Gasp, che Atalanta!!! | Gian Pietro Gasperini

Il lunch time della dodicesima giornata di Serie A consacra il definitivo ritorno della squadra di Bergamo, che domina l’Inter e rilancia le sue ambizioni di classifica.

È tornata. E quanto ci era mancata! Un mercato estivo che come spesso succede vede salutare i giocatori migliori. La voglia di ripartire, di far crescere giocatori nuovi e un progetto che tuttavia nelle ultime settimane qualche imprevisto lo ha affrontato, con 4 sconfitte in 11 giornate di campionato e l’eliminazione dall’Europa League. Questo fino a ieri quando l’Atalanta, vittoriosa per 4-1 contro l’Inter, ha dimostrato di poter dire ancora la sua nel nostro campionato, merito anche di un allenatore che in questi mesi non si è mai dato per vinto, pur essendo consapevole delle difficoltà a cui andava incontro. È Gian Pietro Gasperini, dunque, il top allenatore italiano di questa settimana.

Una carriera molto lunga e molto travagliata quella dell’allenatore di Grugliasco, fanatico del 3-4-3 e del possesso palla. Un esordio di livello nel 1994 ad allenare i Giovanissimi della Juventus, per poi passare agli Allievi e naturalmente alla Primavera, con la quale trionfa nel Torneo di Viareggio del 2003. Dopo questo successo è il momento di cambiare aria: la destinazione è la C1 e più precisamente il Crotone, che riesce a far promuovere in Serie B al primo colpo. Purtroppo per lui l’esperienza si conclude con l’esonero.

Dopo un paio di anni di pausa è il momento di ripartire e il 10 luglio 2006 Gasperini firma un contratto con il Genoa, allora in Serie B, che riesce a portare nella massima Serie dopo solo una stagione. L’idillio con il presidente Preziosi dura ben quattro anni, nel corso dei quali vince una panchina d’argento e porta i rossoblù a raggiungere anche l’Europa League. Alla fine del 2010 tuttavia, complice un brutto inizio di campionato, viene esonerato. Questa volta il periodo sabbatico dura molto meno e già nel giugno 2011 è chiamato a sedersi sulla panchina dell’Inter. È un’esperienza indimenticabile per il Gasp ma in senso negativo. Il 21 settembre 2011, infatti, viene esonerato senza aver vinto una sola partita ufficiale e dopo forti contrasti con la dirigenza interista.

L’avventura successiva al Palermo non va meglio per Gasperini, che porta a casa solo 17 punti in 22 partite e ben due esoneri in 6 mesi. Nel 2013 decide di tornare al Genoa, a quel grifone con il quale i rapporti e i ricordi dei successi passati non si erano mai interrotti. Sono tre stagioni molto positive per i rossoblù, con ottimi piazzamenti in campionato ed il raggiungimento dell’Europa League, vanificato solo della mancata licenza UEFA.

Il 14 giugno 2016 inizia l’ultima grande avventura del tecnico piemontese, che viene ufficializzato dall’Atalanta. È il suo più grande successo. Dopo un inizio molto deludente i nerazzurri svoltano e concludono la stagione al sesto posto dopo aver battuto molte tra le big del campionato. La stagione successiva è ancor più trionfale e permette alla squadra di Bergamo di concludere il campionato al quarto posto e a sfiorare il terzo, raggiungendo così l’Europa. L’ultima stagione si è invece conclusa al settimo posto, dopo una fase a gironi europea spettacolare e un campionato giocato sempre ad alti livelli, esprimendo un gioco dinamico che valorizza i giovani. La partita di domenica a Bergamo è lo specchio di questo progetto.

Allo stadio Atleti Azzurri d’Italia l’Inter si presenta con il collaudato 4-3-3 che vede a centrocampo il trio Gagliardini-Brozovic-Vecino, mentre l’Atalanta scende in campo col 3-4-3 e Ilicic e Gomez a supporto di Zapata. La partita si infiamma dopo pochi minuti, più precisamente al minuto numero 9, quando Hateboer insacca un pallone offerto da Gosens per l’1-0. Il resto del primo tempo è una sinfonia della squadra di Gasperini, che inanella un’occasione dietro l’altra sulle quali Handanovic si deve superare più volte. Grande protagonista del primo tempo è Josip Ilicic, che mette in seria difficoltà la difesa interista.

L’esultanza dei giocatori dell’Atalanta (Tuttosport)

Il secondo tempo inizia con un altro goal dopo pochi minuti. Al ’46 Mancini tocca il pallone con la mano in area di rigore e l’arbitro non può fare altro che fischiare il penalty che Icardi non sbaglia. È 1-1 ma la partita non è in equilibrio come il risultato, con l’Atalanta che cerca con insistenza un nuovo vantaggio. Il 2-1 arriva al ’62 con Mancini che è bravo a mettere in porta di testa una pennellata di Ilicic. Nei minuti successivi sale la tensione, con l’Inter in cerca una reazione che viene spenta a pochi minuti dalla fine, più precisamente al minuto 88, quando Djimsiti sfrutta di testa un altro calcio piazzato magistrale di Ilicic per il 3-1. La ciliegina sulla torta arriva al ’94 e con l’Inter in dieci per l’espulsione di Brozovic, quando Gomez fissa il risultato sul 4-1 con una splendida conclusione da fuori area. Nell’intervista post gara Gasperini è orgoglioso nel dire che “l’Atalanta oggi è stata sempre più forte”. Sa che la sua squadra è tornata per stupire.

di Matteo Moglia