Italrugby 3-66 NZL. A lezione dai migliori

Italrugby 3-66 NZL. A lezione dai migliori

25 novembre 2018 0 Di Francesco Bevilacqua

Che l’Italia non fosse una nazione nell’Empireo del rugby (immaginatelo un po’ come il paradiso in cui finiscono i piloni dopo le prime 4-5 testate in mischia, una specie di Valhalla) è da tempo chiaro. Che non sia una nazione da Tier 2, è chiaro anche questo. L’Italia sta agevolmente in un Tier “1.5”, troppo grande per i piccoli, troppo piccola per i grandi: su questo secondo punto gli esempi non mancano, ultimo (solo cronologicamente) lo scontro che è avvenuto all’Olimpico tra l’Italia e quella nazionale che il rugby lo rivoluziona e lo insegna al mondo, guardando (quasi) tutti da quel Valhalla di cui sopra, la cima del Ranking Internazionale. Squadra che è salita in cattedra e ci ha dato una lezione di rugby.

Quella dell’Olimpico non era una partita ad armi pari, nessuno può dire il contrario. Quello che è mancato è stato un po’ di “spirito combattente”, la voglia di vincere, quella fame di punti che ha portato alla mancata realizzazione anche di un’unica meta, che avrebbe fatto esplodere lo stadio visto quanto rumoreggiava ieri. 

Ma quello che accadeva in campo ha reso anche il più accanito degli spettatori annoiato, senza stimoli: si parlava di aperitivi, di vacanze, di quanto è umida Roma… Perché all’Olimpico c’erano gli All Blacks e basta. Di nostro non c’è stato nulla, salvo errori, voragini e poca voglia di farcela. Scendere in campo già sconfitti non può essere l’atteggiamento della squadra rappresentate una nazione intera, su questo non si discute. Poi si può parlare di movimento “perdente”, di eccessiva monetizzazione, di utilità dubbia di una partita contro i primi al mondo… Ma scendere in campo già sconfitti fa male, fa dimenticare l’orgoglio di quell’ #insieme così tanto sponsorizzato. Da qui si ripartirà per il SeiNazioni: da una squadra che aveva perso prima di entrare. 

Italia: 15 Hayward; 14 Benvenuti, 13 Campagnaro, 12 Castello, 11 Sperandio; 10 Allan, 9 Tebaldi; 8 Steyn, 7 Polledri, 6 Negri; 5 Budd, 4 Zanni; 3 Ferrari, 2 Ghiraldini, 1 Lovotti. A disposizione: 16 Bigi, 17 Traorè, 18 Pasquali, 19 Fuser, 20 Meyer, 21 Palazzani, 22 Morisi, 23 Padovani. 
Nuova Zelanda: McKenzie; J. Barrett, Lienert-Brown, Laumape, Naholo; B. Barrett, Perenara; Read (cap), A. Savea, Fifita; S. Barrett, Tuipulotu; Laulala, Coles, Tuungafasi. A disposizione: Harris, Tu’inukuafe, Ta’avao, Retallick, Papalii, Tahuriorangi, Mo’unga, R. Ioane.

Vincenzo Barbato