Juventus e Italia nel tunnel della mediocrità. Soluzioni per ripartire cercasi.

Juventus e Italia nel tunnel della mediocrità. Soluzioni per ripartire cercasi.

25 Febbraio 2019 Off Di Nicola Zovi

Italians do it better. Eh già, così dicono. E non è nemmeno chiarissimo a cosa si faccia riferimento. Malizia a parte, di fatto, è difficile ci si riferisca al giuco del pallone. Difficile, sì, perché – diciamocelo – non sembra essere più tanto cosa nostra. Niente drammi, sia chiaro, ma va ammesso che per quanto ogni anno qualcuno ci creda un pochino di più, per quanto ogni anno qualcuno ci speri un pochino di più, il movimento calcistico italiano pare rimanere in quello stato di mediocrità nel quale è sprofondato nell’ultima decade.

Un riferimento – fin troppo evidente – va fatto alla Juventus. Sì, a quella Vecchia Signora che macina record su record in territorio amico (non ultimo quello raggiunto questa domenica, prima squadra a vincere 22 partite in 25 gare di Serie A), che si è squagliata come un ghiacciolo al sole al caldo di Madrid contro i ragazzi del Cholo. E se la Juve – in Italia – gioca male e vince (a Bologna prestazione non sufficiente e 3 punti in tasca), non può pensare di cavarsela altrettanto bene in Europa. Numeri alla mano, infatti, sono 3 sconfitte su 7 nel corso della stagione continentale. Tre sconfitte che arrivano – di fatto – nell’anno della svolta, quello più atteso. L’anno delle spese pazze e del tassello mancante finalmente cercato, trovato, ottenuto. E se CR7 la sua partita l’ha giocata, non si può dire altrettanto dei suoi timorati compagni, pecorelle smarrite al Wanda Metropolitano. Eppure, a livello di roster, non si può certo dire che la Juve sia messa male, anzi! Mister 5 palloni d’oro a parte, Allegri può fare affidamento su una difesa esperta, un centrocampo quantomeno solido e un attacco da sogno.

Già, Allegri; Max pare entrato in quel tunnel buio nel quale se tu non ci vedi più i tifosi ci vedono ancora meno. Di fatto, pare non lo possano proprio più vedere. I social network, qui, un campanello d’allarme. Non c’è un post pubblicato dall’account ufficiale della Juventus che non venga infarcito di offese nei confronti del tecnico. E l’atteggiamento di quest’ultimo – invero – pare non aiutare. Dopo aver sottolineato, com’è giusto che sia, che chi offende è sempre, inequivocabilmente dalla parte del torto (soprattutto se protetto dallo scudo della magica tastiera), una ulteriore precisazione deve essere fatta riferendosi alle conferenze stampa – quella antecedente e quella successiva a Bologna – del mister. Il livornese sembrava voler parlare di tutto tranne che della prestazione della squadra. Prestazione negativa, per l’appunto, anche al Dall’Ara. E in questo calderone di confusione tattica e mentale pare difficile immaginare la Signora ribaltare il risultato allo Stadium nonostante i precedenti più o meno incoraggianti.

Tutto questo per sottolineare che la macchina da guerra che è la Juve tra i confini dello Stivale, in Europa, è capace di incepparsi a tal punto da risultare irriconoscibile. E questo lascia decisamente perplessi. Napoli e Inter avanti in Europa League, vero, ma pur sempre di Europa League stiamo parlando. Lazio fuori dai giochi contro un avversario forse più forte ma non abbastanza da dominare in lungo e in largo sia a Roma sia a Siviglia. Milan che, ad oggi, ci appare tanto in forma ma che, un domani, dovrà confrontarsi con una durissima realtà dalla quale è difficile uscire indenni. E la Roma si vedrà, ma per come si sta comportando in Italia pare improbabile il ripetersi dell’ exploit.

Pensieri, questi, magari troppo negativi, ma che rispecchiano una realtà nella quale il nostro calcio si trova intrappolato da anni. E’ tempo di prese di coscienza che ci portino tutti a ragionare sul reale valore del nostro movimento. Perché – probabilmente – non abbiamo i migliori portieri del mondo, non abbiamo i migliori allenatori e no, non abbiamo il miglior campionato del pianeta. E nemmeno il più difficile. Superare questi luoghi comuni può essere un primo passo verso la luce, e se la Juventus andrà avanti – cosa che dovremmo sperare tutti – non vorrà comunque dire niente. In fondo la verità è che anche questa stagione, la 2018-2019, è stata – per il calcio nostrano – l’ennesima stagione da secondi, macché, terzi, ma nemmeno..! Forse quarti, ma più probabilmente quinti della classe. Ripartiamo.

di Nicola Zovi