L’orologio del pallone – Walter Mazzarri

L’orologio del pallone – Walter Mazzarri

4 dicembre 2018 0 Di Matteo Moglia

Nella quattordicesima giornata di Serie A il Torino torna alla vittoria contro il Genoa, partita che segna anche il ritorno sulla panchina granata di Walter Mazzarri dopo una sosta forzata a causa di alcuni problemi di salute.

Tra i molti allenatori italiani che siedono sulle panchine del nostro campionato ce ne sono alcuni che si potrebbero definire “iconici” per un vezzo, una particolarità o un modo di fare. Chi, per dire, non ricorda il “mollo ma che mollo?” di Malesani o la corsa sotto la curva di Mazzone?? Personaggi che sono diventati popolari sul web e fuori dal campo per un momento particolare della loro carriera, venendo dimenticati tuttavia per le loro abilità. Tra loro figura sicuramente anche l’attuale allenatore del Torino, squadra a “due facce” nel nostro campionato capace di cadute incomprensibili come di splendide vittorie, come quella sul Genoa di domenica scorsa. È Walter Mazzarri, quindi, il top allenatore italiano della settimana.

Una lunga gavetta nelle serie minori per l’allenatore livornese, tra serie C1 e C2 (Acireale e Pistoiese), serie B (Livorno) ed infine Serie A (Reggina). Nel 2007 poi, la prima esperienza di prestigio alla Sampdoria, durante la quale diviene famoso per essere il primo allenatore a coprirsi la bocca con la mano per non far capire alle telecamere quello che diceva ai giocatori e oltre a questo si qualifica per la coppa UEFA e disputa una finale di Coppa Italia contro la Lazio perdendola ai rigori.

Il gesto dell’orologio di Walter Mazzarri (spaziocalcio.it)

Nel 2009 approda sulla panchina del Napoli, il suo grande amore, sulla quale siederà per ben quattro anni. La prima stagione si chiude con un sesto posto e la qualificazione in Europa League, oltre alla serie monstre di 15 risultati utili consecutivi, mentre il secondo anno porta alla squadra partenopea il terzo posto e la qualificazione in Champions League. Quella 2011-2012 sarà poi la stagione più importante per Mazzarri sulla panchina azzurra, con la qualificazione ai quarti di finale della coppa continentale persa per un soffio dopo un grandissimo doppio confronto con il Chelsea. La vera soddisfazione di quest’annata, tuttavia, è la conquista della Coppia Italia, vinta contro la Juventus. La quarta stagione è per lui l’ultima e si conclude senza trofei e con molti contrasti con il patron De Laurentis, pur avendo raggiunto il secondo posto in campionato ed il record di punti. Da ricordare inoltre di questa esperienza il gesto diventato iconico dell’orologio, con cui l’allenatore era ed è tuttora solito rammentare ai suoi giocatori i minuti che lo separano dalla fine del match.

Le successive due esperienze sono negative: nel 2013 viene ingaggiato dall’Inter, che lo esonera dopo una stagione e mezza con molti risultati negativi, mentre nel 2016 è la Premier League che chiama, destinazione Watford, che lo accoglie con l’obiettivo di una salvezza tranquilla, raggiunta senza problemi ma con molti contrasti con la tifoseria e la dirigenza, che lo portano a dimettersi alla fine della prima stagione.

Il ritorno in Italia è nell’aria e l’occasione arriva ad inizio 2018, quando il Torino esonera Sinisa Mihajlovic e decide di affidarsi a lui per la rincorsa all’Europa, che tuttavia non viene raggiunta con il nono posto con cui si conclude la stagione 2017-2018, in attesa di sapere come finirà quella in corso, che per il momento passa da partite anonime a match di grande spessore come quello di domenica.

Allo Stadio Olimpico Grande Torino la squadra granata scende in campo con un 3-4-3 che vede Zaza, Belotti e Iago Falque in attacco mentre il Genoa, avversario di giornata, è schierato da Juric con un 3-5-2 e Piatek e Kouame lì davanti.

L’episodio che accende la partita non è un goal: il protagonista è Romulo, che dopo essersi fatto ammonire al ’25 è mandato sotto la doccia appena tre minuti dopo dall’arbitro. Il Genoa tuttavia non sembra risentirne e anzi al ’36 passa in vantaggio con un tiro da due passi di Kouame per l’1-0. Nel finale di primo tempo succede ancora di tutto, con il Torino che prima pareggia al ’47 con Ansaldi per l’1-1 e poi effettua addirittura il sorpasso dopo appena tre minuti. È 2-1, e tale rimarrà fino alla fine, con un secondo tempo povero di emozioni ed un Genoa in 10 che tenta di difendersi dagli assalti del Toro. A fine partita Mazzarri commenta “tre punti importanti, ci prendiamo questa vittoria e da domani penseremo a migliorare”. Il cammino per l’Europa è appena iniziato.

di Matteo Moglia