non offre spunti ad un futuro ancora incerto e buio: mancano motivazioni e idee ed è lo specchio di un movimento calcistico in stato di semiabbandono da parte dei tecnici, dei club e da una generazione di calciatori che non ha saputo dare quell’apporto che sarebbe valso un posto ai mondiali, basti pensare che le prime quattro squadre della Serie A danno alla Nazionale 2 calciatori titolari. Niente di più.

DICHIARAZIONI A CALDO

Di Biagio: “Siamo stati più continui rispetto a Manchester nel corso della gara quindi sono soddisfatto. Dobbiamo insistere sulla personalità, vi posso dire che questi ragazzi c’è l’hanno. Ho una squadra che sull’1-0 ci ha sempre creduto e sull’1-1 ha provato a vincere. Sono soddisfatto”.

Donnarumma: “Un risultato così ci da entusiasmo dopo grandi difficoltà, siamo un bel gruppo e lavoriamo duramente e questo risultato ci da la forza di andare avanti”.

 

Francesco Bevilacqua

About Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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